Aosta - Viale della Pace. Una zona "verde" destinata a scomparire? Nonostante la raccolta firme il Comune ha tagliato 18 alberi e ne ha piantati solo 6. Siamo favorevoli ad una corretta gestione dei rifiuti applicando l'opzione "rifiuti zero" e aderiamo al progetto "guadagnare salute ". Al referendum propositivo del 18/11/2012, abbiamo sostenuto il SI e scelto un percorso di gestione rifiuti senza incenerimento. #versorifiutizero
31 dicembre 2013
VALLE D'AOSTA VERSO RIFIUTI ZERO: NOI CITTADINI SIAMO PRONTI!
30 dicembre 2013
Rapporto annuale attività dell'Ass. reg. all'Ambiente >>>
Ecco cosa pensa di aver fatto la giunta regionale nel settore gestione rifiuti.
Ovviamente niente di quanto richiesto dai cittadini e non a caso nessun rappresentante del governo regionale ha partecipato al convegno del 22 Novembre organizzato da Valle Virtuosa.
Ecco quanto dichiara di aver svolto l'Assessorato regionale.
Nel corso del 2013 il tema dei rifiuti ha continuato ad essere centrale nell’attività dell’Assessorato.
E’ di poche settimane fa il giudizio della Corte costituzionale sulla legge regionale modificata con il referendum del 18 novembre 2012, con la quale si impediva il trattamento a caldo dei rifiuti in Valle d’Aosta. La questione legata all’ammissibilità o meno del quesito referendario era presente nel dibattito politico sin dal momento della sua proposizione, tuttavia l’iter ha seguito il suo corso in base alle disposizioni vigenti e, al momento del voto, i valdostani hanno espresso la loro volontà in modo inequivocabile.
E’ nostra intenzione, intendo mia e della maggioranza, rispettare l’esito di quel voto e in tale senso ci siamo impegnati anche nel programma di legislatura presentato al Consiglio regionale.
Come Governo regionale continueremo a lavorare sulla definizione di un impianto di trattamento dei rifiuti che risponda alle esigenze della nostra realtà, in coerenza con quanto stabilito dalle disposizioni comunitarie e statali in materia. La scelta definitiva dovrà riportare le necessarie valutazioni di carattere tecnico, impiantistico, economico-finanziarie e tariffarie, nonché i tempi di realizzazione dell’impianto stesso.
Per quanto attiene al Programma Triennale di Riduzione dei Rifiuti 2011-2013, si sono concluse le azioni e le iniziative ivi previste, volte alla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti nella nostra regione.
---
Oggetto del Consiglio n. 9 del 5 luglio 2013
Programma del governo regionale in materia di gestione rifiuti:
- definire la gestione dei rifiuti nel rispetto delle normative in vigore e della volontà espressa dai valdostani con il referendum propositivo regionale del 18 novembre 2012;
- investire nel riciclo e nella raccolta differenziata, con particolare riguardo alla sua "qualità", e nelle politiche per la riduzione degli imballaggi, allo scopo di ridurre la quantità di rifiuti prodotti.
- attuare soluzioni all'avanguardia per lo smaltimento, nonché per il contenimento al minimo della produzione di rifiuti, se necessario anche attraverso lo strumento della legge regionale;
Ecco cosa pensa di aver fatto la giunta regionale nel settore gestione rifiuti.
Ovviamente niente di quanto richiesto dai cittadini e non a caso nessun rappresentante del governo regionale ha partecipato al convegno del 22 Novembre organizzato da Valle Virtuosa.
Ecco quanto dichiara di aver svolto l'Assessorato regionale.
Nel corso del 2013 il tema dei rifiuti ha continuato ad essere centrale nell’attività dell’Assessorato.
E’ di poche settimane fa il giudizio della Corte costituzionale sulla legge regionale modificata con il referendum del 18 novembre 2012, con la quale si impediva il trattamento a caldo dei rifiuti in Valle d’Aosta. La questione legata all’ammissibilità o meno del quesito referendario era presente nel dibattito politico sin dal momento della sua proposizione, tuttavia l’iter ha seguito il suo corso in base alle disposizioni vigenti e, al momento del voto, i valdostani hanno espresso la loro volontà in modo inequivocabile.
E’ nostra intenzione, intendo mia e della maggioranza, rispettare l’esito di quel voto e in tale senso ci siamo impegnati anche nel programma di legislatura presentato al Consiglio regionale.
Come Governo regionale continueremo a lavorare sulla definizione di un impianto di trattamento dei rifiuti che risponda alle esigenze della nostra realtà, in coerenza con quanto stabilito dalle disposizioni comunitarie e statali in materia. La scelta definitiva dovrà riportare le necessarie valutazioni di carattere tecnico, impiantistico, economico-finanziarie e tariffarie, nonché i tempi di realizzazione dell’impianto stesso.
Per quanto attiene al Programma Triennale di Riduzione dei Rifiuti 2011-2013, si sono concluse le azioni e le iniziative ivi previste, volte alla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti nella nostra regione.
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Oggetto del Consiglio n. 9 del 5 luglio 2013
Programma del governo regionale in materia di gestione rifiuti:
- definire la gestione dei rifiuti nel rispetto delle normative in vigore e della volontà espressa dai valdostani con il referendum propositivo regionale del 18 novembre 2012;
- investire nel riciclo e nella raccolta differenziata, con particolare riguardo alla sua "qualità", e nelle politiche per la riduzione degli imballaggi, allo scopo di ridurre la quantità di rifiuti prodotti.
- attuare soluzioni all'avanguardia per lo smaltimento, nonché per il contenimento al minimo della produzione di rifiuti, se necessario anche attraverso lo strumento della legge regionale;
EMISSIONI DIFFUSE AD AOSTA: AL VIA IL CENSIMENTO FOTOGRAFICO PROMOSSO DA LEGAMBIENTE VDA
Iniziato il censimento sull'inquinamento della Cogne Acciai Speciali di Aosta per quanto riguarda le fumate diffuse, quelle non filtrate da alcun impianto di filtraggio.
Le
fumate che interessano sono quelle rossastre o comunque colorate e
diffuse, cariche di polveri che scappano alla lavorazione dei
rottami ferrosi, da non confondere con quelle bianche prevalentemente di
vapore.
Fino allo scorso anno duravano anche 15/20 minuti, ultimamente
sono più rapide e durano raramente più di 5 minuti.
Cosa fare se sono visibili e di giorno...
Se ti capita di vederne una, puoi fotografarla e inviarla a Legambiente Vda ricordando di segnalare giorno e ora.
E ' possibile anche telefonare al 1515,
numero della centrale operativa del Corpo Forestale, per segnalare in
tempo reale quanto sta succedendo e, se hai fatto una foto, chiedere
loro se vogliono averla (si può fare tramite posta elettronica).
Abbiamo scoperto che quando inviamo una
segnalazione ufficiale (di solito alleghiamo anche una rassegna
fotografica) e soprattutto quando la notizia viene ripresa dai media,
per un po' di giorni le fumate diminuiscono o scompaiono nelle modalità e quantità rilevate nei giorni precedenti.
Noi
inviamo la documentazione all'USL, alla Regione e all'ARPA.
Oltre a
ringraziarci, gli organismi pubblici ci hanno confidato che questa
azione di monitoraggio e segnalazione è molto utile, e tiene sotto
pressione l'azienda che limita le emissioni dannose.
In
realtà la Cogne sta mettendo in pratica le prescrizioni
dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (autorizzazione quinquennale
sottoscritta con la Regione senza la quale non potrebbe continuare la
produzione) che prevedono ammodernamenti negli impianti e nelle
procedure di contenimento degli inquinanti.
Ad ogni scadenza del
cronoprogramma il nostro Circolo sta inviando una richiesta ufficiale a tutti gli organismi preposti al controllo chiedendo se lo step è stato eseguito. Un lavoro costante che riteniamo indispensabile.
E'
al contrario vergognoso il modo in cui, in tutti questi decenni,
nessuno ha trovato da ridire sull'inquinamento prodotto dall'acciaieria,
classe politica compresa, evidentemente preoccupata dal ricatto
occupazionale.
Standard qualitativi più elevati si possono avere: è un equilibrio tra costi e incassi dell'azienda.
22 dicembre 2013
LEGAMBIENTE VDA: IL BLUFF DELLA MAGGIORANZA REGIONALE - SOLO PAROLE E NESSUN FATTO.
COMUNICATO STAMPA LEGAMBIENTE VDA
AD
OLTRE UN ANNO DI DISTANZA DAL REFERENDUM CADE LA MASCHERA
IL
GOVERNO REGIONALE NON E' IN GRADO DI RISPETTARE GLI ELETTORI
La
bocciatura in Consiglio Regionale della mozione con cui, in buona
sostanza, le forze di opposizione chiedevano alla maggioranza
semplicemente di assumere di fronte ai cittadini l’impegno a
rispettare l’esito del referendum del 18 novembre 2012 è un fatto
gravissimo.
Dopo
un anno di sostanziale melina, durante il quale il governo regionale
ha posto continuamente ostacoli alla definizione di uno scenario di
trattamento a freddo dei rifiuti, ora si vogliono addirittura far
rientrare dalla finestra i trattamenti a caldo! La maggioranza non
rinuncia all’idea di bruciare i rifiuti, e vuol far passare
l’ipotesi che appoggiarsi ad impianti operanti fuori valle sia
rispettosa delle scelte dei cittadini!
In
questo modo si tenta di svilire il significato del referendum.
“Grazie
alla campagna referendaria - precisa Alessandra Piccioni, presidente
del Circolo valdostano, aprendo una lunga serie di interrogativi -
il tema è stato così a lungo dibattuto che abbiamo assistito ad una
vera e propria crescita culturale da
parte dei nostri concittadini sul
tema di gestione dei rifiuti.
La
maggioranza regionale ci chiede
adesso di tornare indietro per la
propria incapacità a condurre il
cambiamento desiderato dai
cittadini? L'assessore all'ambiente definisce utopia
quello che amministratori più attenti alla salute e al territorio
già da tempo realizzano
in tante parti d'Italia? La nostra classe politica non ha ancora
capito che i Comuni che oggi fanno pagare
meno le tasse sui rifiuti ai
cittadini sono proprio quelli più
virtuosi, quelli che guadagnano
vendendo i materiali della raccolta differenziata e non riempiendo le
discariche?
Ad
un anno dal referendum siamo ancora a questo punto?
Per
questi motivi aspettiamo con un certo scetticismo la proposta che
Valeco ha studiato per risolvere il problema: un progetto che
probabilmente è chiuso in un cassetto dell'assessore, in attesa di
scenari legati più alle questioni giudiziarie connesse alla vicenda
dell'appalto - promesso e poi revocato grazie all'espressione di voto
dei valdostani – che non alla gestione dei rifiuti tout court.
Ma
una cosa sia chiara: bruciare i rifiuti, anche se fuori regione, non
è quello che i valdostani hanno chiesto un anno fa!
Aosta
21.12.2013
ECHI DEL DIBATTITO IN CONSIGLIO....
http://insiemearaimondo.wordpress.com/2013/12/22/dallassessorato-allambiente-arriva-il-peggior-pacco-di-natale/
Gli echi del dibattito in un consiglio regionale.
---
Altri esempi di scelte praticate da questa sconclusionata maggioranza regionale tenuta insieme solo dal collante degli interesssi economici. >>>
http://news.google.it/news/url?sr=1&ct2=it%2F0_0_s_3_1_a&sa=t&usg=AFQjCNEkBNyo34qdEL5w5NKj-SCe2CBJDw&cid=43982567817230&url=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2013%2F12%2F22%2Faeroporti-sprechi-ad-aosta-spesi-30-milioni-per-una-struttura-ora-in-stato-di-abbandono%2F822358%2F&ei=na-2UviBHIfU1Qbxcw&rt=HOMEPAGE&vm=STANDARD&bvm=section&did=-8570589520788378829
Gli echi del dibattito in un consiglio regionale.
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Altri esempi di scelte praticate da questa sconclusionata maggioranza regionale tenuta insieme solo dal collante degli interesssi economici. >>>
http://news.google.it/news/url?sr=1&ct2=it%2F0_0_s_3_1_a&sa=t&usg=AFQjCNEkBNyo34qdEL5w5NKj-SCe2CBJDw&cid=43982567817230&url=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2013%2F12%2F22%2Faeroporti-sprechi-ad-aosta-spesi-30-milioni-per-una-struttura-ora-in-stato-di-abbandono%2F822358%2F&ei=na-2UviBHIfU1Qbxcw&rt=HOMEPAGE&vm=STANDARD&bvm=section&did=-8570589520788378829
19 dicembre 2013
GESTIONE RIFIUTI: LA MAGGIORANZA REGIONALE FA UN DOPPIO GIOCO SUBDOLO
COMUNICATO STAMPA VALLE VIRTUOSA
In Consiglio Valle in data 18 dicembre 2013 si è consumata una delle pagine più brutte della Democrazia e dell’Autonomia della Valle d’Aosta.
Quattro ore di discussione per capire che, per la
maggioranza, la volontà popolare non conta nulla e che l’autonomia è un
tram da cui salire e scendere a seconda della convenienza.
D’altronde
qualche sospetto l’avevamo avuto, vista la velocità con la quale si
sono messe in atto le politiche per attuare l’esito del referendum e
dato l’entusiasmo con il quale sono stati accolti i nostri suggerimenti!
Abbiamo
letteralmente pregato affinché Paul Connett venisse ascoltato in
Commissione, e tutti ricordiamo il recente convegno da noi organizzato e
“snobbato” dagli amministratori locali, dall’alto del nostro 46% di
raccolta differenziata!
La
domanda che poniamo è semplice e chiara: come si fa a sostenere che si
vuole rispettare la volontà dei cittadini espressa il 18 novembre 2012 e
garantire la tutela della loro salute e allo stesso tempo non approvare
la mozione presentata ieri in Consiglio?
Mozione che impegnava
il governo regionale a ribadire, in maniera “costituzionale” il NO ai
trattamenti a caldo e chiedeva alla Commissione competente di dare il
via alla revisione della legge regionale sui rifiuti (n. 31 del 2007),
esplicitando con criteri chiari il divieto di bruciare i rifiuti,
eliminando l’incompatibilità costituzionale e garantendo ai cittadini
costi sostenibili per la Tares e le tassazioni prossime venture.
Al
contrario, le affermazioni vaghe date in Consiglio ieri dall’Assessore
Bianchi circa “l’utopia di escludere nella maniera più assoluta la
possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamento a caldo” sono un
insulto alla all’esito referendario.
L’ambigua
autonomia sbandierata dal Capogruppo UV, Ego Perron rispetto alla
chiusura del ciclo dei rifiuti in Valle d’Aosta grazie al
pirogassificatore “ la nostra scelta era all’avanguardia e rispettosa
delle tradizioni della Valle d’Aosta” ci lascia sbigottiti e senza
parole. Di quale tradizione parla? Quella di bruciare i rifiuti
peggiorando l’aria che respiriamo e la qualità della vita dei
Valdostani?
Abbiamo avuto modo
di capire chiaramente che la maggioranza fa un doppio gioco subdolo.
Proclama a gran voce il rispetto della volontà popolare e al contempo
ripropone un modello per lo smaltimento dei nostri rifiuti già bocciato
in sede referendaria. Soluzioni che non sono dettate né dal buonsenso né
da criteri di economicità, né tantomeno dall’esercizio di buone
pratiche sostenibili già attuate in altre regioni.
Cari
Valdostani, non rassegniamoci, come troppe volte in passato, alle
decisioni prese sulla nostra pelle! Per la nostra salute, l’ambiente e
le nostre tasche, questa è la battaglia di tutti e ognuno deve fare la
sua parte.
18 dicembre 2013
E' LEGITTIMO UTILIZZARE BUON SENSO E BUONE PRATICHE!
All’indomani
della sentenza della Corte costituzionale che dichiara illegittima la
legge regionale che ha recepito il Referendum sui rifiuti, mi
interrogo. Dal punto di vista normativo si è tornati indietro di un
anno, ma da quello politico e direi “democratico” nulla è
cambiato.
Il
Referendum del 18 novembre 2012 si è ormai svolto. Risultato
storico: il primo referendum propositivo vinto in Italia. Ma,
soprattutto, la volontà della popolazione è netta: in Valle i
rifiuti non si trattano a caldo con inceneritori o pirogassificatori.
I nostri rappresentanti politici, lì per attuare la volontà
popolare, non possono che tenerne conto. È però passato un anno e
nessuna azione è stata intrapresa, eccetto il lodevole progetto di
raccolta dell’umido del Comune di Aosta. Anche se come cittadini
possiamo, credo, essere rassicurati dalle dichiarazioni bipartisan di
rispetto del Referendum espresse da tutte le forze politiche.
Non
mi voglio addentrare nella complessità della questione giuridica che
riguarda le potestà legislative di stato e regioni e la differenza
tra tutela della salute e dell’ambiente, ma penso che in senso
sostanziale la nostra legge d’iniziativa popolare sia pienamente
legittima.
È
legittimo che una comunità scelga di trattare i rifiuti a freddo. È
legittimo scegliere forme di gestione che tutelino maggiormente la
salute. Legittimo preferire una gestione d’eccellenza sul modello
di territori come Treviso che raggiunge l’83% di raccolta
differenziata e che applica una tariffa puntuale grazie alla quale il
costo per i cittadini è il più basso d’Italia. È legittimo
perché in sostanza lo dice la legge. Su un piano non solo locale ma
più generale, noto le contraddizioni insite nell’applicazione del
diritto. La legislazione pone chiari obiettivi in materia di rifiuti:
scelta delle migliori opzioni ambientali, priorità della riduzione e
del recupero di materia, valorizzazione della frazione umida, il 65%
minimo di RD. Per contro, questi obiettivi sono troppo spesso
disattesi. È legittimo che in Italia si
incentivino gli inceneritori con i milioni di euro dei certificati
verdi, equiparando l’energia prodotta dall’incenerimento alle
rinnovabili? È legittimo che non si
attuino gli obiettivi del 65% di RD e della separazione della
frazione umida? E’ legittimo che non si attui una politica di
riduzione degli imballaggi e di indirizzo della produzione
industriale nel senso della riciclabilità dei materiali? E’
legittimo che non si incentivi un’economia del riciclo e della
sostenibilità, che creerebbe occupazione e rilancio economico?
Tornando alla sentenza sul Referendum, contesto le argomentazioni che
tacciano la scelta dei valdostani di irrazionalità e persino di
“egoismo”. Ad un certo punto, infatti, la sentenza si riferisce
al “noto detto not in my back-yard”, cioè “non nel mio
cortile”: i Valdostani avrebbero rifiutato un impianto inquinante
“in nome di una protezione più rigorosa
della salute degli abitanti della Regione medesima” pregiudicando
“insieme ad altri interessi di rilievo nazionale, il medesimo
interesse della salute in un ambito territoriale più ampio”. Non
sono d’accordo, perché, ovviamente, se si diffondessero
maggiormente ovunque le buone pratiche e i trattamenti a freddo ci
sarebbe una maggiore diffusione della tutela della salute e una
riduzione dei rifiuti su scala globale. Irrazionale è non attuare
uno sviluppo sostenibile. Egoistici sono alcuni interessi economici
personali che non mirano al bene comune. Le comunità hanno diritto a
agire localmente per migliorare se stesse.
Non
dimentichiamo tra l’altro che i tribunali che si sono pronunciati
prima del Referendum respingendo i ricorsi che volevano impedirne lo
svolgimento (ricorso Anida, comprendente aziende costruttrici di
inceneritori), avevano riconosciuto come prima ratio della
consultazione la “tutela della salute” e avevano giudicato
ammissibile il quesito.
Insomma,
penso che questo Referendum basato sui principi ispiratori della
tutela della salute e sull’adozione delle migliori pratiche
sostenibili “a freddo”, sia assolutamente “legittimo” e
coerente con gli obiettivi legislativi.
Come
cittadini, al di fuori delle logiche partitiche, dobbiamo tenere alta
la partecipazione e far in modo che la nostra diventi una regione
modello nella gestione dei rifiuti e nella green economy e perché
no, adottando appositi atti amministrativi sull’esempio di 200
comuni italiani, la prima Regione a Rifiuti Zero. Ci vuole la volontà
politica e bisogna progettare secondo criteri di competenza e merito!
Anna
Gamerro
Aosta
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Notizie da Trento
Rifiuti, Trento alla ricerca dell'accordo con Bolzano
La nuova giunta provinciale di Trento sarà presto chiamata ad affrontare la questione dei rifiuti residui e della loro destinazione finale. A marzo 2013 è stato stoppato l'inceneritore a Ischia Podetti, cavallo di battaglia per un quindicennio dei governi Dellai. Bisogna quindi trovare destinazione alle 70-75 mila tonnellate di residuo non differenziabile o riciclabile che annualmente producono i trentini. Le discariche in uso, al massimo nel 2018, saranno esaurite.
Il presidente Pacher al momento del suo insediamento parlò di smaltimento del residuo in centrali termiche alternative. Si ipotizzò quelle venete di Sallonze e Fusine, o addirittura il cementificio Italcementi delle Sarche, visto le possibilità offerte dal decreto del ministro Clini.
La questione ad oggi resta insoluta.
A pochi chilometri da Trento, nel frattempo, a Bolzano Sud, è entrato in funzione il nuovo inceneritore, che ha una potenzialità di smaltimento di 135.000 tonnellate di rifiuti annui, mentre la produzione attuale di residuo in Alto Adige non supera le 100.000 tonnellate, ed è destinata a ridursi ulteriormente con l'entrata un funzione del nuovo sistema di raccolta avviato nella città. Per Bolzano è un problema serio, perché il nuovo inceneritore «ha bisogno» di quella quantità di rifiuti per funzionare a pieno regime e coprire i costi di gestione.
Durnwalder venti giorni fa ha annunciato che la Provincia è «a caccia di rifiuti» per poter sfruttare al 100% le potenzialità dell'inceneritore.
Insomma, Trento è alla ricerca di dove poter bruciare i rifiuti residui, e Bolzano è alla ricerca di rifiuti da bruciare.
----
Sembrerebbe necessario un accordo fra le due province per garantire pro futuro una amministrazione comune dei residui.
E invece niente. Ad oggi non s'è fatto nulla. Non solo non c'è un accordo, che parrebbe lo sbocco logico, naturale, sensato, razionale. Ma non c'è nemmeno l'intenzione.
È vero che in passato Bolzano ha sempre messo i bastoni fra le ruote ad un'intesa regionale e - come per l'aeroporto, l'università, il forno crematorio, i musei, eccetera eccetera - ciascuno è sempre andato per conto suo, quasi in una gara a chi facesse l'opera più grande e il dispetto più irritante all'altro.
I tempi non sono più quelli delle piramidi faraoniche con cui ciascun governatore voleva farsi ricordare. Ora - se non altro per i costi e l'ingente potatura ai bilanci provinciali - la collaborazione risulta una via obbligata.
Per Trento il problema è ancor più stringente. La normativa attuale, sia la direttiva europea del 2008 che il decreto legislativo del 2006, impongono i principi di autosufficienza e prossimità nello smaltimento dei rifiuti (secondo l'assioma: «chi inquina, paga»), incalzando anche sui tempi di adeguamento nel rendersi autosufficienti.
Ma la vera e propria bomba ad orologeria che grava sulla testa dei trentini è la clausola con cui finora sono state firmate le convenzioni di esportazione dei rifiuti fuori dal territorio provinciale. Ossia la reciprocità in caso di bisogno, con l'impegno a riprendersi i rifiuti riportandoli in Trentino.
Questo vuol dire che dei rifiuti finora «esportati» (per esempio in Lombardia) pagando denaro sonante, potrebbero rientrare in caso di necessità della regione ospitante.
L'impegno firmato prevede di dover riprendere quantità analoghe di rifiuti se la Lombardia o le altre regioni destinatarie dei nostri residui lo richiedessero...
...
fonte: ladige.it
---
Notizie da Trento
Rifiuti, Trento alla ricerca dell'accordo con Bolzano
La nuova giunta provinciale di Trento sarà presto chiamata ad affrontare la questione dei rifiuti residui e della loro destinazione finale. A marzo 2013 è stato stoppato l'inceneritore a Ischia Podetti, cavallo di battaglia per un quindicennio dei governi Dellai. Bisogna quindi trovare destinazione alle 70-75 mila tonnellate di residuo non differenziabile o riciclabile che annualmente producono i trentini. Le discariche in uso, al massimo nel 2018, saranno esaurite.
Il presidente Pacher al momento del suo insediamento parlò di smaltimento del residuo in centrali termiche alternative. Si ipotizzò quelle venete di Sallonze e Fusine, o addirittura il cementificio Italcementi delle Sarche, visto le possibilità offerte dal decreto del ministro Clini.
La questione ad oggi resta insoluta.
A pochi chilometri da Trento, nel frattempo, a Bolzano Sud, è entrato in funzione il nuovo inceneritore, che ha una potenzialità di smaltimento di 135.000 tonnellate di rifiuti annui, mentre la produzione attuale di residuo in Alto Adige non supera le 100.000 tonnellate, ed è destinata a ridursi ulteriormente con l'entrata un funzione del nuovo sistema di raccolta avviato nella città. Per Bolzano è un problema serio, perché il nuovo inceneritore «ha bisogno» di quella quantità di rifiuti per funzionare a pieno regime e coprire i costi di gestione.
Durnwalder venti giorni fa ha annunciato che la Provincia è «a caccia di rifiuti» per poter sfruttare al 100% le potenzialità dell'inceneritore.
Insomma, Trento è alla ricerca di dove poter bruciare i rifiuti residui, e Bolzano è alla ricerca di rifiuti da bruciare.
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Sembrerebbe necessario un accordo fra le due province per garantire pro futuro una amministrazione comune dei residui.
E invece niente. Ad oggi non s'è fatto nulla. Non solo non c'è un accordo, che parrebbe lo sbocco logico, naturale, sensato, razionale. Ma non c'è nemmeno l'intenzione.
È vero che in passato Bolzano ha sempre messo i bastoni fra le ruote ad un'intesa regionale e - come per l'aeroporto, l'università, il forno crematorio, i musei, eccetera eccetera - ciascuno è sempre andato per conto suo, quasi in una gara a chi facesse l'opera più grande e il dispetto più irritante all'altro.
I tempi non sono più quelli delle piramidi faraoniche con cui ciascun governatore voleva farsi ricordare. Ora - se non altro per i costi e l'ingente potatura ai bilanci provinciali - la collaborazione risulta una via obbligata.
Per Trento il problema è ancor più stringente. La normativa attuale, sia la direttiva europea del 2008 che il decreto legislativo del 2006, impongono i principi di autosufficienza e prossimità nello smaltimento dei rifiuti (secondo l'assioma: «chi inquina, paga»), incalzando anche sui tempi di adeguamento nel rendersi autosufficienti.
Ma la vera e propria bomba ad orologeria che grava sulla testa dei trentini è la clausola con cui finora sono state firmate le convenzioni di esportazione dei rifiuti fuori dal territorio provinciale. Ossia la reciprocità in caso di bisogno, con l'impegno a riprendersi i rifiuti riportandoli in Trentino.
Questo vuol dire che dei rifiuti finora «esportati» (per esempio in Lombardia) pagando denaro sonante, potrebbero rientrare in caso di necessità della regione ospitante.
L'impegno firmato prevede di dover riprendere quantità analoghe di rifiuti se la Lombardia o le altre regioni destinatarie dei nostri residui lo richiedessero...
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fonte: ladige.it
CONTINUA LA SOLITA TIRITERA AD UN ANNO DAL REFERENDUM: A BREVE LA GIUNTA REGIONALE PROPORRA' SOLUZIONE...
Esito e dibattito mozione discussa in Consiglio regionale in data 18 dicembre 2013 sulla revisione della normativa sulla gestione dei rifiuti
Adunanza del Consiglio regionale del 17 e 18 dicembre 2013
Nella seduta del 18 dicembre 2013, il Consiglio regionale ha respinto, con 18 voti contrari (UV e SA) e 16 a favore, una mozione sottoscritta dai gruppi consiliari Movimento 5 Stelle, Alpe, Partito Democratico-Sinistra VdA e Union Valdôtaine Progressiste, riguardante la revisione della legge regionale n. 31/2007 sulle disposizioni in materia di gestione dei rifiuti.Nell'illustrare i contenuti dell'iniziativa, il Consigliere Roberto Cognetta (M5S), ha evidenziato che «al di là della pronuncia della Consulta, che ha recentemente dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge regionale, è indispensabile e assolutamente opportuno - nel rispetto di un principio di garanzia e tutela della democrazia partecipativa espressasi inequivocabilmente con il referendum del 18 novembre 2012 - un formale impegno del Governo regionale ad agire in conformità della volontà popolare e ad escludere, nella maniera più assoluta, la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamenti a caldo. Con questa iniziativa vogliamo inoltre impegnare la Commissione competente a predisporre, entro trenta giorni, una revisione della legge regionale sulla materia al fine di eliminare l'incompatibilità costituzionale, anche mediante l'introduzione di criteri di idoneità e di localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. La situazione della discarica di Aosta e di Pontey può diventare critica: otto anni nella gestione dei rifiuti sono davvero pochi e bisogna agire per trovare situazioni idonee.»
Si è quindi aperta la discussione generale.
Il Capogruppo del PD-SinistraVdA, Raimondo Donzel, ha espresso l'auspicio «che vi sia la volontà unanime dei 35 Consiglieri di rispettare la volontà popolare. La gestione dei rifiuti è patrimonio di tutta l'Aula: chiediamo di esaminare insieme un provvedimento che urge e che dia risposte per evitare il trattamento a caldo per lo smaltimento dei rifiuti in Valle, andando a superare l'impasse della sentenza della Corte costituzionale. Su un tema così delicato il Consiglio regionale ha il dovere, attraverso il giusto e leale confronto tra maggioranza e minoranza, di trovare delle soluzioni. Non abbiamo una proposta preconfezionata, ma abbiamo delle idee e siamo pronti a fare la nostra parte.»
Il Consigliere segretario, Fabrizio Roscio (Alpe), ha sostenuto che «siamo arrivati ad un punto in cui bisogna fare chiarezza nei confronti della comunità valdostana. La popolazione si è espressa esplicitamente, ma fino ad ora non siamo stati in grado di dare risposte concrete. La Corte costituzionale non mette in discussione il referendum, ma le competenze della Regione nella materia ambientale: con la propria competenza legislativa, il Consiglio regionale, in ossequio delle leggi italiane, ha il dovere di normare questo settore. Come minoranza, la nostra proposta è quella di rispettare la gerarchia che viene dettata dall'Unione europea al fine di avere un sistema di eccellenza nella gestione dei rifiuti. Noi siamo disponibili al confronto al fine di trovare una sintesi tra le diverse posizioni, ma soprattutto vogliamo conoscere le intenzioni della maggioranza sul cosa e quando fare in questo settore.»
Per il Capogruppo dell'UVP, Luigi Bertschy, «a distanza di un anno dal referendum, vi sono forti aspettative rispetto alla direzione che si vuole intraprendere nella gestione dei rifiuti. Sarebbe opportuno che dessimo delle risposte, al di là degli annunci. La strategia rifiuti zero deve entrare nella cultura della gente, ma per farlo dobbiamo avviare un percorso condiviso. Al di là della pronuncia della Corte costituzionale, noi vogliamo ribadire la nostra autonomia legislativa: con questa mozione, il Consiglio ha la possibilità di assumere un impegno politico serio e preciso per andare ad aggiornare la legge che sia rispettosa delle nostre competenze e della volontà popolare e di garantire la tutela della salute dei valdostani.»
Il Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Ego Perron, ha convenuto che «sul tema dei rifiuti deve essere trovata una soluzione, perché la situazione è critica e urgente. Noi, come maggioranza, avevamo individuato una scelta con tempi e costi certi basata sulle tecnologie più evolute e rispettose della salute; avevamo immaginato un percorso che guardasse al futuro evitando gli errori del passato. Dopo il referendum, del cui risultato terremo conto, è intervenuta una sentenza della Corte costituzionale che ci impone dei percorsi obbligati. Noi oggi ribadiamo la nostra volontà politica di andare nella direzione di rispettare la volontà popolare, di trovare soluzioni adeguate al problema, di non gravare esageratamente sulle tasche dei cittadini. La Giunta regionale individuerà la soluzione più idonea e noi sosterremo la linea che traccerà.»
Il Capogruppo di Stella Alpina, Stefano Borrello, ha riconosciuto la valenza della mozione. «Oggi dobbiamo prendere atto della sentenza, pur nel rispetto della volontà popolare, così come scritto all'interno dei nostri programmi elettorali. In terza Commissione, abbiamo manifestato la disponibilità politica ad approfondire la tematica e abbiamo avviato un percorso condiviso. Ribadisco il mio impegno, in quanto Presidente della Commissione, a proseguire questo cammino. Tuttavia, alla luce di quanto detto dalla Corte costituzionale, bisognare fare delle analisi tecnico-giuridiche rispetto all'applicabilità di questa mozione.»
L'Assessore al territorio e ambiente, Luca Bianchi, ha ribadito che «il Governo regionale intende rispettare la volontà dei valdostani espressa a seguito del referendum: in tal senso ci siamo impegnati anche nel programma di Legislatura presentato al Consiglio regionale, ben consapevoli tutti - anche la minoranza - che comunque qualsiasi soluzione adottata comporterà per la parte da valorizzare, un trattamento a caldo, a questo punto, fuori Valle. Credo che il tema, nel suo complesso, sia comunque da affrontare in quest'Aula, in Commissione, prima, e in Consiglio, poi. E' corretto che tutti noi, rappresentanti della comunità valdostana, discutiamo e votiamo quella che sarà la scelta sul trattamento dei rifiuti nella nostra Regione. D'altra parte è quello che è stato fatto anche per la decisione sul pirogassificatore.» Riguardo all'impegno di intervenire sulla legge regionale, l'Assessore ha precisato che «non è concretizzabile: escludere nella maniera più assoluta la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamenti a caldo non è possibile vista la chiara indicazione espressa dalla Consulta, perché non abbiamo competenza e non possiamo imporre limitazioni agli impianti. Per questi motivi non possiamo accogliere la mozione. Voglio poi sottolineare che non è vero che non stiamo facendo niente: l'Assessorato sta lavorando per la definizione di un sistema integrato di trattamento dei rifiuti coerente con tutte le disposizioni comunitarie, statali e regionali vigenti, che riporti le necessarie valutazioni di carattere tecnico, impiantistico, economico-finanziarie e tariffarie, nonché i tempi di realizzazione. È stata richiesta a Valeco un'integrazione, con particolare riguardo all'aspetto economico, dello studio di prefattibilità. Vogliamo un modello che sia a misura della Valle d'Aosta.»
Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha dichiarato: «Abbiamo detto che vogliamo rispettare la volontà popolare, tant'è che non parliamo più di pirogassificatore. La scelta sarà difficile perché l'obiettivo rifiutizero è difficilmente raggiungibile. Oggi dobbiamo trovare un metodo che ci permetta di trattare i rifiuti senza caricare di altre tasse i cittadini. Ecco perché abbiamo bisogno di ancora un po' di tempo per portare in Commissione una proposta seria e concretizzabile. A breve proporremo delle soluzioni.»
Nella replica, il Consigliere Donzel, in rappresentanza dei gruppi che hanno proposto l'iniziativa, si è detto stupefatto. «Si sta giocando la carta dell'ambiguità. Su un tema delicatissimo dove c'era tutta la disponibilità della minoranza a confrontarsi, l'Assessore arriva in Aula con un testo preconfezionato, tornando alle frasi fatte dell'ex Assessore all'ambiente. Noi chiediamo alla Valle d'Aosta di essere autonomista, di far valere le proprie ragioni anche andando contro lo Stato: bisogna osare, avere coraggio e, invece, la maggioranza continua a trincerarsi dietro pareri legali. Non c'è volontà di dialogo né di confronto, ma soprattutto si è persa la volontà di rivendicare e di applicare la nostra autonomia. E' inaccettabile. Non si vuole nemmeno votare la prima parte dell'impegnativa perché la maggioranza vuole tenere aperta la porta all'inceneritore e neppure si accetta la seconda parte che propone di tutelare, con le nostre prerogative regionali, la volontà popolare con una modifica alla vigente legge sui rifiuti, ponendo limitazioni agli impianti di incenerimento.»
Fonte comunicato stampa sito web consiglio regionale vda
Per capire meglio leggete quanto sotto riportato >>>
http://www.alpvda.org/index.php/articoli/55-informazioni/556-la-situazione-rifiuti-in-vda.html
14 dicembre 2013
FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER CHIUDERE L'INCENERITORE DI PARMA E LIMITARE L'INQUINAMENTO
Abbiamo appena firmato la petizione "Sindaco di Parma: Per limitare
l'inquinamento di Parma bisogna dare un segnale forte.
L'inceneritore di Ugozzolo va chiuso.
Un'azione determinata in difesa della salute." su Change.org.
È importante. Puoi firmarla anche tu? Qui c'è il link:
http://www.change.org/it/ petizioni/sindaco-di-parma- per-limitare-l-inquinamento- di-parma-bisogna-dare-un- segnale-forte-l-inceneritore- di-ugozzolo-va-chiuso-un- azione-determinata-in-difesa- della-salute?share_id= tnFYVXKNVi&utm_campaign= signature_receipt&utm_medium= email&utm_source=share_ petition
Grazie!
L'inceneritore di Ugozzolo va chiuso.
Un'azione determinata in difesa della salute." su Change.org.
È importante. Puoi firmarla anche tu? Qui c'è il link:
http://www.change.org/it/
Grazie!
"RIFIUTI ZERO" PUO' ESSERE REALTA'!
| Spesso ho condiviso le riflessioni di Enrico Martinet, apprezzandone le doti di polemista e l’intelligenza. Questa volta, però, l’editoriale sui rifiuti l’ha proprio tirato via, senza convinzione e senza riflessione, utilizzando le argomentazioni più basse e facendo anche un po’ di (voluta?) confusione. Mi spiego: la stangata della TARES è dovuta al fatto che... non è più soltanto una tassa sui rifiuti. Le voci caricate su di essa (pulizia strade, illuminazione, ed altri) determinano gli aumenti per i cittadini e la raccolta differenziata non incide negativamente; anzi, se non ci fossero le percentuali attuali, ancora migliorabili ma pur sempre presenti, pagheremmo molto di più. Il “piro”, come affettuosamente lo chiama Martinet, è un inceneritore e non è di certo intelligente, come più e più volte è stato dimostrato nel corso di una lunga e convincente campagna referendaria; sputa nanoparticelle ed altri fumi che di certo non sono salutari, oltre a produrre quantità significative di scorie che nessuno sa dove mettere, anche se vetrificate. La splendida chimera dei rifiuti zero è invece una realtà, verificata e verificabile da chi si avvicini in buona fede alla realtà virtuose in Italia: sempre nel corso della campagna referendaria ne sono state indicate molte ed un buon giornalista, prima di sparare dovrebbe documentarsi. Se l’avesse fatto Martinet, saprebbe che in quelle stesse realtà virtuose i costi a carico degli abitanti per lo smaltimento dei pochi rifiuti residui sono considerevolmente diminuiti. Quanto all’ultima affermazione “…chi e come pulisce l’immondizia?...”, Martinet dovrebbe conoscere il famoso detto che se ciascuno pulisse bene davanti alla propria casa, il lavoro comune sarebbe enormemente ridotto. Mario Vietti lettera pubblicata su la stampa del 14 dicembre 2013 - la posta dei lettori |
11 dicembre 2013
GESTIONE RIFIUTI. NUOVA MOZIONE IN DISCUSSIONE IN CONSIGLIO REGIONALE PREVISTA PER IL 18 DICEMBRE 2013
PER VISIONARE I COSTI DELLA TARIFFA MEDIA IN ITALIA E NELLA PROVINCIA DI TREVISO VISIONA IL LINK SEGUENTE.
IN PRATICA A LIVELLO NAZIONALE LA MEDIA E DI EURO 240,00 MENTRE A TREVISO APPLICANDO UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI LA TARIFFA AMMONTA A EURO 149,00.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=L8oCecq6MAg#t=1004
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NUOVA MOZIONE PRESENTATA DAI GRUPPI DELLA MINORANZA REGIONALE PER IL GIORNO 18 DICEMBRE 2013.
ANCORA NESSUN ORIENTAMENTO ESPLICITO IN MATERIA DI GESTIONE RIFIUTI E' STATO FORMULATO DALL'ASS. REG. L.BIANCHI. NON RISPETTATA LA TEMPISTICA PROSPETTATA IN DATA 9 OTTOBRE 2013 NEL CORSO DI UNA RISPOSTA UFFICIALE AD UNA MOZIONE DEI GRUPPI DI OPPOSIZIONE.
PRESO ATTO
che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 285 in data 20 novembre
2013, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo
unico della legge della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée
d’Aoste 23 novembre 2012, n. 33 (Modificazione alla legge regionale
3 dicembre 2007, n. 31 - Nuove disposizioni in materia di gestione
dei rifiuti) e reso altresì inammissibile la questione di
legittimità costituzionale dell’articolo unico della legge della
Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste n. 33 del 2012,
promossa, in riferimento all’art. 15, secondo comma, della legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle
d’Aosta);
STANTE il
risultato del referendum popolare propositivo svoltosi in data 18
novembre 2012, il cui esito aveva visto esprimersi la stragrande
maggioranza dei valdostani votanti a favore dell'impossibilità di
realizzazione e utilizzazione sul territorio regionale di impianti di
trattamento a caldo, quali incenerimento, termovalorizzazione,
pirolisi o gassificazione;
CONSIDERATO
che, al di là della pronuncia della Consulta, è indispensabile, nel
rispetto di un principio di garanzia e tutela della democrazia
partecipativa, espressasi inequivocabilmente con la citata
consultazione referendaria, e assolutamente opportuna l'espressione
da parte del Governo regionale di un formale impegno ad agire in
conformità della volontà popolare;
RILEVATO
che la Regione ha facoltà di introdurre maggiori livelli di
protezione ambientale, al fine della tutela della salute umana, fatte
salve le prerogative dello Stato in materia di legislazione
ambientale;
RICORDATI
gli impegni assunti dal Governo regionale del rispetto della volontà
della Comunità valdostana;
RITENUTO
urgente intervenire dal punto di vista normativo per rispondere alle
necessità di cui sopra;
IL CONSIGLIO REGIONALE
IMPEGNA
- il Governo regionale, affinché qualsiasi azione volta a pianificare la gestione dei rifiuti (studi di fattibilità, incarichi e altri atti amministrativi), promossa dall'Assessorato competente o da qualsiasi società controllata o partecipata della Regione, escluda, nella maniera più assoluta, la possibilità di smaltire i rifiuti mediante trattamenti a caldo;
- la Commissione competente a predisporre, entro trenta giorni, una revisione della l.r. 31/2007, al fine di rispondere all'esigenza di rispetto della volontà popolare e di eliminare l'incompatibilità costituzionale, anche mediante l'introduzione di criteri di idoneità e di localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti.
2 dicembre 2013
LA SENTENZA N. 285 DELLA CORTE COSTITUZIONALE (DEPOSITATA OGGI) NON MODIFICA LA VOLONTA' ESPRESSA DAI CITTADINI E DA TUTTI ACCETTATA - LA LEGGE REGIONALE PUO' ESSERE MIGLIORATA, MA RESTA VALIDA ANCHE SENZA L'ARTICOLO AGGIUNTO DALL'ESITO REFERENDARIO. CONTA LA VOLONTA' POLITICA E L'ACCETTAZIONE DELL'ESITO REFERENDARIO
La Corte costituzionale, il giudice delle leggi, ha valutato non conforme alla normativa nazionale il nuovo articolo di legge introdotto nella normativa regionale mediante il voto referendario dello scorso anno.
La Corte, in pratica, ha cancellato l’articolo unico della legge della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste 23 novembre 2012, n. 33 (Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 – Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti) ritenendo validio il principio generale per cui la Regione non può introdurre “limitazioni alla localizzazione”, di impianti di trattamento a caldo. Alla Regione non può essere consentito, dal punto di vista legislativo, di porre limiti assoluti di edificabilità degli impianti di trattamento a caldo.
Nulla dice e nulla potrebbe dire in merito al dato politico emerso con il referendum e cioè la volontà da parte dei cittadini di optare per una diversa gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta.
Nessuno pensi, pertanto, che possa essere cancellata la volontà espressa dai cittadini col voto del 18 novembre 2012. Insomma, tanto rumore per nulla.La regione quindi può adottare tranquillamente tutti gli strumenti operativi per gestire i rifiuti senza ricorrere all'incenerimento.
Il convegno del 22 novembre 2013 visionabile per intero su you tube (vedi link sotto) ha delineato in modo completo ed esauriente tutte le modalità da adottare nel giro di pochi mesi.
http://youtu.be/BJwPLLuZCW8
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Dichiarazioni all'Ansa vda17:35 Rifiuti: Roscio, pirogas è stato seppellito per sempre
(ANSA) - AOSTA, 02 DIC - ''Al di là dell'interpretazione che ha dato la Corte costituzionale e che va rispettata, ci deve essere un altro ragionamento da fare per la Valle d'Aosta: un anno fa i valdostani avevano detto chiaramente quale non doveva essere il modello di gestione dei rifiuti, un anno fa abbiamo seppellito per sempre il pirogassificatore''. Così Fabrizio Roscio, consigliere regionale di Alpe e uno dei principali promotori del referendum, ha commentato la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge contro il pirogassificatore.
''C'è stata una presa di posizione chiara dell'attuale maggioranza - ha proseguito Roscio - quindi noi in base agli impegni che sono stati assunti chiediamo che questi impegni siano mantenuti e si incominci a fare una gestione corretta dei rifiuti indipendentemente da impianti di smaltimento finali''. Secondo il consigliere regionale ''l'opzione che rimane è il trattamento a freddo, direi di più, l'opzione che rimane è una gestione di eccellenza in virtù di quell'autodeterminazione dei valdostani che è cara a tutti''. (ANSA).
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19:09 Rifiuti: Consulta boccia legge contro trattamento a caldo
Approvata in Valle d'Aosta con referendum propositivo
(ANSA) - AOSTA, 2 DIC - Sulla prima e unica legge in Italia frutto di un referendum propositivo è arrivata oggi la bocciatura della Consulta. A un anno dalla sua approvazione, la norma che in Valle d'Aosta vietava il trattamento a caldo dei rifiuti è stata dichiarata incostituzionale, perché la materia della tutela dell'ambiente è di ''competenza esclusiva dello Stato''.
Ma ''la volontà dei valdostani sarà rispettata'', assicura l'assessore all'Ambiente Luca Bianchi, nella maggioranza composta dagli autonomisti Union Valdotaine e Stella Alpina, movimenti che nella passata legislatura si schierarono per l'astensione dal referendum.
La Corte, in pratica, ha cancellato l’articolo unico della legge della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste 23 novembre 2012, n. 33 (Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 – Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti) ritenendo validio il principio generale per cui la Regione non può introdurre “limitazioni alla localizzazione”, di impianti di trattamento a caldo. Alla Regione non può essere consentito, dal punto di vista legislativo, di porre limiti assoluti di edificabilità degli impianti di trattamento a caldo.
Nulla dice e nulla potrebbe dire in merito al dato politico emerso con il referendum e cioè la volontà da parte dei cittadini di optare per una diversa gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta.
Nessuno pensi, pertanto, che possa essere cancellata la volontà espressa dai cittadini col voto del 18 novembre 2012. Insomma, tanto rumore per nulla.La regione quindi può adottare tranquillamente tutti gli strumenti operativi per gestire i rifiuti senza ricorrere all'incenerimento.
Il convegno del 22 novembre 2013 visionabile per intero su you tube (vedi link sotto) ha delineato in modo completo ed esauriente tutte le modalità da adottare nel giro di pochi mesi.
http://youtu.be/BJwPLLuZCW8
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Dichiarazioni all'Ansa vda17:35 Rifiuti: Roscio, pirogas è stato seppellito per sempre
(ANSA) - AOSTA, 02 DIC - ''Al di là dell'interpretazione che ha dato la Corte costituzionale e che va rispettata, ci deve essere un altro ragionamento da fare per la Valle d'Aosta: un anno fa i valdostani avevano detto chiaramente quale non doveva essere il modello di gestione dei rifiuti, un anno fa abbiamo seppellito per sempre il pirogassificatore''. Così Fabrizio Roscio, consigliere regionale di Alpe e uno dei principali promotori del referendum, ha commentato la sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la legge contro il pirogassificatore.
''C'è stata una presa di posizione chiara dell'attuale maggioranza - ha proseguito Roscio - quindi noi in base agli impegni che sono stati assunti chiediamo che questi impegni siano mantenuti e si incominci a fare una gestione corretta dei rifiuti indipendentemente da impianti di smaltimento finali''. Secondo il consigliere regionale ''l'opzione che rimane è il trattamento a freddo, direi di più, l'opzione che rimane è una gestione di eccellenza in virtù di quell'autodeterminazione dei valdostani che è cara a tutti''. (ANSA).
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19:09 Rifiuti: Consulta boccia legge contro trattamento a caldo
Approvata in Valle d'Aosta con referendum propositivo
(ANSA) - AOSTA, 2 DIC - Sulla prima e unica legge in Italia frutto di un referendum propositivo è arrivata oggi la bocciatura della Consulta. A un anno dalla sua approvazione, la norma che in Valle d'Aosta vietava il trattamento a caldo dei rifiuti è stata dichiarata incostituzionale, perché la materia della tutela dell'ambiente è di ''competenza esclusiva dello Stato''.
Ma ''la volontà dei valdostani sarà rispettata'', assicura l'assessore all'Ambiente Luca Bianchi, nella maggioranza composta dagli autonomisti Union Valdotaine e Stella Alpina, movimenti che nella passata legislatura si schierarono per l'astensione dal referendum.

