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La lobby dei costruttori di inceneritori ha scelto la Valle d'Aosta come luogo di ritrovo.
In concomitanza con l'arrivo di Emma Marcegaglia ad Aosta un altro ricorso, questa volta direttamente alla Presidenza della Repubblica, è stato depositato per stoppare l'iniziativa referendaria che prevede il non utilizzo di inceneritori in Valle d'Aosta.
Questa volta è l'"Anida", associazione di Confindustria interessata a sviluppare e a difendere le commesse per le impiantistiche del settore.Infatti dopo il ricorso presentato dall’Assoconsum al Tar Valle d'Aosta, arriva quello presentato dall’Anida, associazione che raggruppa attorno a se le maggiori imprese costruttrici d’impianti d’incenerimento.
Si tratta di un ricorso “straordinario”, con il quale l’Anida di cui fanno parte anche la Gea srl e la Rea Dalmine spa, che compongono assieme ad altre aziende l'ATI interessata all'appalto ventennale da 220 milioni per la realizzazione e la gestione del pirogassificatore.
L’Anida ha presentato nel 2008 il Piano per incentivare la costruzione di inceneritori e allo sviluppo di tale business
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