12 settembre 2018

Odissea Alzheimer


Attivare servizio di riabilitazione cognitiva in Valle onde poter mantenere valide per più tempo le capacità del paziente che inizia ad accusare disturbi della memoria e che non necessita ancora di trattamento farmacologico. (si potrebbe per esempio attivare un ambulatorio con una neuropsicologa)

Trovare un modo per meglio organizzare per il rinnovo dei piani terapeutici dei pazienti in struttura

come mai il medico di interdivisionale copre il servizio su 3 presidi (il contratto nazionale dice che la guardia interdivisionale deve sussistere nella stessa sede). 
.
Rispetto dei periodi di riposo   (11ore).

’ultimo anno, sul
fronte dell’Alzheimer,
è stato costellato
da insuccessi.
Due possibili nuovi
farmaci - bapinuzumab
e interpiridina -
hanno disatteso le aspettative.
Le molecole avevano l’obiettivo
di eliminare le placche di
beta-amiloide dal cervello,
uno dei marcatori della più
comune forma di demenza.
Senza successo.
«Ci sono 50 molecole in fase
di sperimentazione, a volte
anche abbastanza avanzata -
ragiona Claudio Mariani, ordinario
di neurologia all’Università
di Milano e presidente
dell’Associazione per la Ricerca
sulle Demenze (Ard) -. Il
problema è che, una volta rimossa
l’amiloide, molti cervelli
non tornano al punto di
partenza: il danno è irreversibile
». Motivo per cui, piuttosto
che attendere la pillola «magica
», l’auspicio diventa un altro:
riconoscere le persone affette
da un lieve declino cognitivo
per trattarle a scopo quasi
profilattico. Dato che la malattia
inizia molto prima che si
manifesti, più di un indizio fa
pensare che i farmaci sopracitati,
se somministrati prima o
all’inizio del deposito dell’amiloide,
possano porre un
argine all’Alzheimer.
Al via «Interceptor». Come
individuare le persone da curare
con gli «spazzini» dell’amiloide,
evitando che ad assumere
i farmaci sia chi non
ne ha bisogno? È questo
l’obiettivo che gli specialisti
italiani si sono prefissati con
«Interceptor», un progetto su
cui il ministero della Salute e
l’Agenzia del Farmaco sono
pronti a investire quattro milioni
di euro per «individuare
il biomarcatore o l’insieme di
molecole più accurato in modo
da completare una diagnosi
di declino cognitivo lieve,
fornendo ai cittadini libero accesso
a questo screening preventivo
ed, eventualmente, a
una cura», dice Paolo Maria
Rossini, responsabile della
struttura di neurologia del Policlinico
Gemelli di Roma e coordinatore
del progetto che è
pronto a partire, arruolando
400 pazienti.
Identificare i pazienti. Potendo
predire con accuratezza
la conversione della diagnosi
di declino cognitivo in Alzheimer,
dopo due o tre anni di
«follow-up», si spera di identificare
i pazienti che potranno
beneficiare di (eventuali)
nuove terapie. Ai soggetti
coinvolti - già affetti da una
forma di declino lieve - sarà
somministrato un test neuropsicologico
per valutare la
performance cognitiva. Poi
saranno sottoposti a una serie
di esami: a un elettroencefalogramma,
a una risonanza magnetica,
alla «Fdg Pet» (per
misurare il metabolismo cerebrale)
e alla «Pet amiloide»
(che rileva le proteine betaamiloide
e tau), oltre che al
dosaggio di alcune proteine su
campioni di liquor cefalorachidiano
e all’esame del Dna
così da valutare il rischio genetico.
Attraverso questi sette
biomarcatori si punta a misurare
l’evoluzione della malattia
con più precisione.
Declino cognitivo lieve. Le
persone già colpite da una for
ma di declino cognitivo lieve
«non hanno la certezza di ammalarsi
di Alzheimer, ma convivono
con un rischio più alto
», aggiunge Mariani, alla vigilia
della giornata mondiale
dedicata alla malattia, il 21
settembre. E, allora, come riconoscerle?
Non di certo in
modo superficiale, perché
«parliamo di individui autosufficienti:
non basta dimenticare
un paio di nomi o date
per considerare se stessi o
qualcun altro sulla strada della
malattia». Occorre sottoporsi
ad alcuni test neuropsicologici,
con l’obiettivo di indagare
memoria, attenzione e
linguaggio.
Le persone colpite da un
decadimento cognitivo lieve
incontrano difficoltà a ultimare
compiti complessi: occuparsi
dei propri affari finanziari
o preparare un pasto.
Come intervenire? Se sono
disponibili alcuni farmaci
(gli anticolinesterasici) per
contrastare la progressione
dell’Alzheimer conclamato,
nessun rimedio esiste invece
per chi soffre della condizione
di declino «soft». «Ci sono
dati, tuttavia, che evidenziano
i benefici di una stimolazione
continua: perciò - chiosa
Mariani - consigliamo di
leggere, continuare a studiare
e praticare attività fisica».
Voce ai malati. 

la Federazione Alzheimer Italia, il 14
settembre a Milano, si parlerà di innovazione., non
solo dal punto di vista tecnologico, ma da quello sociale: essenziale
diventa dare voce ai malati e alle loro esigenze.



Odissea Alzheimer
Niente cure risolutive
e il segreto è capire
i segni premonitori

29 agosto 2018

CVA SPA VERSO QUALE FUTURO?

Quale ruolo affidare a Cva per i prossimi anni?28/08/2018 - La Stampa 
Quale ruolo affidare a Cva per i prossimi anni? «Partecipare a una gara di Formula 1 con il freno a mano tirato». È questa la metafora che è stata usata dai vertici di Cva per sostenere la quotazione in borsa, di cui si parla da tempo, e che determinerebbe la trasformazione della «nostra» azienda energetica in una società per azioni a «partecipazione» pubblica dedita al profitto come le altre. Una immagine efficace. Addirittura ragionevole se si pensa che viene da chi ha il compito istituzionale di attuare, nei limiti delle proprie competenze e culture, gli obiettivi industriali che la proprietà gli ha affidato. Mi sarei stupito se Cantamessa e Di Girolamo avessero prospettato qualcosa di diverso, di maggiormente innovativo, di fantasioso. La politica ha una compito diverso: immaginare il futuro non come semplice adattamento al presente ma come cambiamento della realtà nell'interesse generale. Anche nella Formula 1, a più riprese, chi ha avuto la responsabilità di decidere (la Fia, non i piloti né le case automobilistiche) hanno cambiato le regole del gioco riducendo, ad esempio, la potenza dei motori e le velocità massime. Il tema, quindi, non è come si sta nel «mercato», ma quale ruolo e quale compito affidiamo a Cva per i prossimi anni. È questa la decisione che ha bisogno di un dibattito politico vero e del consenso dei cittadini. Tutti gli esperti sono d'accordo nel ritenere che la sfida mondiale del futuro sarà quella per l'energia rinnovabile. Una sfida che determinerà le chance di benessere e di sviluppo, più o meno equo e sostenibile, di miliardi di persone, noi compresi. Cva rappresenta uno strumento irrinunciabile per affrontarla e per determinare un modello economico che sia consono alle nostre peculiarità, al senso primario della nostra autonomia e al bene comune della nostra comunità. Quotarla in borsa significa privarsi di questo strumento fondamentale, relegarlo alla logica consolidata, e spesso fallimentare, del mercato e dell'interesse del- l'azionista (non di tutti i cittadini) . Lo stiamo vedendo, tragicamente, in molti settori e in molti (troppi) fatti di cronaca. Laddove ci sono interessi pubblici, beni comuni, servizi essenziali il mercato, anche regolato, non è in grado di produrre efficienza e qualità. Rimane subordinato al profitto, produce diseguaglianze e sprechi, corruzione e scarsa qualità. A volte anche drammi nazionali e scandali indegni di un paese civile. Non è una critica al mercato in sé. Non vale per tutto. Vale per quei settori in cui al centro c'è un bene pubblico e un interesse generale. E' questo il caso dell'energia invaile d'Aosta. Per salvaguardare concretamente il bene «acqua», per garantire la stabilità e la coerenza di Cva con il nostro territorio, per avere sotto il pieno controllo pubblico la vera (e unica) leva economica del futuro per la nostra regione occorre trovare un'altra strada. Certo... capisco l'obiezione che può albergare nella testa di molti. «Se il "privato" non sta bene nemmeno il "pubblico" può vantare grandi successi (leggasi Casinò)». Vero. Verissimo. Ecco perché una gestione pubblica di Cva non può essere delegata a «questo» modello di amministrazione regionale. Occorre una riforma che valorizzi le competenze e la professionalità del management, elimini l'influenza della politica nella gestione, ad esempio affidando ad un organismo terzo la scelta dei vertici sulla base di un piano strategico, rafforzi la trasparenza e gli organismi di controllo con una legge apposita ed esalti, invece, la capacità delle istituzioni di fissare obiettivi e progettualità della propria controllata. In Europa, e nel mondo, molti stanno sperimentando nuove formule e nuove idee in questa direzione con lo scopo di investire su una nuovo ruolo del «pubblico» e uscire dalla crisi economica. Basta leggere qualche libro di una delle migliori economiste del panorama europeo come Mariana Mazzucato per darsi un orizzonte. Perché, in Valle d'Aosta, dovremmo essere da me- no? Perché rinunciare? 
FABIO PROTASONI 
Aosta

14 agosto 2018

RIFIUTI VDA; LE SCELTE CONFERMATE DALLA NUOVA GIUNTA SARANNO A CARICO DEI CITTADINI PER I PROSSIMI 17 ANNI - LE CONSIDERAZIONI AL RIGUARDO DI FABRIZIO ROSCIO

Valle Virtuosa: rifiuti, scelte  politiche che i valdostani pagheranno caro.

Per Valle Virtuosa sui rifiuti «governo nuovo ma vecchia politica e a pagare il  conto saranno i valdostani». L'associazione punta i riflettori sull'esaurimento della discarica di Brissogne. sui ritardi per la realizzazione dell'impianto di trattamento del rifiuti e punta il dito contro l'affidamento della sua realizzazione a una Associazione Temporanea di Imprese «che potrà recuperare gli investimenti sostenuti gestendo in regime di monopolio per 17 anni tutti i rifiuti valdostani». 

«La scelta - riportano - è stata adottata, secondo quanto ci ha riportato l'assessore, perché siamo in emergenza e non abbiamo né il tempo né il danaro per utilizzare soluzioni gestionali economicamente più vantaggiose per gli utenti». 

Per Valle Virtuosa «con il "project financing" saranno gli utenti valdostani ad accollarsi oltre ai costi del servizio, i costi finanziari, nonchè i costi di progettazione e di costruzione ed i costi per garantire i profitti dell'Associazione Temporanea di Imprese che si aggiudicherà la gara di appalto». 


Quale maggioranza del cambiamento? L'associazione stigmatizza la decisione: «la "maggioranza del cambiamento" uscita dalle ultime elezioni avrebbe avuto l'opportunità di scegliere un sistema gestionale più efficiente e vantaggioso per gli utenti proponendo, oltre alla gestione pubblica, di unificare gli attuali 5 Sub-ATO in un unico ente che effettui in tutta la regione la raccolta porta a porta dell'organico e dell'indifferenziato, ma non ha avuto il coraggio di apportare alcuna modifica a quanto stabilito dalle precedenti amministrazioni». 

«Abrogare precedenti delibere di giunta regionale è una precisa scelta politica che comporta una visione strategica propria. E' certo più facile delegare a dei privati per i prossimi 17 anni la seccatura di gestire i rifiuti piuttosto che governare in prima persona il fenomeno nell'interesse della comunità». 


«In perfetta continuità con la politica regionale dei rifiuti degli ultimi trenta anni, anche in questo caso si è scelta la soluzione più vantaggiosa per i gestori della discarica a scapito degli interessi degli utenti. L'utilizzo prematuro del IV Lotto con rifiuti non stabilizzati ridurrà lo spazio disponibile per i rifiuti trattati dal costruendo impianto che risulterà utilizzabile per un numero minore di anni». 

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Fabrizio Roscio, tra i promotori di Valle Virtuosa, già consigliere regionale e assessore regionale all'Ambiente, esprime alcune considerazioni rispetto alla presa di posizione dell'associazione Valle Virtuosa.

Le considerazione di Fabrizio Roscio:

1) Valle Virtuosa, all'epoca del referendum 2012 era un'associazione apartitica, che aveva la sua forza nella credibilità tecnica e soprattutto negli amministratori locali che aderivano e nei cittadini indipendenti. E oggi cosa ne è rimasto? A parte le innumerevoli proteste contro qualunque scelta del governo di turno (quotazione CVA, referendum costituzionale, infrastrutture ferroviarie, questione lupo, e chi più ne ha più ne metta) l'associazione è oggi politicamente apertamente schierata, e con ranghi ben ridotti, per cui non è ben chiaro in base a quale motivo possa arrogarsi di rappresentare la cosiddetta società civile.

2) cercare di dimostrare tesi preconfezionate, omettendo una parte della realtà, anche storica, non è propriamente un metodo condivisibile, almeno dal mio pdv. Ad esempio non si può pensare che certe contingenze storiche non condizionino le scelte degli amministratori. Inutile dilungarsi sulla situazione critica dello scorso anno, con il rischio concreto e per niente rassicurante di commissariamento, ma una gestione pubblica del servizio integrato dei rifiuti prevede molti attori, i comuni in primis. Questi ultimi vogliono, e possono, intraprendere tale strada? Eppure i risultati conseguiti dagli enti locali nelle raccolte condizionano non poco quello che succede a valle, in capo alla Regione.

3) si critica la scelta della concessione di servizi, ma si dimentica che l'unica alternativa allora praticabile sarebbe stata l'emergenza. Si dimentica che il progetto di partenza (per realizzare impianti a freddo: per stabilizzare la frazione indifferenziata non recuperabile e per massimizzare il recupero di materia) è stato messo a gara europea, mi domando cosa ci sia di più trasparente, e costituiva la base di partenza, per le offerte migliorative da parte di aziende operanti nel settore. Il privato non è libero di fare le tariffe, ma presenta un piano finanziario e la Regione controlla. Peraltro si omette un aspetto tutt'altro che trascurabile: tutti gli investimenti ricadono in tariffa, sia che li faccia un privato, sia che li faccia il pubblico.

4) l'assunto che pubblico sia buono, mentre privato sia male è contestabile e ci sono esempi vicini e lontani, basti pensare ad alcune partecipate, anche valdostane, o alla nota vicenda dell'ASA canavesana.


5) certe affermazioni, o meglio certe allusioni ai limiti della querela, sono gravissime e offensive, perché si tenta di fare passare l'idea che certe scelte siano in odore di affari personali e di corruzione. Sono così gravi che se si hanno elementi certi bisogna andare in procura, altrimenti è più prudente e opportuno stare zitti.





6 marzo 2018

HACKATHON AL VIA ANCHE AD AOSTA - DAL 9 MARZO AD AOSTA

Che cos'è un hackathon? Come funziona? 



primo hackathon valdostano "Aosta Città Connessa' organizzato sabato 17 marzo dall'associazione Aosta Future Camp

In estrema sintesi, un hackathon è una sfida progettuale non-stop (10 ore); una sorta di maratona di idee che ha l'obiettivo di creare sinergie per produrre sul posto progetti concreti e immediatamente realizzabili, in questo caso a benefìcio della città di Aosta. 

Aosta Future Camp, infatti, intende ragionare sull'Aosta che verrà nei prossimi anni attraverso un confronto tra più soggetti. 

La maratona di idee sarà preceduta, venerdì 16 marzo da un hackathon talks, che vedrà la presenza di numerosi ospiti di assoluto livello.

25 febbraio 2018

VACCINI: IN ARRIVO LA SCADENZA DEL 10 MARZO

La scadenza del 10 marzo, che porterà quasi sicuramente con sé il caos per la frequenza ad asili nidi e scuole materne dei bambini non in regola con le vaccinazioni, crea disagio e tanta amarezza. Non si può calpestare così il diritto all'istruzione. Comunque, siamo soddisfatti per la grande partecipazione malgrado il maltempo e perché tutto si è svolto con ordine e tranquillità».

Come spiegano gli organizzatori, i partecipanti nel pomeriggio hanno ascoltato i tanti medici che hanno preso la parola dal palco e hanno poi portato le loro testimonianze.

Tanti comunque i controlli che la capitale aveva messo in piedi per la giornata, che vedeva altre tre manifestazioni in altri luoghi della città.

Aggiornamento - Non sono mancate le voci e le fonti che hanno dato numeri diversi sulla partecipazione, che, come spesso accade, toccano estremi da una parte e dall'altra. In occasioni come queste, le cifre rischiano spesso di diventare "un'opinione". Al di là di questo, la mobilitazione ha portato a Roma tantissimi cittadini italiani che hanno avanzato una richiesta chiara al governo.

Prossimo appuntamento il 10 marzo 2018 a Firenze si terrà il convegno nazionale dal titolo "La scienza è democratica quando tutela la salute di TUTTI i cittadini"  . La scelta della data è appositamente emblematica, infatti si parlerà anche della scadenza del 10 marzo per i bambini non in regola con gli obblighi vaccinali e frequentanti asili e scuole materne.

Ecco il programma:


Ore 13.30 -  Registrazione dei partecipanti e ingresso

Ore 14.15 - Saluti degli organizzatori: i presidenti di AsSIS e Amcp e il direttore di Terra Nuova

Ore 14.40 – Apertura del convegno con l’intervento del professor Ivan Cavicchi, docente di Sociologia delle organizzazioni sanitarie e Filosofia della medicina alla facoltà di Medicina dell’Università di Tor Vergata a Roma: La democrazia nella scienza e la scienza in democrazia

Ore 15.05 – Intervento della Dottoressa Verena Schmid, fondatrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica di Firenze e docente di salutofisiologia in ostetrica all’università di Salisburgo: Gravidanza e parto non sono patologie da curare

Ore 15.30 – Intervento del dottor Adriano Cattaneo, epidemiologo e consulente di Ibfan Italia: Nutrizione e farmaci: dove si nascondono i conflitti di interesse

Ore 15,55- Intervallo, coffee break

Ore 16,20 – Intervento del Dottor Alberto Donzelli, membro del Consiglio direttivo e del Comitato scientifico della Fondazione Allineare Sanità e Salute: Determinanti maggiori di malattie e mortalità confermati dalle prove scientifiche. Esempi di efficacia comparativa di celebri terapie farmacologiche

Ore 16.45 – Intervento della Dottoressa Fiorella Belpoggi, direttore Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini e del Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni”: Ignorare i dati scientifici scomodi danneggia ambiente e salute

Ore 17,10- Intervento del Dottor Eugenio Serravalle, medico pediatra, presidente di AsSIS: Vaccinazioni: dalla persuasione all’estensione dell’obbligo, la fine del consenso informato

Ore 17.35 – Dibattito, domande del pubblico

Ore 18.30 - Conclusioni

A margine sarà disponibile il team legale di Assis per rispondere ai dubbi dei genitori.

Per maggiori informazioni e iscrizioni QUI