20 settembre 2017

PISTE CICLABILI AD AOSTA. PROGETTAZIONE IN ALTO MARE

Piste ciclabili ad Aosta …previsioni per l’affidamento delle progettazioni?

Premesso che la Giunta comunale di Aosta, con deliberazione n. 211 in data
22/12/2015,ha approvato la “scheda progetto per interventi di mobilità sostenibile da realizzarsi nel Comune di Aosta nell’ambito del Programma interventi per la crescita e l’occupazione 2014/2020 (FESR) e del Piano della sicurezza stradale”;

Preso atto che la deliberazione della giunta regionale n.160 del 12 febbraio 2016 recante “APPROVAZIONE DELLA CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO AL COMUNE DI AOSTA PER LA REALIZZAZIONE DI PARTE DEL PROGETTO "AOSTA IN BICICLETTA" NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "INVESTIMENTI PER LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE 2014/20 (FESR)",E DEL RELATIVO SCHEMA DI CONVENZIONE. ACCERTAMENTO E PRENOTAZIONE DI SPESA”.

Preso atto inoltre che con la citata deliberazione regionale il Comune di Aosta vede finanziato il progetto “ Aosta in bicicletta” per un importo di euro 4.850.061,21 di cui euro 3.000.000,00 proveniente da finanziamenti europei (FESR) ed euro 1.850.061,21 proveniente dai fondi relativi al Piano Nazionale di sicurezza stradale;

Vista lo schema di convenzione tra l’Amministrazione regionale e il Comune di Aosta approvato con detta deliberazione n.160/2016 e fatta propria dal comune di Aosta con deliberazione comunale n. 34 del 4.03.2016 recante “Area T1 –Urbanistica mobilità urbana
Progetto Aosta in bicicletta Approvazione schema di convenzione da stipularsi con
l’Amministrazione regionale nell’ambito del Programma investimenti per la crescita e
l’occupazione 2014/2020 FESR” ;

Richiamata inoltre la deliberazione regionale n.798 del17 giugno 2016 recante
“Approvazione delle bozze di convenzione con i comuni attuatori degli interventi da
finanziare nell’ambito del piano nazionale di sicurezza stradale, ai sensi delle deliberazioni
CIPE n.143 del 21.12.2007 e n.108 del 18.12.2008. Prenotazioni di spesa”.

Ricordato che la Convenzione tra RAVDA e Comune di Aosta è stata sottoscritta solo a
fine maggio 2016;

Verificato che l’approvato cronoprogramma procedurale prevedeva le attività di
progettazione preliminare e progettazione esecutiva nel periodo ricompreso tra il
febbraio 2016 e agosto 2016, quindi ben oltre un anno fa;

Richiamato l’art. 7 della convenzione recante “Per l’attuazione del Progetto, la Regione
corrisponde al Comune il contributo massimo complessivo di euro 3.000.000,00 (tremilioni/
00). Tale somma è erogata dalla Regione, tramite: una prima tranche di acconto pari a
euro 180.500,00 (centottantamilacinquecento/00), a seguito della stipula della presente Convenzione e dietro formale dichiarazione di inizio attività da parte del Comune; le tranche successive verranno erogate sulla base del quadro economico del progetto e della
spesa dichiarata ammissibile a seguito del controllo di 1° livello; il saldo a conclusione
delle attività, fino alla concorrenza del contributo massimo complessivo di euro
3.000.000,00 (tremilioni/00), sulla base delle spese finali dichiarate ammissibili a seguito
del controllo di 1° livello e previo esito positivo delle verifiche finali.

Preso atto inoltre delle dimissioni del dirigente competente per area di competenza;

Visto che a oggi le attività di cronoprogramma non sono state attuate e che il ritardo pare
ormai incolmabile e il rischio di perdita delle risorse a favore del Comune di Aosta ormai
certo;

per i motivi in premessa interroga il Sindaco e l’Assessore competente
per sapere
- Quando inizieranno le attività di affidamento per la progettazione a valere sulle
risorse del progetto “Aosta in bicicletta”.
- Quali sono i tempi di aggiudicazione e se vi è la garanzia che tale tempistica risulta
sufficiente a scongiurare il rischio disimpegno di risorse a favore della città di Aosta.

. Luca LOTTO

AOSTA: UNA INTERPELLANZA PASSA IN RASSEGNA I MEGA SPRECHI

MEGA-SPRECHI MEGALITICI 

Atteso che: 
- organi di stampa (Aostasera.it e La Stampa) hanno riferito della presentazione in Giunta regionale di una proposta d'intesa tra Amministrazione regionale e comunale per la costruzione di un nuovo parcheggio pluripiano presso la c.d. area megalitica; 
- quest’ultima ha peggiorato durante il 2017 i già tutt’altro che esaltanti risultati conseguiti – si fa per dire – nel 2016 e si conferma, purtroppo, fonte di perdite strutturali per l’amministrazione pubblica; 
- in particolare, si registra per la stagione estiva un calo dei visitatori superiore al 50% rispetto all’anno precedente;
 - questo deludente dato, forse non per tutti sorprendente, è spesso attribuito alla “mancanza di promozione”;
 - nulla si sa però di quali iniziative al riguardo si immagini la realizzazione e, soprattutto, nulla garantisce il loro – visti i precedenti – successo eventuale; - a servire l’area megalitica, è già stato costruito un parcheggio di fronte all’exmaternità; 
- la sede stessa dell’ex-maternità potrebbe essere prossimamente abbandonata, vista la politica di concentrazione dei servizi sanitari presso la sede dell’Ospedale Parini, liberando così un numero non trascurabile di stalli ulteriori per autovetture e autobus; - la tipologia di costruzione dell’edificio ospitante l’area megalitica non ha ricevuto unanimi consensi, apparendo anzi a molti come un eco-mostro che sventra – la sua laida massa – una zona peraltro già carente di aree verdi; - la politica di “grandi opere” seguita dall’Amministrazione regionale, con la servile e sciocca collaborazione di quella comunale, non ha invero fornito finora risultati degni di nota, se non per la loro bruttura, il loro costo e spesso la loro inutilità: si ricordano, a mero titolo di esempio, il ponte sul Buthier (il cui arrugginimento procede incontrastato, forse nella silente speranza di provocarne un giorno il crollo), il parcheggio del Pont-Suaz (la cui stessa occupazione risulta problematica, visto l’alto e da tempo ben conosciuto alto numero di stalli già presenti in zona), quello dell’ospedale Parini (dai costi semplicemente stratosferici e comunque di difficile accesso, con conseguente aggravamento dei problemi di circolazione in un tratto di via Roma), la scuola ex-polmone (la cui costruzione, per ora almeno, è stata fortunatamente sospesa), piazza Caveri (la cui bruttura ha necessitato di fatto un secondo e costoso rifacimento), piazza Narbonne (ennesima triste spianata di granito, dagli impianti idraulici poi immediatamente malfunzionanti), la sede della nuova Università (i cui lavori, già pesantemente amputati, continuano ad accumulare ritardi e hanno comportato comunque l’inutile abbattimento di gran parte della Caserma Testafochi), piazza Deffeyes (ridotta a skate-park e fonte di ispirazione per tagger), ecc. - risultano invece degradate o mancanti strutture essenziali, quali, sempre a titolo di esempio, la riqualificazione di piazza Plouves e della sua area verde (che si presterebbe, lei sì, alla costruzione di un parcheggio interrato nettamente più capiente di quello attuale, se si vuole dare credito all’intenzione più volta espressa dall’esecutivo di procedere alla pedonalizzazione di aree sempre più estese di Aosta), l’area del e lo stesso stadio Puchoz, il mercato comunale, l’attraversamento della ferrovia (da decenni fiume carsico della “programmazione” urbanistica cittadina), il rifacimento e la pedonalizzazione di Via Losanna e Gramsci, ecc. - la costruzione del parcheggio pluripiano ipotizzato aggraverebbe allora la cementificazione irresponsabile della zona, stante tra l’altro la sua ipotizzata localizzazione in una “ex-area agricola”, a poco valendo l’impegno ad adattarne a zona verde la superficie esterna o parte di essa; - in ogni caso, questa realizzazione apparirebbe del tutto inutile o comunque prematura, visti appunto i deludenti riscontri turistici dell’area, a fronte invece di urgentissime lacune nello stesso quartiere e altrove in città colmande. Si impegnano - Il Sindaco e l’Assessore competente a rifiutare la proposta d’intesa citata e a chiederne invece una modifica in senso utile alla città di Aosta. 

Etienne Andrione Nicoletta Spelgatti Carola Carpinello Andrea Manfrin

VACCINI : ANCHE IL SINDACO PUO AVERE UN RUOLO...


Attuazione della Legge 119/2017 e del D. Lgs.  65/2017 a partire dall'annualità scolastica 2017/2018 nonché alle contraddizioni con la L.27.05.1991 n.176, aspetti legali di competenza del Sindaco concernenti l'attuazione della Legge 119/2017 e proposta ad uso genitori.

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Gent.mo Sindaco,
Siamo cittadini residenti nel Comune in cui Lei ricopre il Suo ruolo e genitori di altri cittadini residenti in questo Comune, di cui siamo anche legalmente responsabili.
Non ci addentriamo in questa sede nel mancato carattere di necessità e urgenza del Decreto Legge “Lorenzin”, convertito nella Legge 119/2017, non essendo in corso alcuna epidemia, così come enunciato dallo stesso pres. Gentiloni; non entriamo nel merito della numerosità delle vaccinazioni rese obbligatorie in riferimento alle documentate reazioni avverse, anche gravi, del precedente meno gravoso mix; non poniamo in evidenza che tali dati, già di per sé sufficienti a generare una certa preoccupazione immaginando di sottoporre i nostri figli a dette vaccinazioni, siano quelli emergenti da un quadro di scarsa farmacovigilanza post-market  e inesistente farmacovigilanza attiva; non intendiamo con Lei discutere sul fatto che la maggior parte dei Paesi Europei non imponga nessuna obbligatorietà; non entriamo qui nel merito della vicenda che vede l'Italia capofila o per meglio dire caso campione di una politica vaccinale sperimentale di massa; non ci addentriamo in questa sede nelle diverse posizioni della comunità scientifica nel merito, con numerosissimi medici e scienziati, quali ad esempio un premio Nobel per la medicina, che fortunatamente osano ancora sollevare un “ragionevole dubbio”.

Allegare un documento in cui descriviamo le contraddizioni interne al testo di Legge 119/2017 ed alla Circolare di attuazione del Ministero della Salute in data 16 agosto 2017, al combinato disposto dei due testi ed all'attuale contesto informativo diffuso formalmente dalle autorità competenti, pregando di verificare come le problematiche che ci conducono come genitori responsabili ad un approfondimento sul tema sono più che legittime.

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Le scriviamo piuttosto in qualità di cittadini come detto primi responsabili di altri cittadini, i nostri figli, che rischiano di essere da Lei lesi nei loro e nei nostri diritti costituzionali e stabiliti dalle Leggi del nostro Stato.

Specifichiamo di scrivere queste parole consapevoli del fatto che Lei si troverà a gestire problematiche conseguenti all'attuazione della Legge 119/17 diverse, ma non certo meno complesse, di quelle a cui siamo chiamati contemporaneamente noi cittadini, in alcun modo per Sua diretta volontà.
Le ricordiamo che l'anno scolastico che sta per cominciare è il primo di vigenza del D. Lgs. del 13.04.2017 n.65, che stabilisce all'Art.1 comma 1 che siano garantite “alle bambine e ai bambini, dalla nascita fino ai sei anni (…) pari opportunità di educazione e di istruzione”, rispettando e accogliendo “le diversita'  ai  sensi  dell'articolo  3 della Costituzione della Repubblica italiana” (Art.2 comma d).  Tra gli Obiettivi strategici del Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, in coerenza con le politiche europee, è “l'inclusione di tutte le bambine e di tutti i bambini” (Art.4 comma 1 lettera d) oltre all' “l'introduzione di condizioni che agevolino la  frequenza  dei servizi educativi per l'infanzia” (lettera h).
L'art 1 del D.Lgs.65/2017 in particolare attua l'Art. 28 della Legge 27.05.1991 n.176 ratificante la Convenzione dei Diritti del Fanciullo di New York del 20.11.1989, nella parte in cui è riconosciuto “il diritto del fanciullo all'educazione, e in particolare, al fine di garantire l'esercizio di tale diritto in misura sempre maggiore e in base all'uguaglianza delle possibilità”, essendo definito il “fanciullo” all'art.1 della medesima legge “ogni essere umano avente un'età inferiore a diciott'anni”.
La legge di ratifica della Convenzione dei diritti del fanciullo definisce altresì nell'Art.2 il diritto del fanciullo ad essere effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate da(...) opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari.  Il comma 1 dell'articolo precisa che la prevalenza dell'ambito del rispetto di tale diritto del minore è totale, aggiungendo nella parte finale del periodo, che descrive le condizioni da cui bisogna prescindere,“ (…) o da ogni altra circostanza”.
Ricordando che la Legge 119/2017 pone l'obbiettivo di un presidio sanitario collettivo e non individuale si legga l'art.3 dello stesso D.Lgs.65/2017, in cui è stabilito il primato dell'interesse superiore del fanciullo (singolo individuo) “in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private (...), delle autorità amministrative o degli organi legislativi”.  Sono soggetti a tale legge pertanto sia il Sindaco che l'Amministrazione Comunale, come anche i privati con i quali il Comune collabora al fine di garantire l'istruzione d'infanzia.
Infine l'art.16 comma 1 stabilisce il primato della famiglia rispetto alla tutela degli interessi del fanciullo, in quanto “nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia (...) e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione.”
È evidente che la Legge 119 scarica in particolare sul Sindaco e sui proprietari e gestori delle scuole paritarie private, con cui il Comune spesso collabora a garantire i servizi alla popolazione, una parte consistente del problema della costituzionalità delle azioni connesse all'attuazione della Legge, nonché del problema del conflitto legislativo, avendo sino ad ora citato noi unicamente le problematiche connesse all'ammissione dei minori alle scuole dell'infanzia.
In qualità di Sindaco La richiamiamo pertanto:
a garantire il servizio educativo 0/6 anni secondo le norme sopracitate al netto di qualsiasi discriminazione illegale e incostituzionale;
a garantire l'assenza di discriminazione dei bambini non vaccinati secondo il piano nazionale da parte dell'Amministrazione Comunale, nonché a vigilare ed agire affinché tali discriminazioni non siano operate da soggetti sul territorio comunale;
a gestire adeguatamente in funzione di quanto sopra esposto e in osservanza della normativa vigente i ricorsi delle famiglie che dovessero eventualmente essere soggette a provvedimenti o sanzioni di qualsiasi natura da parte di qualsiasi soggetto pubblico o privato;
a garantire equità nella corresponsione di servizi a fronte dei contributi corrisposti tra tutti i genitori residenti nel Comune.
Anticipiamo che:
comunicheremo in altra sede, contando in un rapporto di proficua collaborazione, le problematiche di carattere sanitario di cui siamo a conoscenza, avendo particolarmente approfondito la materia, su cui Lei ha competenza diretta;
riteniamo fondamentale il coinvolgimento del Consiglio Comunale nell'affrontare le problematiche conseguenti all'entrata in vigore della Legge 119/2017, che competono certamente l'Amministrazione Comunale, ed agiremo pertanto a tale scopo;
faremo richiesta di un secondo colloquio per approfondire ulteriori aspetti e problematiche collegate all'applicazione della Legge.
Alleghiamo alla presente:
Estratti Legge 27.05.1991 n.176
Estratti D.Lgs. 13.04.2017 n.65
Principali contraddizioni Legge 119/2017 e Circolare attuativa del Ministero della Salute del 16.08.2017

interpellanza in consiglio comunale di aosta sulla pista ciclabile in regione saumont - aosta

Ricordate le deliberazioni di questo Consiglio, nelle passate consigliature, di accordo con la società Forza e Luce di Aosta in località Saumont 

Ricordate le intenzioni della Società di rendere la centrale un luogo museale e quelle del Comune di ampliare l'anello ciclabile 

Osservato che la Società ha, apparentemente, da tempo terminato i lavori 

Constatato che, almeno in parte, sono state fatte opere di transennatura e messa in sicurezza del versante est della gola, partendo dall'Area verde comunale e passando alle spalle della centrale 

interpellano l'Assessore competente per sapere - a che punto sono i lavori oggetto di accordo tra il Comune e la Società - quali sono gli intendimenti del Comune rispetto agli sviluppi prospettati negli scorsi anni di prolungamento dell'anello ciclabile 

Gruppo Alpe 

16 settembre 2017

TRENTO VERSO LA SOSTENIBILITA A 360 GRADI

Al via da oggi la Settimana europea della mobilità sostenibile: 3 le giornate di convegno.

A partire da oggi fino al 22 settembre, come ogni anno, spazio alla Settimana europea della mobilità. Tema centrale dell’edizione 2017 è la mobilità pulita, condivisa e intelligente con la chiamata all’azione “Condividere ti porta lontano - Sharing gets you further”. 

Quest'anno l’Assessorato alle infrastrutture e all'ambiente della Provincia autonoma di Trento organizza in collaborazione con le società di sistema, gli enti locali, le associazioni di categoria e i concessionari tre giornate di convegno. Il 19, 21 e 22 settembre oltre 30 relatori declineranno in modi diversi il tema proposto dall’Unione Europea: saranno affrontate potenzialità e problematiche delle linee ferroviarie provinciali, l’importanza della mobilità sostenibile, le eccellenze trentine a riguardo e i possibili sviluppi futuri della mobilità elettrica in Trentino e in Europa. 

In particolare il pomeriggio del 19 settembre alla Facoltà di sociologia di Trento sarà trattato il tema "Modelli di esercizio su linee ferroviarie a binario unico: pendolari o turisti?". 

Il 21 settembre dalle 9 alle 16.45, alla sala conferenze di Progetto Manifattura a Rovereto si parlerà di "Trentino, eccellenza nella mobilità sostenibile". 

Infine il 22 settembre la "Giornata della mobilità elettrica", con sessione mattutina al MUSE e pomeridiana alla Facoltà di sociologia con esposizione di auto elettriche, test drive e la premiazione della seconda edizione del cicloconcorso "Trentino pedala".

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/download/57575/913462/file/SEM_iniziativeinTrentino.pdf

6 settembre 2017

L'AUTONOMIA E IL FUTURO DELLA VALLE D'AOSTA

Autonomia e futuro.
Faccio politica da un po’ di tempo, tuttavia mi sta venendo il dubbio di non aver ancora imparato “il mestiere” del politico e non so se sia un male.
Se la politica non è più in grado di offrire altro oltre allo spettacolo cui stiamo assistendo, fra tavoli allargati e tavolini ristretti, annunci di “réunification”, propositi di “réunion”, appelli all’”embrassons-nous” e improvvisa riscoperta dell’autonomia, il mio dubbio cresce ancora.
Quello che vorrei far capire a chi mi legge è che sono anch’io sconcertato per quanto parrebbe stia accadendo, anche se in questo momento non ho proprio idea se certe notizie appaiano sui giornali senza grosso costrutto, o se realmente si stia lavorando ad un ennesimo imminente cambio di alleanze politiche.
Mi permetto semplicemente di ricordare che neanche sei mesi fa, l’alleanza fra UV e UVP è saltata, ufficialmente perché non c’erano più le condizioni per governare assieme. L’UVP scelse di uscire dall’allora maggioranza votando con ALPE e MOUV una mozione di sfiducia costruttiva attraverso cui si diede poi vita ad una nuova maggioranza e ad un nuovo governo regionale.
Governo che, tra problemi contingenti ed emergenze, sta portando avanti il programma di legislatura e, senza proclami, cerca di venire incontro alle esigenze dei valdostani.
Ci sono tante cose ancora da fare da qui a fine legislatura, tanti tasselli ancora da sistemare per ricomporre il quadro della nostra piccola realtà che sia al contempo armonioso e ambizioso. Non avremmo dovuto, in passato, dormire sugli allori del nostro ricco bilancio; a maggior ragione non possiamo permetterci ora di non agire, di perdere tempo in discussioni pretestuose.
Anche ALPE ha accettato di sedersi a quel tavolo, ma lo ha fatto perché crede che può essere l’occasione, finalmente, per parlare di ciò che i movimenti autonomisti vogliono fare per la Valle d’Aosta, per difenderne l’autonomia e salvaguardarne la storia, ma soprattutto per proiettarla verso un futuro solido.
ALPE intende però mantenere l’impegno assunto con MOUV, PNV, S.A, UVP e il consigliere Padovani il 10 marzo 2017. Abbiamo il compito di traghettare la Valle d’Aosta dallo stallo in cui è stata lasciata andare spesso, ad una navigazione responsabilmente guidata, in grado di affrontare le difficoltà del momento, ma avendo ben chiara la mappa e il percorso che ci dovrà condurre ad un nuovo mondo.
Nel futuro della Valle d’Aosta ci sarà ancora, eccome!, l’autonomia, ma per difenderla e garantirla nel tempo dobbiamo essere capaci di farne buon uso: in primis governando bene e amministrando al meglio le nostre risorse, senza dimenticare però che facciamo parte di uno Stato e che apparteniamo ad una categoria, quella delle regioni a Statuto Speciale, che non gode di molte simpatie.
Ai signori che dichiarano di avere a cuore le sorti dell’autonomia, ai consiglieri regionali che si siedono ai vari tavoli dove si dovrebbe decidere per il bene della Valle, chiedo di riflettere bene prima di assecondare sommovimenti che, non solo non sarebbero capiti né graditi da gran parte dei valdostani, ma rischierebbero di mettere in ridicolo la nostra regione, senza peraltro portare a niente di concreto o di più incisivo, sul fronte politico, rispetto a quanto si sta facendo ora.
Convinto come sono che c’è bisogno più che mai di sobrietà, che le energie andrebbero spese per costruire una Valle d’Aosta proiettata oltre il 2020, chiedo a chi si occupa di politica un po’ di serietà. Mancano pochi mesi a fine legislatura, facciamo in modo di non dare ragione ai qualunquisti o ai disfattisti, cerchiamo di ridare dignità al “fare politica”, se ci riusciamo.
#Bienfaireetlaisserdire
Albert Chatrian

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Il presidente di Alpe Vallet: nessuna maggioranza con questa Union Valdotaine.


Alle condizioni attuali non è immaginabile una maggioranza che includa Alpe e questa Union Valdôtaine. Lo abbiamo sempre detto in maniera chiara. Oggi rappresentiamo due modelli opposti di Valle d'Aosta".

Lo ha dichiarato oggi in una nota Alexis Vallet, presidente di Alpe, in merito alle trattative in corso per un 'Rassemblement' delle forze autonomiste e all'eventualità di un cambio di maggioranza in Regione. Due giorni fa Vallet aveva dichiarato di non essere intenzionato ad abbandonare il tavolo di confronto sul documento comune, che dovrebbe essere sottoscritto in questi giorni da Uv, Uvp e Alpe, circa il rilancio di una politica regionalista e autonomista. 

Afferma oggi Vallet: "Noi pensiamo che il progetto nato a marzo (ovvero la coalizione di maggioranza Stella Alpina, Alpe, Uvp e Mouv ndr) rimanga la base da cui partire per costruire quel nuovo modello condiviso di Valle d'Aosta da proporre alle prossime elezioni"; e aggiunge: "Nessuno di noi si nasconde dietro a un dito. A marzo tutti sapevano perfettamente i rischi di un cambio di maggioranza a 18 e ci siamo assunti delle responsabilità. Ora va verificato e in fretta se la maggioranza c'è e a che condizioni. Se c'è, sarà necessario che ognuno rinnovi il suo impegno di responsabilità. Se non c'è, chi l'ha fatta mancare si assumerà la responsabilità politica di lasciare la Valle senza un governo". 

"Per quel che ci riguarda - conclude Vallet - daremo disponibilità a chiudere un bilancio che a questo punto non potrà più essere di maggioranza ma che sarà di responsabilità. Perché noi manteniamo i patti con i cittadini e non ci tiriamo indietro dagli impegni assunti per un calcolo elettorale".

Quanto all'ipotesi di abbandono del tavolo autonomista, il presidente di Alpe precisa: "Dovere di una forza politica è quello di proporre i modelli della società che verrà e non quello di distruggere senza prospettiva. Questa è la logica per noi degli 'Stati Generali Autonomisti' e la logica della nostra partecipazione ai tavoli di questi giorni".

Si tratta, per Vallet, di un "tentativo di superare il fossato che ancora oggi divide le forze nell’ottica del bene comune. Un tentativo dal risultato tutt’altro che scontato, perché implica la volontà di ciascuno di mettersi in discussione e di voler cambiare, ma è un tentativo che noi riteniamo vitale se vogliamo rilanciare questa Valle dopo anni di passi indietro sotto tutti i punti di vista".


Gli 'Stati Generali dell’Autonomia' potrebbero diventare per il vertice di Alpe "un momento rifondativo e ideale, aperto e moderno che porti allo scioglimento delle attuali forze politiche per creare qualcosa di nuovo. Una sfida epocale, ma una sfida per il futuro.Nei giorni scorsi abbiamo lavorato a un documento che lanciasse questa prospettiva. Un documento che verrà vagliato e valutato nelle prossime settimane dai rispettivi movimenti prima di un eventuale firma".