22 ottobre 2017

VACCINI CON INTELLIGENZA




La esecuzione di dosaggi di anticorpi prevaccinali in genere rientra fra le “Prestazioni di prevenzione gratuite ai sensi del DM 1/2/1991 in quanto disposte nel prevalente interesse pubblico“, altresì ribadito dall’art. 7 della Legge 210/92 e dall’art. 1 comma 4 lettera b del D.Lgs.124/1998 [quest’ultimo con particolare riferimento alle vaccinazioni raccomandate]Per effettuare questi esami gratuitamente in regime di SSN occorre quanto segue:
– deve esistere sul territorio un laboratorio che li esegua [azienda ospedaliera oppure  laboratorio accreditato];
– deve esserci volontà politica della ASL di recepire il suddetto DM e fornirli ai cittadini, il che si traduce nella stipula di accordi fra la ASL e la struttura erogatrice in cui la ASL accetta di pagare e concorda il prezzo delle prestazioni;
– gli esami sono gratis solo se a prescriverli sono i medici funzionari ASL, ossia gli ex ufficiali sanitari, oggi “medici incaricati di sanità pubblica”, tra i quali rientra il medico vaccinatore.
– a questo punto la prestazione risulta esente da ticket per categoria, con codice di esenzione già previsto in tariffario regionale “P03 – Prestazioni specialistiche correlate alla pratica vaccinale obbligatoria o raccomandata“.
Se invece queste condizioni mancano, oppure il medico vaccinatore oppone resistenza, è vostro diritto eseguire questi esami e individuare un laboratorio esecutore al quale potete accedere direttamente e semplicemente pagando [purtroppo] di tasca vostra [70 €uro circa].

informate il medico che avete documentato con un filmato le capacità di vostro figlio o di vostra figlia prima della vaccinazione e che, se si verificassero effetti collaterali imputabili alla vaccinazione, il medico ne dovrà rispondere personalmente [il danno vaccinale rientra nella categoria delle “lesioni personali”];
se si arriva a vaccinare, chiedete che la prima goccia del vaccino venga buttata perché spesso contiene i residui di usura della lavorazione meccanica dell’ago;
chiedete che vi venga consegnata la siringa e la scatola con il numero del lotto e il foglietto illustrativo.


Tutto ciò che è stato elencato rappresenta un vostro incontestabile diritto così come è altrettanto vostro incontestabile diritto che ogni ASL vi renda immediatamente noto il numero di lotto, il nome commerciale, il produttore, la data di acquisto, la data di scadenza, il responsabile del procedimento di conservazione e stoccaggio, i dati della procedura di stoccaggio e conservazione in merito ad ogni singolo vaccino somministrato a vostro figlio o vostra figlia.

Le vaccinazioni obbligatorie non sono coercibili, né assimilabili al TSO di origine psichiatrica

Al contrario di quanto scrivono taluni manipolatori della realtà, ribadiamo che benché vi sia un obbligo di legge [che non può prevaricare il rispetto della dignità umana] le vaccinazioni obbligatorie non sono coercibili né assimilabili al TSO di origine psichiatrica. Pertanto, vi sarà sempre un consenso informato da firmare ed è vostro incontestabile diritto che questo consenso – oltre ad essere veramente informato – risponda a numerosi requisiti che abbiamo elencato nel nostro articolo precedente Legge vaccini: pretendere il rispetto del ‘consenso informato’ determinerà la sua sconfitta.

In sostanza, per coloro che hanno maggiori difficoltà a comprendere il concetto, la legge potrà anche obbligare ad un determinato trattamento sanitario ma non può violare in nessun modo i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Non è il contrario!!! Non è che la legge non può violare i diritti della persona umana a meno che tale violazione sia giustificata da un obbligo. La legge può obbligare, ma non può violare:  è chiaro il concetto?

Il consenso informato nasce molto tempo dopo la Costituzione Italiana, per conferire dignità pratica al all’individuo, fungendo da sintesi tra due diritti fondamentali della persona alla cura ed alla autodeterminazione. Esso è stato riconosciuto all’unanimità dalla Giurisprudenza come principio fondamentale in materia di tutela della salute.

Pertanto, anche se dal 6 agosto 2017 la profilassi vaccinale è definita obbligatoria necessita comunque di un “previo consenso informato” giacchè i soggetti a cui è rivolta sono capaci di intendere e volere e/o rappresentati da adulti capaci di intendere e volere. In presenza di tale capacità, attuale e concreta, siamo in presenza di un diritto attuale e concreto all’autodeterminazione che non può essere superato da alcun obbligo.

In altre parole, un bambino può essere obbligato a sottoporsi a vaccinazione, ma conserva il diritto ad essere previamente informato [tramite i suoi tutori] circa il trattamento sanitario che riceverà e, in stretta correlazione, può esercitare il diritto a non essere d’accordo.

Senza il consenso di un soggetto giuridicamente capace, il trattamento sanitario può essere obbligatorio finché si vuole, ma non può essere praticato in alcun modo. E quel medico che decide di infischiarsene, credendosi tutelato dall’obbligo di legge, finisce direttamente in galera senza passare dal via.

La sbandierata minaccia di segnalazione al Tribunale dei minori, poi cancellata, serviva giusto per spaventare i genitori. Perchè, anche a fronte di un obbligo, è sempre necessario acquisire il consenso informato dell’esercente la potestà sul minore. Se l’esercente non acconsente che si fa? Se ne attenua la capacità genitoriale per ottenere il consenso dall’organo a ciò deputato: altro genitore, tutore, tribunale. Un consenso serve comunque.

DOMANDA – Perchè dunque, anche a fronte della necessità epidemiologica, se fosse vera, l’obbligo vaccinale non è mai stato esteso alla popolazione adulta prevalentemente a contatto con i bambini? Ovvero, per tutti i maggiorenni e i minorenni oltre i 16 anni?

RISPOSTA – Perchè in tali casi occorre sempre e comunque il consenso della persona, e se quest’ultima non lo presta [con tanto di bella pernacchia all’indirizzo del Governo] l’unica soluzione sarebbe quella di farla interdire: sì cari lettori, proprio così. E non ci dilunghiamo sul perchè sarebbe impossibile ed inattuabile.

Pertanto, tutto l’impianto di questa nuova legge si regge su un unico presupposto: la paura! Per alcuni la paura delle malattie, per altri la paura delle sanzioni, per altri ancora la paura delle esclusioni sclolastiche, e per molti altri ancora la paura delle segnalazioni al tribunale.

Il mezzo che giustifica il fine è semplicemente “la paura”, ovvero il più grande business al mondo che da sempre ha spinto quante più persone possibili a vaccinarsi.

Ciascuno è ovviamente libero di agire come meglio crede in proprosito, ma sia almeno consapevole che nessuno potrà mai davvero obbligarlo perché l’adesione al sistema è sempre su base volontaria: sempre!!!

Anche quando sembra di non avere scelta, basta un semplice: 

NO GRAZIE …. 


19 ottobre 2017

AUTONOMIA E AUTOGOVERNO ALL'INTERNO DELLO STATO

Trento, 19 ottobre 2017 
Prot. n. A001/570469 
Excelentisimo Señor Don Mariano Rajoy Brey 
Presidente del Gobierno Español 
Palacio de la Moncloa  28071 MADRID 

Molt Hble Sr. Carles Puigdemont 
President Generalitat de Catalunya 
Plaça Sant Jaume, 4 08002 BARCELONA 

Illustri Presidenti, Scriviamo la presente lettera in qualità di esponenti e rappresentanti istituzionali delle Province autonome di Trento e di Bolzano, due enti territoriali che, in virtù dell’accordo internazionale Degasperi-Gruber (sottoscritto da Italia e Austria il 5 settembre del 1946) e della successiva e conseguente disciplina costituzionale (cfr. articolo 116, commi 1 e 2), dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia. Siamo quindi particolarmente sensibili e attenti alle istanze autonomistiche che le diverse realtà territoriali europee perseguono e rivendicano in virtù della propria storia, delle proprie radici culturali, etniche e linguistiche e della volontà di assumere con coraggio la responsabilità delle proprie scelte. E, a questo proposito, stiamo seguendo con apprensione e particolare attenzione quanto sta accadendo in queste settimane in Catalogna. Con questa breve lettera non vogliamo certamente inserirci nel dibattito spagnolo, né tanto meno invadere gli spazi che non sono di nostra competenza. Riteniamo però utile ed opportuno portare la nostra testimonianza, sottolineando, da un lato, le buone ragioni del regionalismo differenziato e ribadendo, dall’altro, la necessità e l’importanza di rivendicare le istanze autonomistiche all’interno delle procedure costituzionalmente stabilite. La storia della nostra autonomia, infatti, rende evidente, da un lato, come la responsabilità delle scelte, se esercitata con coraggio, apertura, lungimiranza e intelligenza, possa essere davvero uno straordinario strumento di convivenza pacifica e di positivo sviluppo economico e sociale e, dall’altro, come l’autonomia vada rivendicata ed esercitata in maniera aperta e dialogica con i livelli nazionale ed europeo. La nostra esperienza ci insegna inoltre che le buone ragioni delle autonomie non possono prescindere dal rispetto dello stato di diritto, dalla negoziazione e dai principi costituzionali. Esse devono essere in dialogo costante con gli altri livelli di governo. Solo in questo modo possono rappresentare un valore aggiunto anche per l’intero sistema e un baluardo a difesa della democrazia. Infine, i nostri sistemi di autogoverno hanno potuto svilupparsi grazie anche alla dinamicità e al continuo processo di rinnovamento e ridefinizione degli equilibri tra i diversi livelli istituzionali, all’interno del quale hanno assunto un ruolo di assoluto rilievo le norme di attuazione dello Statuto di autonomia. Il nostro auspicio è che in Spagna e in Catalogna possa aprirsi un dialogo ed un confronto costruttivo tra governo nazionale e governo catalano, in un’ottica di rispetto e comprensione delle reciproche posizioni e di valorizzazione delle diverse istanze. Sarebbe altresì auspicabile, anche alla luce delle nuove dinamiche sociali, politiche ed economiche, che si aprisse a livello nazionale ed europeo una seria riflessione sul futuro degli enti territoriali e sull’opportunità di rilanciare il valore del regionalismo all’interno del rinnovato contesto internazionale. Nel ringraziarVi per l’attenzione, vogliate gradire i sensi della nostra più alta considerazione. 

Il Presidente     Il Presidente 
- Ugo Rossi  - Arno Kompatscher -

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sabato 21 0ttobre 2017
I poteri del presidente della regione saranno assunti
dal premier Mariano Rajoy, attraverso un suo rappresentante e saranno convocate elezioni anticipate. 

Elemento giustificativo dell’attivazione della procedura una «disobbedienza ribelle, sistematica e consapevole», da parte della Catalogna, che avrebbe
«gravemente attentato» all’interesse generale dello Stato.

L’assemblea catalana resterà invece in carica, - e questo permette a Madrid di argomentare che non è in gioco la democrazia in Catalogna - ma avrà, secondo
le indicazioni del Governo  centrale, funzioni solo rappresentative
e non potrà nominare un nuovo presidente e una nuova amministrazione. 

Madrid potrà esercitare sulle sue decisioni un potere di veto entro 30 giorni.
Sembra anche che, in previsione della possibilità di uno stallo, il governo
di Madrid abbia previsto la sospensione degli stipendi per i dipendenti pubblici catalani riluttanti a eseguire i nuovi ordini.


Il problema, tutto politico questo, è che il processo di indipendenza
non ha il sostegno e il consenso di una maggioranza schiacciante
di catalani. 

Se anche il voto catalano non fosse stato ostacolato dalla polizia
spagnola, non si sarebbero mai raggiunte percentuali simili. Il 1°
ottobre i «sì» sono stati il 92% dei  voti espressi, ma ha partecipato al
referendum solo il 43,3% degli aventi diritto, che rappresenta -
secondo le rilevazioni statistiche -la quasi totalità dei favorevoli all’indipendenza.
Un recentissimo sondaggio, centrato sull’attualità, mostra che il 68% della popolazione è favorevole a nuove elezioni, e il 66,5% è contrario al commissariamento di Madrid. 

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Euro-utopie. Negli anni 90 il magnate olandese della birra, Freddy, teorizzò un diverso modello federale  Heineken e il sogno dei 75 Stati-regione.

Catalogna:  incubo a occhi aperti: nel suo slancio secessionista, Barcellona ha finito per perdere l’autonomia. 

Di fronte a uno Stato centrale la cui Costituzione non permette strappi all’unità del Paese e a un’Europa che istituzionalmente non può riconoscere la sovranità nazionale autoproclamata da una regione in territorio Ue, la Catalogna ha le spalle al muro ed è isolata, ma continua la sua battaglia politica. C’è anche un sogno, un’aspirazione europeista dietro tanta disperata determinazione? 

Il tempo delle piccole patrie sembrava tramontato, soprattutto nell’Unione a 28 (presto a 27) Paesi che aveva accolto al suo interno nuova eterogeneità etnica, storica e geopolitica, ma è un rischio insito nelle aspirazioni catalane e
nei possibili effetti imitativi.

Ci fu un momento in cui qualcuno teorizzò un’Unione più efficiente e coesa attraverso la nascita degli Stati-regione, 75 in tutto, ognuno popolato da non più di 5-10 milioni di abitanti. 

Il magnate olandese della birra, Freddy Heineken, si fece aiutare all’inizio degli anni 90 da due storici dell’Università di Leida (Henk Wesseling e Wim vand den Doel) per formulare una teoria secondo la quale la frammentazione europea in queste entità medio-piccole avrebbe potuto contenere meglio le diverse pulsioni etniche e separatiste.

pamphlet dal titolo Gli Stati Uniti d’Europa (Un’Eurotopia?).

Nel 1994 venne istituito il Comitato delle regioni, ma da allora in avanti la nuova ragion d’essere dell’integrazione europea sarebbe stata progressivamente riconducibile agli Stati nazione.



18 ottobre 2017

SANITA': MANTENERE ALTA L'ATTENZIONE SUI SEGUENTI SETTE PUNTI


  • Ci avviamo agli ultimi mesi di questa travagliata legislatura e purtroppo molte delle istanze dei cittadini non hanno ancora avuto una risposta da parte del decisore politico. In questi ultimi anni ho avuto modo di ascoltare diverse persone e raccogliere significativi dati provenienti dalla vita quotidiana che non riescono ad arrivare alle orecchie di chi viene eletto; mi sono confrontato con cittadini, professionisti e tutti gli assessori alla sanità di questa legislatura: mai mi sono sentito dire che le nostre richieste erano prive di fondamento e/o che le nostre proposte non erano realizzabili.
Pertanto in sanità ci aspettiamo che:
entro fine ottobre 2017 
  • vengano resi pubblici i dati del Registro tumori ed il Piano di Prevenzione e Promozione della Salute regionale; 
  • venga garantita la libertà di cura ai valdostani, eliminando il “blocco” della mobilità passiva; 
  • vengano investite più risorse per la tutela e promozione della Salute mentale 
  • Sistema Sanitario regionale si faccia carico del costo dell’assistenza ai malati di Alzheimer (LEA);

entro fine dicembre 2017 
  • venga creato un tavolo regionale di tutela dei diritti del malato;  
  • coinvolte le associazioni dei cittadini nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale; 
  • vengano valorizzate tutte le professioni sanitarie, agendo prioritariamente su quelle che i cittadini segnalano essere fondamentali per la tutela della loro salute;

entro fine febbraio 2018 
  • diventino obiettivi dell’Azienda USL i piani di miglioramento stilati all’interno del Progetto di Umanizzazione delle cure di AgeNas.

Essendo che nella Giunta regionale del 13 ottobre 2107 saranno presenti ben tre persone che si sono occupate a vario titolo della sanità (Viérin, Bertschy e Guichardaz) è ragionevole credere che le nostre richieste/proposte saranno tenute in debita considerazione; 
in caso contrario, auspichiamo che i Consiglieri di opposizione sollecitino il nuovo governo regionale ad aver riguardo anche per l’agenda proposta da un Movimento politico di partecipazione civica.
Giovan Battista De Gattis
Segretario CittadinanzAttiva della Valle d'Aosta
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GESTIONE RIFIUTI IN VDA: DUE NUOVI SOLUZIONI IMPIANTISTICHE

Verso il completamento del modello di gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta.

è stato approvato il progetto di fattibilità, proposto dalla Rea Dalmine spa e dalla Fratelli Ronc srl, per un impianto di stabilizzazione dell’indifferenziato e  di selezione del multimateriale leggero (plastica, alluminio, acciaio), entrambi sono  impianti a freddo.

l’azienda che vincerà l’appalto potrebbe proporre la fabbrica dei materiali o altri piccoli impianti per migliorare la qualità della differenziata.

La procedura prevede un appalto europeo per l’affidamento del servizio, in base al project financing presentato da Rea Dalmine e Ronc.

Fabrizio Roscio , ex assessore regionale all'ambiente dal 13 ottobre 2017 aveva già preconizzato uno scenario d’emergenza se nessuno avesse avanzato un atto operativo.

La discarica resterà pubblica, come l’impianto. Il servizio sarà gestito da un privato.

16 ottobre 2017

VACCINI E OBBLIGO DI INFORMAZIONE

L’ordine dei medici di Roma afferma che esistendo un diritto di ciascuno ad essere informato, anche dei rischi, nel momento in cui il medico non svolge questo suo dovere si rende responsabile individualmente di comportamento illecito, sia sul piano medico, che per la responsabilità individuale.

L’Ordine ha in particolare evidenziato che “.. Codice Deontologico stabilisce all’art.35 che “il medico non intraprende ne’ prosegue in procedure diagnostiche e/o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato”. 

Da tutto cio’ deriva che un atto sanitario posto in essere in assenza di consenso puo’ integrare un illecito civile, penale e deontologico.“

L’Ordine conclude dicendo obbligatorietà’ della vaccinazione non appare come alcuna deroga al principio per cui il medico debba raccoglierne il consenso prima di procedere alla vaccinazione, dopo aver escluso che possano esservi circostanze ostative alla vaccinazione e dopo aver opportunamente informato. Nessuna vaccinazione, pertanto, senza il consenso dei genitori.”

Ecco un vademecum distribuito da Loris Palmerini ai genitori, nel quale appunto spiegavo questo stesso principio:  tu genitore hai il diritto legale al consenso informato, puoi dire no, è un diritto di legge, non puoi essere punito per questo, né multato. Puoi anche dire sì e subito dopo cambiare idea e dire no.

Ecco che al colloquio con la ASL si può ora dire “io non vaccino” e la ASL non può multarci, perché la legge Lorenzin è incostituzionale e nessuno può essere multato per aver esercitato un diritto.

Il medico che non ci dice i rischi va incontro a denuncia all’ordine. 

Basta registrare il colloquio e denunciare all’ordine, tanto più che abbiamo la certezza della esistenza di un sistema di compensi ai medici che raggiungono alti livelli di copertura vaccinale. 

Ma non dobbiamo ora mollare l’osso, dobbiamo ora approfittare di questa occasione per far capire a molti genitori di come siano stati ingannati dalla Lorenzin, dal Governo, e da quei partiti che hanno votata sì a questa porcata di legge.

In particolare dobbiamo ora far capire ai genitori che si sono sentiti dire che dovevano vaccinare per forza come in realtà abbiano subito un abuso, una procedura medica illegale. E come possano denunciare il fatto.

Dobbiamo spiegare alla gente che ha subito vaccinazioni obbligatorie che la procedura era rischiosa e che possono chiedere il risarcimento del danno subito anche quando il danno apparentemente ancora non si vede, perché i danni da vaccino, è scientifico, possono vedersi anche a distanza di decenni.

Abbiamo vinto, ma non molliamo l’osso, trasformiamo questa vittoria che verrà in un movimento di liberazione da questi medici corrotti, molti dei quali, lo ripeto, prendo denaro per consigliare le vaccinazioni TACENDO I RISCHI.

Non è finita e non sarà finita se non smantelliamo questo sistema mafioso, criminale ed assassino che si cela dietro l’utilizzo di questi prodotto non testati e scientificamente insicuri e mortali per una quota notevole di vaccinati. 

Convezione di Oviedo” 

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=X331v5fE7Ec


15 ottobre 2017

CATALOGNA: ALLA RICERCA DI UN PERCORSO DI VIA D'USCITA SOSTENIBILE


Gli scenari in ballo, al di là delle misure di Rajoy, potrebbero essere dunque almeno due: il un ritorno alle urne, prendendo atto che il referendum non ha avuto esiti "legali" o un cambio di maggioranza a livello del governo della catalogna.


il 15 ottobre 2017 scade l'ultimatum concesso da Rajoy a Puigdemont che, lo scorso 10 ottobre, nel Parlamento di Barcellona, ha confermato la vittoria del referendum per la secessione, considerando la la Catalogna "Stato indipendente in forma repubblicana".



Una proclamazione durata  cinquantadue secondi, poiché è stata sospesa da lui stesso che ha chiesto a Madrid e alla Ue una mediazione indolore per lasciare la Spagna. 



La Dui (Dichiarazione unilaterale d'indipendenza), ha innescato la richiesta di Rajoy che  pretende che Puigdemont confermi la validità o no della proclamazione, per usare l'articolo 155 che sospende l'autonomia della Catalogna.



Gli alleati governativi di Puigdemont hanno chiesto che la proclamazione di Puigdemont sia chiaramente affermata e che sia accompagnata da un atto solenne.



Pressato da Madrid e dall'interno del tripartit, Puigdemont assiste indifferente all'impoverimento della presenza industriale nella regione: dal 30 settembre a oggi sono almeno cinquecento le aziende, catalane, spagnole e straniere che hanno spostato la sede sociale altrove in Spagna o che hanno proprio traslocato in un altro Paese. 



Su di lui la pressione delle lobby industriali catalane è forte, il rischio di recessione e l'abbattimento del Pil locale e nazionale assicurato da Standard & Poor's, ieri, hanno spinto il Gobierno a rivedere le stime in negativo. 



Se il 2018 poteva riportare la Spagna al +3,7 di crescita, dall'attuale 3,1, ora si dà per certa la perdita di un punto e mezzo nazionale, con la crescita a 2,2, come nel 2005. Puigdemont sembra non essere toccato da stime e fughe di capitali. 



La Generalitat ha costruito una sua versione digitale di Stato sovrano per facilitare i rapporti con cittadini e Paesi Ue. 



http://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/13/contrordine-catalani-gli-indipendentisti-se-la-fanno-sotto-e-madrid-se/35821/

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STOP ALLA QUOTAZIONE IN BORSA DI CVA

Stop alla quotazione in borsa della Cva Spa. Problemi aperti e priorità.
  1. E' prioritario dare la possibilità ai cittadini valdostani di esprimersi in merito alla quotazione in borsa di una parte del capitale sociale di Cva spa.
  2. Ad oggi esiste una risoluzione approvata all'unanimità in consiglio regionale in cui viene affermato che la decisione definitiva in merito all'iter dovrà essere presa in consiglio regionale (e non attraverso altri strumenti di partecipazione per es. dibattito pubblico, referendum, ecc).
  3. Le firme fino ad ora raccolte non sono certificate e quindi non sono utilizzabili per attivare iniziative referendarie; alcuni giuristi  ritengono che il tema da portare a referendum (non quotare Cva in borsa - norma prevista da una legge di bilancio) risulterebbe inammissibile, qualora presentato in via ufficiale.
  4. Per modificare la legge sui referendum ed individuare una formulazione che consenta una deroga per autorizzare il “referendum no quotazione Cva spa”, serve una maggioranza di voti in consiglio regionale difficilmente raggiungibile entro maggio 2018.
  5. Valutare insieme a tutti i componenti del "comitato stop quotazione cva" se procedere alla raccolta firme certificate anche se  non utilizzabili allo scopo ultimo (referendum), ma solo per mantenere alta l'attenzione sull'argomento, anche chiedendo alle forze politiche e ai gruppi consigliari disponibilità in tal senso.
  6. La maggioranza e il governo regionale formatosi in data 13 ottobre 2017 ha inserito nel programma di governo dei prossimi sei mesi un punto dedicato a Cva le seguenti parole "prosieguo dell'iter di valutazione della quotazione in borsa". Salvo errori il nuovo governo porterà in consiglio regionale a fine Gennaio 2018, l'esito dell'iter di valutazione per incassare politicamente la realizzazione e il completamento del progetto (impossibile con la precedente maggioranza) portando in consiglio regionale la decisione finale e utilizzando i 21 voti a sua disposizione. 

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Legge regionale 25 giugno 2003, n. 19
Art. 3 (Limiti di ammissibilità)

L'iniziativa legislativa popolare non è proponibile per:

a) leggi tributarie e di bilancio;

b) leggi in materia di autonomia funzionale del Consiglio della Valle;

L'iniziativa non può essere esercitata nei sei mesi antecedenti la scadenza del Consiglio della Valle. Per iniziativa si intende la presentazione del testo della proposta di legge a norma dell'articolo 5.

art 45
iniziativa e indizione referendum

La richiesta di referendum consultivo può essere avanzata dalla Giunta regionale, o da almeno un terzo dei consiglieri regionali o da almeno un cinquantesimo degli elettori entro un mese dalla trasmissione al Consiglio della Valle del provvedimento legislativo o dell'atto amministrativo di particolare rilevanza generale. (12)

La deliberazione del Consiglio della Valle che stabilisce l'effettuazione del referendum consultivo contiene il quesito da rivolgere agli elettori.

Il Presidente della Regione indice, con decreto, il referendum consultivo, entro dieci giorni dalla trasmissione della deliberazione consiliare di cui al comma 1 da parte del Presidente del Consiglio della Valle.

Art. 46 
Nel caso di referendum consultivo di iniziativa popolare, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui al Capo II relative alla raccolta e alla verifica delle firme. (13)

Per lo svolgimento del referendum consultivo si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni per lo svolgimento del referendum abrogativo di cui al Capo II.

5 ottobre 2017

VACCINAZIONE DA 0 A 6 ANNI: ECCO I PRIMI DATI

I dati rilevati dopo i primi invii: 4736 bambini conformi, in regola con le vaccinazioni, 777 non conformi.  Molti di questi hanno  manifestato la volontà di procedere con le vaccinazioni, ma per motivi vari, fino a prima dell’introduzione dell’obbligo non  avevano proceduto con le vaccinazioni. Circa 140 famiglie non si e presentato agli inviti. Molti hanno presentato una dichiarazione "alternativa" con  richieste  di maggiori informazioni, mentre una decina hanno manifestato l’intenzione di non portare nessuna certificazione. Nessun bambino è stato escluso dall’ingresso a scuola. Dopo la prima lettera scatterà l’invio della seconda, raccomandata, con l’invito alla vaccinazione e poi gli uffici provvederanno ad inviare una diffida. Le  multe  previste ammontano da 100 a 500 euro, proporzionali al numero di vaccini obbligatori saltati. 


2 ottobre 2017

UNITI PER DIFENDERE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Movimento culturale per la difesa e lo sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale
 
Il nuovo Movimento nasce per iniziativa di Ferruccio Capelli, direttore della Casa della Cultura di Milano, Amedeo Amadei, medico igienista, già direttore di Dipartimento di Prevenzione di ASL,  Vittorio Carreri, medico igienista, medaglia d'oro al Merito della Sanità Pubblica e Giuseppe Landonio, oncologo.

Nella mozione approvata dall'Assemblea si richiede un impegno sui seguenti 6 punti:
1) A difendere i principi fondamentali per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente contenuti nella Costituzione e i valori irrinunciabili della riforma sanitaria del 1978: decentramento istituzionale, semplificazione e sburocratizzazione, rafforzamento del ruolo dei Comuni e delle Città metropolitane, unitarietà e globalità degli interventi sanitari e socio sanitari, contrasto delle disuguaglianza, partecipazione e controllo democratici da parte degli utenti, gratuità delle prestazioni, ruolo integrativo della sanità privata, finanziamento sulla base delle capacità contributive.

2) A realizzare prioritariamente i programmi pluriennali e le attività di prevenzione nei confronti delle malattie di maggior rilevanza sociale. L’impegno da parte di molte Regioni fino a questo momento è stato carente e confuso, quasi inesistente sulla prevenzione primaria.
 
3) A riformare radicalmente l’Assistenza sanitaria primaria, la continuità assistenziale, la rete ospedaliera, il rapporto territorio-ospedale. A qualificare l’assistenza e la spesa sanitaria.
 
4) A realizzare finalmente piani e programmi pluriennali per la formazione da parte delle Regioni e delle Università, dando maggior spazio alle strutture più qualificate del SSN. Si chiede inoltre una revisione nella formazione dei medici di medicina generale.
 
5) A potenziare con investimenti congrui la ricerca scientifica, specie quella applicata agli obiettivi della programmazione sanitaria con priorità agli obiettivi dei Piani sanitari e di prevenzione regionali.
 
6) A promuovere gruppi di lavoro di esperti sui principali temi e ad organizzare conferenze pubbliche in difesa e sostegno della sanità pubblica e del SSN.

AUTO ALIMENTATE DA RIFIUTI E SCARTI AGRICOLI

Fare il pieno alla propria auto utilizzando rifiuti e scarti agricoli come combustibile. 

Potrebbe accadere a breve (entro dicembre 2017??) non appena verranno approvati i decreti attuativi che permetteranno di mettere nella rete gas nazionale anche il biometano, vendendolo come carburante per autotrazione. 

È l'economia circolare del mondo agricolo: il biometano ottenuto da produzione agricola e dagli allevamenti, trasformato in forma liquida come biometano liquido (Bml), può essere usato a sua volta come combustibile nei trattori agricoli ed altri veicoli. 

L'impresa agricola potrebbe ottenere uno sconto del 5% sul prezzo registrato sul mercato a pronti del gas naturale (MGAS). In più potrà ricevere circa 300 euro per ogni Cic (certificati di immissione in consumo di biocarburanti).

Un'auto alimentata a biometano agricolo emette il 25% in meno di CO2 al chilometro rispetto ad altre. Anche le altre emissioni nocive si riducono di oltre il 95% rispetto a una macchina a diesel. I primi impianti di biometano alimentati con letame e agrumi li ha messi a punto in Veneto e Lombardia la Bts Biogas, azienda con sede a Brunico e con oltre vent'anni di esperienza nel settore del biogas, che ha già realizzato impianti simili.

28 settembre 2017

Rivoluzione parcheggi area Cogne, Codacons chiede bilanciamento tra zone bianche e blu

Aosta, adesso basta con i parcheggi blu.

E’ notizia di questi giorni la riorganizzazione dei parcheggi nell’area Cogne, che, a quanto pare, renderà a pagamento un’intera area esterna al centro cittadino. Infatti oltre al pluriplano, da quanto trapelato, saranno a pagamento anche il parcheggio della Pila S.p.A. e dell’ipermercato Cidac. 

Il Codacons si dichiara notevolmente perplesso in merito alla suddetta scelta, soprattutto tenendo conto del fatto che in quella zona non esiste certo
un’emergenza parcheggio. 

A gravare ancora di più su questa scelta è il fatto che l’unico modo per aggiungere il centro di Aosta è utilizzare il sottopasso della stazione che, come più volte evidenziato, manifesta rilevanti problemi. Chi ha la sfortuna di utilizzarlo quotidianamente sa bene che è inutilizzabile da disabili, da mamme con le carrozzine o biciclette, ed alla prima pioggia diventa una piscina.

Una situazione che, nella migliori delle ipotesi, permarrà fino alla ristrutturazione
della stazione prevista nel 2020. In aggiunta al danno già citato, per la cittadinanza c’è la beffa di avere ampie aree della zona ad esclusiva disposizione dei soli impiegati regionali, che saranno gli unici a godere del lusso di parcheggiare gratuitamente sia lungo la strada che costeggia la ferrovia, sia all’interno della vecchia area Cogne, dove giornalmente è possibile
notare un parcheggio pressoché vuoto. Infine è al vaglio della nostra associazione la presentazione di un esposto, volto a valutare il rispetto di quanto stabilito dalla circolare (protocollo numero 1712 del 30 marzo 2012 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e da una recente sentenza della corte costituzionale che ha previsto la necessità di contemperare la presenza di zone a pagamento e zone bianche che devono essere adiacenti ai parcheggi a pagamento.
CODACONS VDA
AOSTA
www.codacons.vda.it

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Rifiuti differenziati e scelte dei Comuni
Che bella la raccolta differenziata dei rifiuti. Per anni è stato detto che differenziare permetteva al cittadino di risparmiare sulle tasse comunali.
Allora speriamo davvero che le amministrazioni riescano a individuare un sistema che permetta di premiare per davvero chi sceglie di essere responsabile. Altrimenti che senso ha?

24 settembre 2017

UNIONE EUROPEA E NUOVE REGOLE PER L'ECONOMIA CIRCOLARE

Osservazioni a ruota libera sul rifiuto residuo procapite.

230 kg di produzione annua procapite (solo popolazione residente) di rifiuto indifferenziato è un dato buono paragonato per esempio al dato medio dell'Emilia romagna di circa 270 kg procapite, ai circa 350 della Puglia, ai 140 del Veneto, ecc. Il dato è comunque un dato grezzo perchè prodotto sia dalle famiglie che dalle utenze non domestiche.
Su una produzione complessiva di 500 kg di rifiuti (tutti, indifferenziato + differenziato) quale è la media nazionale, circa il 60% è prodotto dalle famiglie e il 40% dalle attività (negozi, bar, ristoranti, ecc)quindi 300 Kg sono mediamente prodotti da ogni singolo abitante residente e il resto dalle attività.
Proporzione analogo (non uguale) la si ha anche su quegli 88 kg di rifiuto residuo, per cui le persone produrranno mediamente circa 50 kg e le attività il resto.La campagna dei 100 kg è stata lanciata ormai 5 anni.  Il limite dei 100 kg, sicuramente molto alto, e facilmente superabile. Ora molti comuni arrivano alla soglia dei 50 kg.  Ora, viste le nuove condizioni, quell’obiettivo va rivisto abbassando la soglia.  Quindi non il criterio perfetto, ma un criterio che fa fare un passo avanti rispetto a quello taroccato di raccolta differenziata.
Credo che questo criterio sia migliore anche rispetto a quello di rese di riciclaggio che sta per essere varato dalla UE con la nuova direttiva, proprio perché anche le rese di riciclaggio, sebbene più corrette rispetto alla rese di raccolta differenziata (per esempio escludono la plastica differenziata che va al cosiddetto recupero energetico) comunque possono essere taroccate con lo stesso meccanismo, travasando rifiuti speciali in urbani o facendo diventare rifiuto urbano l’erba dei campi, per fare più verde riciclato. Non è rendere quantitativamente massimo il riciclaggio che importa, ma ridurre al massimo la produzione di rifiuti e riciclare tutto quello che rimane, rendendo zero o quanto più vicino possibile a zero il rifiuto smaltito in discarica o inceneritore. Comunque il criterio meglio definito di riciclaggio permette di meglio calcolare per sottrazione quanto non è riciclato, e può dare una mano a stanare i furbetti che cercano di aggirare gli ostacoli, che siano comuni o gestori, come nel caso da te citato. Non illudiamoci che i furbetti scompaiano qualsiasi criterio e strategia adottiamo, ci saranno sempre e proprio per questo sono importanti gli osservatori regionali e locali, assieme a tutte le iniziative che continuamente proponiamo sui territori di riduzione, riuso e ricerca sul residuo. 
Due cose importanti:  Rivedere il criterio di minimizzazione dei rifiuti non riciclati, alla luce anche della nuova direttiva, ed eventualmente mettere a punto un nuovo criterio;  potenziare la rete dei comuni rifiuti zero attraverso un maggiore coordinamento e una serie di iniziative rivolte a loro.

AOSTA - PISTA CICLABILE LUNGO IL TORRENTE BUTHIER - LOC SAUMONT

Ai Sigg. Consiglieri Comunali 
per il tramite dei sigg. Capi gruppo 
Consiglio Comunale di Aosta


In allegato copia delle osservazioni presentate sull'accordo di programma Rava - Comune di Aosta e Cooperativa Forza e Luce pubblicato in data 24 luglio 2017.

Con l'occasione si chiede di conoscere i vostri intendimenti in merito alla prosecuzione della pista ciclabile lungo il torrente Buthier e alla sistemazione a verde delle zone ora abbandonate.

Si resta in attesa di un breve cenno di riscontro e/o vostri eventuali interventi o iniziative al riguardo.

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Oggetto: Osservazioni sull’accordo di programma tra Regione autonoma Valle d’Aosta, Comune di Aosta e Cooperativa Forza e Luce di Aosta riguardante la realizzazione della viabilità e arginatura del torrente Buthier in località Saumont - Aosta (importo lavori a carico del privato per circa Euro 500.000). Avviso pubblico del 27 luglio 2017.

OSSERVAZIONI E PROPOSTE
In relazione al progetto presentatosi formulano le seguenti osservazioni e proposte:

1. PISTA CICLABILE: 
La Cooperativa Forza e Luce di Aosta ha omesso di riportare nel progetto, per il tratto di competenza, la previsione di idonea pista ciclabile da ubicare nella zona lato marciapiede o nella zona lato nuovi parcheggi o nella zona lungo il canale ru Baudin.

2. ZONA VERDE CON NUOVE PIANTE E ARBUSTI PER RIPRISTINARE ZONA OMBREGGIATA: 
La Cooperativa Forza e Luce di Aosta pur avendo previsto il ripristino a zona erbosa non precisa se intende proseguire nella piantumazione di nuove piante in modo da ripristinare la zona ombreggiata esistente.

3. PARCHEGGI AD USO PRIVATO: 
La Cooperativa Forza e Luce ha previsto un numero di parcheggi privati interni che, ad una prima analisi, sembra spropositato.

Si ricorda che nel mese di agosto 2011 la Cooperativa Forza e Luce di Aosta aveva presentato il progetto per la riattivazione dell’impianto idroelettrico di Saumont richiedendo al comune di Aosta il riconoscimento di “interesse pubblico”. A suo tempo il Consiglio comunale, su proposta della Giunta, aveva riconosciuto meritevole tale interesse, anche in ragione della disponibilità della cooperativa a provvedere alla sistemazione del fabbricato esistente e della zona adiacente. Il fabbricato e l’intera area risultavano ubicati in zona Ee008 - area RI100 vincolata per pubblico interesse per spazi ricreativi, nella quale erano ammesse la sola trasformazione del suolo e delle costruzioni esistenti per destinazioni coerenti e funzionali alla previsione del parco Saumont.

Tenuto conto che la Cooperativa Forza e Luce di Aosta gestisce in modo impeccabile la zona verde di sua competenza (nonché zone limitrofe) si propone al Comune di Aosta di valutare una concessione decennale alla Cooperativa della zona adiacente all’attuale “area verde Saumont” - lato centrale idroelettrica -  lasciata in completo stato di abbandono da parte dell’Amministrazione comunale.


20 settembre 2017

PISTE CICLABILI AD AOSTA. PROGETTAZIONE IN ALTO MARE

Piste ciclabili ad Aosta … un progetto in alto mare. In ritardo di oltre un anno.

Di seguito una interpellanza che sarà discussa in consiglio comunale

Premesso che la Giunta comunale di Aosta, con deliberazione n. 211 in data 22/12/2015,ha approvato la “scheda progetto per interventi di mobilità sostenibile da realizzarsi nel Comune di Aosta nell’ambito del Programma interventi per la crescita e l’occupazione 2014/2020 (FESR) e del Piano della sicurezza stradale”;

Preso atto che la deliberazione della giunta regionale n.160 del 12 febbraio 2016 recante “APPROVAZIONE DELLA CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO AL COMUNE DI AOSTA PER LA REALIZZAZIONE DI PARTE DEL PROGETTO "AOSTA IN BICICLETTA" NELL'AMBITO DEL PROGRAMMA "INVESTIMENTI PER LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE 2014/20 (FESR)", E DEL RELATIVO SCHEMA DI CONVENZIONE. ACCERTAMENTO E PRENOTAZIONE DI SPESA”.

Preso atto inoltre che con la citata deliberazione regionale il Comune di Aosta  finanziato il progetto “ Aosta in bicicletta” per un importo di euro 4.850.061,21 di cui euro 3.000.000,00 proveniente da finanziamenti europei (FESR) ed euro 1.850.061,21 proveniente dai fondi relativi al Piano Nazionale di sicurezza stradale;



Vista lo schema di convenzione tra l’Amministrazione regionale e il Comune di Aosta approvato con detta deliberazione n.160/2016 e fatta propria dal comune di Aosta con deliberazione comunale n. 34 del 4.03.2016 recante “Area T1 –Urbanistica mobilità urbana Progetto Aosta in bicicletta Approvazione schema di convenzione da stipularsi con l’Amministrazione regionale nell’ambito del Programma investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/2020 FESR” ;



Richiamata inoltre la deliberazione regionale n.798 del 17 giugno 2016 recante

“Approvazione delle bozze di convenzione con i comuni attuatori degli interventi da finanziare nell’ambito del piano nazionale di sicurezza stradale, ai sensi delle deliberazioni CIPE n.143 del 21.12.2007 e n.108 del 18.12.2008. Prenotazioni di spesa”.

Ricordato che la Convenzione tra RAVDA e Comune di Aosta è stata sottoscritta solo a fine maggio 2016;

Verificato che l’approvato cronoprogramma procedurale prevedeva le attività di 
progettazione preliminare e progettazione esecutiva nel periodo ricompreso tra il
febbraio 2016 e agosto 2016, quindi ben oltre un anno fa;

Richiamato l’art. 7 della convenzione recante “Per l’attuazione del Progetto, la Regione corrisponde al Comune il contributo massimo complessivo di euro 3.000.000,00 (tremilioni/ 00). Tale somma è erogata dalla Regione, tramite: una prima tranche di acconto pari a euro 180.500,00 (centottantamilacinquecento/00), a seguito della stipula della presente Convenzione e dietro formale dichiarazione di inizio attività da parte del Comune; le tranche successive verranno erogate sulla base del quadro economico del progetto e della spesa dichiarata ammissibile a seguito del controllo di 1° livello; il saldo a conclusione delle attività, fino alla concorrenza del contributo massimo complessivo di euro 3.000.000,00 (tremilioni/00), sulla base delle spese finali dichiarate ammissibili a seguito del controllo di 1° livello e previo esito positivo delle verifiche finali.

Preso atto inoltre delle dimissioni del dirigente competente per area di competenza;

Visto che a oggi le attività di cronoprogramma non sono state attuate e che il ritardo pare ormai incolmabile e il rischio di perdita delle risorse a favore del Comune di Aosta ormai certo;

per i motivi in premessa interroga il Sindaco e l’Assessore competente per sapere

- Quando inizieranno le attività di affidamento per la progettazione a valere sulle
risorse del progetto “Aosta in bicicletta”.
- Quali sono i tempi di aggiudicazione e se vi è la garanzia che tale tempistica risulta sufficiente a scongiurare il rischio disimpegno di risorse a favore della città di Aosta.

Luca LOTTO

AOSTA: UNA INTERPELLANZA PASSA IN RASSEGNA I MEGA SPRECHI

MEGA-SPRECHI MEGALITICI 

Atteso che: 
- organi di stampa (Aostasera.it e La Stampa) hanno riferito della presentazione in Giunta regionale di una proposta d'intesa tra Amministrazione regionale e comunale per la costruzione di un nuovo parcheggio pluripiano presso la c.d. area megalitica; 
- quest’ultima ha peggiorato durante il 2017 i già tutt’altro che esaltanti risultati conseguiti – si fa per dire – nel 2016 e si conferma, purtroppo, fonte di perdite strutturali per l’amministrazione pubblica; 
- in particolare, si registra per la stagione estiva un calo dei visitatori superiore al 50% rispetto all’anno precedente;
 - questo deludente dato, forse non per tutti sorprendente, è spesso attribuito alla “mancanza di promozione”;
 - nulla si sa però di quali iniziative al riguardo si immagini la realizzazione e, soprattutto, nulla garantisce il loro – visti i precedenti – successo eventuale; - a servire l’area megalitica, è già stato costruito un parcheggio di fronte all’exmaternità; 
- la sede stessa dell’ex-maternità potrebbe essere prossimamente abbandonata, vista la politica di concentrazione dei servizi sanitari presso la sede dell’Ospedale Parini, liberando così un numero non trascurabile di stalli ulteriori per autovetture e autobus; 
- la tipologia di costruzione dell’edificio ospitante l’area megalitica non ha ricevuto unanimi consensi, apparendo anzi a molti come un eco-mostro che sventra – la sua laida massa – una zona peraltro già carente di aree verdi; - la politica di “grandi opere” seguita dall’Amministrazione regionale, con la servile e sciocca collaborazione di quella comunale, non ha invero fornito finora risultati degni di nota, se non per la loro bruttura, il loro costo e spesso la loro inutilità: si ricordano, a mero titolo di esempio, il ponte sul Buthier (il cui arrugginimento procede incontrastato, forse nella silente speranza di provocarne un giorno il crollo), il parcheggio del Pont-Suaz (la cui stessa occupazione risulta problematica, visto l’alto e da tempo ben conosciuto alto numero di stalli già presenti in zona), quello dell’ospedale Parini (dai costi semplicemente stratosferici e comunque di difficile accesso, con conseguente aggravamento dei problemi di circolazione in un tratto di via Roma), la scuola ex-polmone (la cui costruzione, per ora almeno, è stata fortunatamente sospesa), piazza Caveri (la cui bruttura ha necessitato di fatto un secondo e costoso rifacimento), piazza Narbonne (ennesima triste spianata di granito, dagli impianti idraulici poi immediatamente malfunzionanti), la sede della nuova Università (i cui lavori, già pesantemente amputati, continuano ad accumulare ritardi e hanno comportato comunque l’inutile abbattimento di gran parte della Caserma Testafochi), piazza Deffeyes (ridotta a skate-park e fonte di ispirazione per tagger), ecc. 
- risultano invece degradate o mancanti strutture essenziali, quali, sempre a titolo di esempio, la riqualificazione di piazza Plouves e della sua area verde (che si presterebbe, lei sì, alla costruzione di un parcheggio interrato nettamente più capiente di quello attuale, se si vuole dare credito all’intenzione più volta espressa dall’esecutivo di procedere alla pedonalizzazione di aree sempre più estese di Aosta), l’area del e lo stesso stadio Puchoz, il mercato comunale, l’attraversamento della ferrovia (da decenni fiume carsico della “programmazione” urbanistica cittadina), il rifacimento e la pedonalizzazione di Via Losanna e Gramsci, ecc.
- la costruzione del parcheggio pluripiano ipotizzato aggraverebbe allora la cementificazione irresponsabile della zona, stante tra l’altro la sua ipotizzata localizzazione in una “ex-area agricola”, a poco valendo l’impegno ad adattarne a zona verde la superficie esterna o parte di essa; 
- in ogni caso, questa realizzazione apparirebbe del tutto inutile o comunque prematura, visti appunto i deludenti riscontri turistici dell’area, a fronte invece di urgentissime lacune nello stesso quartiere e altrove in città. 

Si impegnano - Il Sindaco e l’Assessore competente a rifiutare la proposta d’intesa citata e a chiederne invece una modifica in senso utile alla città di Aosta. 

Etienne Andrione Nicoletta Spelgatti Carola Carpinello Andrea Manfrin

VACCINI : ANCHE IL SINDACO PUO AVERE UN RUOLO...


Attuazione della Legge 119/2017 e del D. Lgs.  65/2017 a partire dall'annualità scolastica 2017/2018 nonché alle contraddizioni con la L.27.05.1991 n.176, aspetti legali di competenza del Sindaco concernenti l'attuazione della Legge 119/2017 e proposta ad uso genitori.

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Gent.mo Sindaco,
Siamo cittadini residenti nel Comune in cui Lei ricopre il Suo ruolo e genitori di altri cittadini residenti in questo Comune, di cui siamo anche legalmente responsabili.
Non ci addentriamo in questa sede nel mancato carattere di necessità e urgenza del Decreto Legge “Lorenzin”, convertito nella Legge 119/2017, non essendo in corso alcuna epidemia, così come enunciato dallo stesso pres. Gentiloni; non entriamo nel merito della numerosità delle vaccinazioni rese obbligatorie in riferimento alle documentate reazioni avverse, anche gravi, del precedente meno gravoso mix; non poniamo in evidenza che tali dati, già di per sé sufficienti a generare una certa preoccupazione immaginando di sottoporre i nostri figli a dette vaccinazioni, siano quelli emergenti da un quadro di scarsa farmacovigilanza post-market  e inesistente farmacovigilanza attiva; non intendiamo con Lei discutere sul fatto che la maggior parte dei Paesi Europei non imponga nessuna obbligatorietà; non entriamo qui nel merito della vicenda che vede l'Italia capofila o per meglio dire caso campione di una politica vaccinale sperimentale di massa; non ci addentriamo in questa sede nelle diverse posizioni della comunità scientifica nel merito, con numerosissimi medici e scienziati, quali ad esempio un premio Nobel per la medicina, che fortunatamente osano ancora sollevare un “ragionevole dubbio”.

Allegare un documento in cui descriviamo le contraddizioni interne al testo di Legge 119/2017 ed alla Circolare di attuazione del Ministero della Salute in data 16 agosto 2017, al combinato disposto dei due testi ed all'attuale contesto informativo diffuso formalmente dalle autorità competenti, pregando di verificare come le problematiche che ci conducono come genitori responsabili ad un approfondimento sul tema sono più che legittime.

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Le scriviamo piuttosto in qualità di cittadini come detto primi responsabili di altri cittadini, i nostri figli, che rischiano di essere da Lei lesi nei loro e nei nostri diritti costituzionali e stabiliti dalle Leggi del nostro Stato.

Specifichiamo di scrivere queste parole consapevoli del fatto che Lei si troverà a gestire problematiche conseguenti all'attuazione della Legge 119/17 diverse, ma non certo meno complesse, di quelle a cui siamo chiamati contemporaneamente noi cittadini, in alcun modo per Sua diretta volontà.
Le ricordiamo che l'anno scolastico che sta per cominciare è il primo di vigenza del D. Lgs. del 13.04.2017 n.65, che stabilisce all'Art.1 comma 1 che siano garantite “alle bambine e ai bambini, dalla nascita fino ai sei anni (…) pari opportunità di educazione e di istruzione”, rispettando e accogliendo “le diversita'  ai  sensi  dell'articolo  3 della Costituzione della Repubblica italiana” (Art.2 comma d).  Tra gli Obiettivi strategici del Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, in coerenza con le politiche europee, è “l'inclusione di tutte le bambine e di tutti i bambini” (Art.4 comma 1 lettera d) oltre all' “l'introduzione di condizioni che agevolino la  frequenza  dei servizi educativi per l'infanzia” (lettera h).
L'art 1 del D.Lgs.65/2017 in particolare attua l'Art. 28 della Legge 27.05.1991 n.176 ratificante la Convenzione dei Diritti del Fanciullo di New York del 20.11.1989, nella parte in cui è riconosciuto “il diritto del fanciullo all'educazione, e in particolare, al fine di garantire l'esercizio di tale diritto in misura sempre maggiore e in base all'uguaglianza delle possibilità”, essendo definito il “fanciullo” all'art.1 della medesima legge “ogni essere umano avente un'età inferiore a diciott'anni”.
La legge di ratifica della Convenzione dei diritti del fanciullo definisce altresì nell'Art.2 il diritto del fanciullo ad essere effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate da(...) opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari.  Il comma 1 dell'articolo precisa che la prevalenza dell'ambito del rispetto di tale diritto del minore è totale, aggiungendo nella parte finale del periodo, che descrive le condizioni da cui bisogna prescindere,“ (…) o da ogni altra circostanza”.
Ricordando che la Legge 119/2017 pone l'obbiettivo di un presidio sanitario collettivo e non individuale si legga l'art.3 dello stesso D.Lgs.65/2017, in cui è stabilito il primato dell'interesse superiore del fanciullo (singolo individuo) “in tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private (...), delle autorità amministrative o degli organi legislativi”.  Sono soggetti a tale legge pertanto sia il Sindaco che l'Amministrazione Comunale, come anche i privati con i quali il Comune collabora al fine di garantire l'istruzione d'infanzia.
Infine l'art.16 comma 1 stabilisce il primato della famiglia rispetto alla tutela degli interessi del fanciullo, in quanto “nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia (...) e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione.”
È evidente che la Legge 119 scarica in particolare sul Sindaco e sui proprietari e gestori delle scuole paritarie private, con cui il Comune spesso collabora a garantire i servizi alla popolazione, una parte consistente del problema della costituzionalità delle azioni connesse all'attuazione della Legge, nonché del problema del conflitto legislativo, avendo sino ad ora citato noi unicamente le problematiche connesse all'ammissione dei minori alle scuole dell'infanzia.
In qualità di Sindaco La richiamiamo pertanto:
a garantire il servizio educativo 0/6 anni secondo le norme sopracitate al netto di qualsiasi discriminazione illegale e incostituzionale;
a garantire l'assenza di discriminazione dei bambini non vaccinati secondo il piano nazionale da parte dell'Amministrazione Comunale, nonché a vigilare ed agire affinché tali discriminazioni non siano operate da soggetti sul territorio comunale;
a gestire adeguatamente in funzione di quanto sopra esposto e in osservanza della normativa vigente i ricorsi delle famiglie che dovessero eventualmente essere soggette a provvedimenti o sanzioni di qualsiasi natura da parte di qualsiasi soggetto pubblico o privato;
a garantire equità nella corresponsione di servizi a fronte dei contributi corrisposti tra tutti i genitori residenti nel Comune.
Anticipiamo che:
comunicheremo in altra sede, contando in un rapporto di proficua collaborazione, le problematiche di carattere sanitario di cui siamo a conoscenza, avendo particolarmente approfondito la materia, su cui Lei ha competenza diretta;
riteniamo fondamentale il coinvolgimento del Consiglio Comunale nell'affrontare le problematiche conseguenti all'entrata in vigore della Legge 119/2017, che competono certamente l'Amministrazione Comunale, ed agiremo pertanto a tale scopo;
faremo richiesta di un secondo colloquio per approfondire ulteriori aspetti e problematiche collegate all'applicazione della Legge.
Alleghiamo alla presente:
Estratti Legge 27.05.1991 n.176
Estratti D.Lgs. 13.04.2017 n.65
Principali contraddizioni Legge 119/2017 e Circolare attuativa del Ministero della Salute del 16.08.2017

PISTA CICLABILE IN LOCALITA SAUMONT LUNGO IL TORRENTE BUTHIER E LUNGO IL RU BAUDIN

Ricordate le deliberazioni di questo Consiglio, nelle passate consigliature, di accordo con la società Forza e Luce di Aosta in località Saumont 

Ricordate le intenzioni della Società di rendere la centrale un luogo museale e quelle del Comune di ampliare l'anello ciclabile 

Osservato che la Società ha, apparentemente, da tempo terminato i lavori 

Constatato che, almeno in parte, sono state fatte opere di transennatura e messa in sicurezza del versante est della gola, partendo dall'Area verde comunale e passando alle spalle della centrale 

interpellano l'Assessore competente per sapere - a che punto sono i lavori oggetto di accordo tra il Comune e la Società - quali sono gli intendimenti del Comune rispetto agli sviluppi prospettati negli scorsi anni di prolungamento dell'anello ciclabile 

Gruppo Alpe 

16 settembre 2017

TRENTO VERSO LA SOSTENIBILITA A 360 GRADI

Al via da oggi la Settimana europea della mobilità sostenibile: 3 le giornate di convegno.

A partire da oggi fino al 22 settembre, come ogni anno, spazio alla Settimana europea della mobilità. Tema centrale dell’edizione 2017 è la mobilità pulita, condivisa e intelligente con la chiamata all’azione “Condividere ti porta lontano - Sharing gets you further”. 

Quest'anno l’Assessorato alle infrastrutture e all'ambiente della Provincia autonoma di Trento organizza in collaborazione con le società di sistema, gli enti locali, le associazioni di categoria e i concessionari tre giornate di convegno. Il 19, 21 e 22 settembre oltre 30 relatori declineranno in modi diversi il tema proposto dall’Unione Europea: saranno affrontate potenzialità e problematiche delle linee ferroviarie provinciali, l’importanza della mobilità sostenibile, le eccellenze trentine a riguardo e i possibili sviluppi futuri della mobilità elettrica in Trentino e in Europa. 

In particolare il pomeriggio del 19 settembre alla Facoltà di sociologia di Trento sarà trattato il tema "Modelli di esercizio su linee ferroviarie a binario unico: pendolari o turisti?". 

Il 21 settembre dalle 9 alle 16.45, alla sala conferenze di Progetto Manifattura a Rovereto si parlerà di "Trentino, eccellenza nella mobilità sostenibile". 

Infine il 22 settembre la "Giornata della mobilità elettrica", con sessione mattutina al MUSE e pomeridiana alla Facoltà di sociologia con esposizione di auto elettriche, test drive e la premiazione della seconda edizione del cicloconcorso "Trentino pedala".

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/download/57575/913462/file/SEM_iniziativeinTrentino.pdf