14 maggio 2017

PER UNA CVA (COMPAGNIA VALDOSTANA DELLE ACQUE) PUBBLICA E TRASPARENTE

Nuova giunta regionale e cambiamento di metodo.

Il presidente Marquis all’atto del suo insediamento, ha dichiarato di voler "cambiare metodo": sentire e ascoltare associazioni, comitati, organizzazioni sindacali per introdurre una nuova forma di partecipazione alle decisioni.

La decisione in merito alla quotazione in borsa CVA (decisa dalla precedente maggioranza regionale a dicembre 2016), la gestione dei grandi investimenti e le scelte in merito alla gestione degli utili di tutte le società partecipate sono argomenti e decisioni importanti per tutta la comunità.  

Occorre far chiarezza sui seguenti argomenti:

Quali sono i  motivi per procedere nella quotazione in borsa, nonostante la richiesta di moratoria annunciata da alcune forze politiche e che sarà posta in discussione in Consiglio regionale a Giugno 2017. 

E' vero che entro luglio 2017 la società Cva spa (se non riceverà ulteriori disposizioni) presenterà istanza formale di quotazione in Borsa, essendo già stati individuati gli advisor (Mediobanca e Credit Suisse)?

A quanto ammontano le spese complessive per l'iter di quotazione, più o meno di 4 milioni di Euro?   

E' vero che la Regione Valle d'Aosta deve ancora sborsare 23 milioni all’anno sino al 2021 (totale debiti circa 150 milioni di Euro) per pagare i debiti contratti negli anni novanta per l’acquisto dall’Enel degli invasi, delle centrali e degli impianti di proprietà ora di CVA

E' vero che il debito pregresso per l’acquisto è a carico della Regione, ma gli utili CVA vanno direttamente nelle casse della Finaosta spa (finanziaria della regione Valle d'Aosta- interamente di proprietà regionale) 

Quali sono i criteri e le modalità di gestione degli utili accumulati dall’atto dell’acquisto e ove sono stati investiti.

Quanti milioni di Euro sono stati utilizzati dalla vecchia maggioranza regionale e quanti ne sono ancora disponibili investiti in titoli o investimenti e partecipazioni in altre società (Casino de la Vallée spa o altre società)

Tenuto conto che mediamente ogni anno gli utili medi della Cva ammontano a 50 milioni  di Euro nel caso di quotazione in borsa del 35 % del valore di quotazione è vero che mediamente oltre 15 milioni di euro andranno ai nuovi investitori (banche e investitori istituzionali) e non ai cittadini valdostani.

Nel caso di quotazione la somma liquida a disposizione della società Cva e Finaosta e quindi della Regione Valle d'Aosta potrebbe ammontare a oltre 300 milioni di Euro? 

In quali settori economici della regione si intenderebbero investire le liquidità disponibili nelle società partecipate?

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13/05/2017 - La Vallée Notizie - pagina 11

Cva in Borsa, «L'iter andrà avanti» Tra i «mal di pancia» in maggioranza. 

«Tenendo conto della situazione la società sta proseguendo l'iter di quotazione e alla fine, quando il lavoro sarà presentato, spetterà all'azionista l'ultima parola». 
Parole del presidente della Regione, Pierluigi Marquis. Nei giorni scorsi i consiglieri regionali Elso Gerandin (Mouv) e Andrea Padovani (L'Altra Valle d'Aosta) avevano chiesto di sospendere l'iter. Passaggio necessario per aprire nella maggioranza - che appoggiano - una riflessione sull'operazione. 
Sospensione che al momento non sembra essere nelle corde del governo regionale «anche perché ad oggi non è stato ancora approvato il decreto che modifica la Madia escludendo dall'obbligo di dismissione o vendita sul mercato le partecipate che hanno per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili» hanno precisato il Presidente e l'assessore alle Finanze Albert Chatrian lunedì scorso, 8 maggio, durante il consueto incontro settimanale con i giornalisti. «Aldilà degli obblighi o meno di legge bisogna capire che il percorso di quotazione, e su questo verterà il ragionamento all'interno della maggioranza e della politica, ha un presupposto: quando ci si quota in borsa è per far crescere la società, per proiettarsi in un mercato più ampio, per lavorare con prospettive di crescita. - ha aggiunto Pierluigi Marquis - E' anche da considerare che tutto questo andrà inquadrato in un contesto di come si muove il mercato sulle energie rinnovabili, perché o si è preda o si è predatore nella vita e si corre il rischio di essere preda se non ci sono le prospettive di crescita. Sono riflessioni che andranno fatte al momento opportuno». 
Per l'iter di quotazione, Cva ha scelto Mediobanca e Credit Suisse come banche d'affari che dovranno portarla in Borsa. Il pacchetto azionario che verrebbe collocato a Piazza Affari non dovrebbe superare il 35 per cento. 

Aspettando il varo del decreto, atteso per fare chiarezza soprattutto dagli enti locali che hanno partecipazioni nelle società idroelettriche, Cva «deve essere pronta» ha aggiunto l'assessore regionale Albert Chatrian. Che ha proseguito: «La politica deve avere la possibilità di scegliere, nel momento in cui la maggioranza deciderà il suo percorso dovremo avere un'azienda pronta». 



Nel giugno 2011  si è tenuto e vinto un referendum per evitare la privatizzazioni delle acque. In Valle d'Aosta si sono recati alle urne il 65% degli aventi diritto al voto e che il 96,58% ha respinto la privatizzazione.

4 maggio 2017

INCONTRO INFORMATIVO CORRETTA GESTIONE RIFIUTI - VENERDI 12 MAGGIO 2017 ORE 21,00


Venerdì 12 maggio 2017 a Palazzo regionale alle ore 21.00 avrà luogo una serata informativa con Enzo Favoino, tecnico e ricercatore presso la scuola agraria del Parco di Monza e responsabile del Comitato scientifico Zero Waste Europe e Maurizio Bertinelli, membro del Coordinamento nazionale Rifiuti zero e assessore all'Ambiente del comune di Vimercate.
La serata dal titolo “Valle d'Aosta a rifiuti zero – il Futuro è adesso” si connette alla stretta attualità e all'emergenza di una discarica in via di esaurimento. Dalla vittoria referendaria ad oggi tutte le inefficienze, i ritardi e le mancate occasioni di trasformare sagre e manifestazioni regionali in 'rifiuti zero' trovano conferma proprio in questa emergenza-discarica annunciata.
In Valle non c'è un centro del riuso (forse ne avrà uno Aosta), il percorso per la 'tariffa puntuale' è in alto mare.  In base alle norme in vigore prima di andare in discarica i rifiuti dovrebbero essere trattati, ma gli impianti previsti nel Piano  di gestione dei rifiuti in vigore, previsti entro settembre 2016 non sono ancora stati fatti.  A dicembre 2017 scade poi il contratto di gestione della discarica da parte di Valeco spa e bisogna decidere il nuovo sistema da adottare.
Valle Virtuosa è stata contattata dal nuovo assessore e al nuovo assessore sono state rappresentante tutte le  situazioni e criticità in essere. Molte scelte cruciali si possano adottare  immediatamente. E' necessario un cambio di marcia deciso.

13 aprile 2017

VALLE VIRTUOSA INTERVIENE SCELTE ADOTTATE FINO AD OGGI IN MATERIA DI GESTIONE RIFIUTI

La politica è compromesso, si sa. Non tutti però sono obbligati a sottostare a questa 'attenzione'...e noi associazioni, noi cittadini ci riteniamo immuni da questo sacro vincolo.

Così se il neo Assessore all'ambiente dichiara ai giornali che non vuole dare colpe a nessuno per lo stato d'emergenza in cui versa oggi la discarica valdostana, Valle Virtuosa, al contrario, non ha nessun timore a puntare il dito e a ribadire ciò che non è per nulla una novità ma che andiamo dicendo da tempo: dopo 30 anni di cattiva gestione e in particolare dopo il referendum del 2012 contro il pirogassificatore, si è fatto poco, male e con tempi volutamente al "rallenty" per arrivare ad avere una gatta da pelare come quella che ci si presenta oggi, la discarica di Brissogne arrivata al capolinea e che vedrà la sua fine entro il 2018.

No, non è una novità, non è la prima volta che sentiamo dare l'allarme sul fine vita della montagna di rifiuti alle porte di Aosta. E non è nemmeno una novità, per noi, mettere in evidenza le responsabilità accertate e denunciare l'immobilismo di un governo regionale che dal 2010 ad oggi (senza contare gli anni precedenti fino a risalire al 1987) non ha voluto approfittare e copiare le buone pratiche delle realtà virtuose e vicine per trovare una rapida soluzione.

Mai siamo stati zitti e a maggior ragione è nostro dovere ribadirlo oggi, e denunciare lo stato della discarica di questi ultimi 30 anni, assieme alla complice lentezza della gestione regionale dei rifiuti, che ci presenta questo conto finale, un conto salato e disastroso che potevamo scongiurare ancora per diversi anni.

E come potevamo evitare il precipitoso fine vita della discarica di Brissogne? La risposta è semplice e l'abbiamo urlata in tutti questi anni fino alla nausea, senza alcun ascolto.

Abbiamo chiesto una immediata adozione della strategia Rifiuti Zero in Valle ed una politica seria per la riduzione della produzione dei rifiuti. Poco, pochissimo è stato fatto e quel poco pure in ritardo.

Abbiamo perso del tempo preziosissimo nel non adottare le buone pratiche del percorso verso Rifiuti Zero; sono stati spesi milioni e milioni di euro dei contribuenti in investimenti sbagliati come i cassonetti seminterrati stradali per la raccolta differenziata dei rifiuti (5 milioni di euro circa) o come i lavori di riprofilatura che promettevano invano un allungamento significativo della vita della discarica (1milione e 600.000 euro negli ultimi 3 anni e una previsione di un altro milione e 800.000 euro per il 2017).

E intanto in quella montagna della vergogna abbiamo trovato di tutto, recentemente anche ciò che non ci doveva finire: copertoni, cassonetti dei rifiuti, fusti provenienti dalla Cogne contenenti rifiuti industriali.

E si continuano a conferire rifiuti non stabilizzati, materiali che non si dovrebbero nemmeno trovare in quel grande cumulo poiché il 70% dei rifiuti finiti in discarica dovrebbero essere destinati al riciclo attraverso la raccolta differenziata.

No, non c'è stata la buona volontà, da parte di chi poteva, di rivoluzionare la gestione dopo la vittoria del referendum, esattamente come avevamo richiesto e da subito!

E ancora oggi ci troviamo a ripetere le stesse identiche cose...

Pensate per esempio che durante la bataille des Reines di  domenica scorsa qualcuno abbia monitorato la raccolta differenziata come si dovrebbe? 

O nelle sagre e manifestazioni di tutto l'anno?

Che si sia diffusa in tutta la Valle la raccolta della frazione organica in tempi accettabili?

Che l'adozione del porta a porta abbia ripagato i cittadini virtuosi con la tariffa puntuale? No, siamo ancora lontani e i Valdostani pagano tasse sempre più care nonostante le sfilate di esperti che spesso abbiamo invitato in Valle.

Le colpe ci sono e ci sono anche i colpevoli. Con nomi e cognomi che tutti conoscono.

Leggendo il giornale di sabato non ci siamo stupiti del grave stato della discarica, perché lo abbiamo sempre denunciato ed era inevitabile qualcosa di diverso dopo anni di inefficienze.

Averlo gridato prima e dopo il referendum, per così tanto tempo, non è servito a scongiurarne la fine, esattamente come in una cronaca di una morte annunciata.

L'associazione Valle Virtuosa


12 aprile 2017

DECALOGO PER UNA BUONA GESTIONE DEL VERDE URBANO

Il decalogo della buona gestione del verde urbano
1.      Diffondere una cultura di rispetto degli alberi, anche con eventi e materiali informativi.
2.      Favorire la presenza del verde nelle città, nelle scuole e ovunque possibile.
3.      Prestare grande attenzione alla gestione del verde e alla potatura degli alberi, da realizzarsi come manutenzione straordinaria, su singoli alberi, fuori dai periodi di nidificazione degli uccelli e con motivazioni valide e dimostrate.
4.      Utilizzare professionalità esperte e competenti nella progettazione e gestione del verde urbano, con formazione continua e aggiornamenti.
5.      Tutelare, conservare, gestire e valorizzare la biodiversità urbana, in particolare proteggendo le oasi urbane.
6.      Integrare la rete ecologica locale nella pianificazione urbanistica.
7.      Individuare nuove tipologie di verde urbano per funzioni ecologiche protettive, tra cui il contrasto dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorologici estremi.
8.      Incentivare le funzioni educative e sociali del verde urbano.
9.      Promuovere la diffusione dei birdgarden quali strumento di conoscenza della natura e bellezza delle città.
10.   Approvare e applicare (le amministrazioni) un regolamento urbano del verde. Chiedere (i cittadini) alla propria amministrazione di farlo.

15 febbraio 2017

GESTIONE RIFIUTI: ANCORA UNA VOLTA UNA RIUNIONE DELL'OCR COMUNE DI AOSTA SENZA METTERE ALL'ODG IL PASSAGGIO DA TASSA A TARIFFA

IGIENE URBANA COMUNE DI AOSTA: OSSERVAZIONI E CRITICITA’
RIUNIONE OSSERVATORIO COMUNALE RIFIUTI
COMUNE DI AOSTA
Il contratto di igiene urbana di Aosta, che comprende la raccolta rifiuti e lo spazzamento delle strade comunali, andrà in scadenza nel mese di Agosto 2019. Il costo annuo, a totale carico dei cittadini, è superiore a 6,5 milioni di euro e ogni nucleo familiare spende circa 300 euro annui. A tale dato occorre aggiungere l’importo di circa 60 euro per chi abita in condominio, per garantire l’esposizione dei cassonetti sulla strada pubblica negli orari previsti. In altre regioni/comuni gli stessi gestori del servizio provvedono ad accedere all’interno dei spazi e cortili condominiali, con un risparmio per gli utenti. Il Comune di Aosta, in data 30 giugno 2016 adottando la delibera di giunta n. 83/2016, ha ritenuto di affidare a un professionista esterno il ruolo di “direttore di esecuzione del contratto d’igiene urbana” per effettuare i controlli periodici all’impresa, con una spesa annua aggiuntiva di 90 mila euro, a totale carico dei cittadini. La TARI (tassa rifiuti) applicata dal Comune di Aosta risulta la più elevata rispetto a tutti gli altri comuni valdostani, mediamente oltre 70 euro in più rispetto alle famiglie che abitano in altri centri. Il Codacons VdA è intervenuto pubblicamente, esprimendo parere negativo in merito alla nomina di un professionista esterno, e ha richiesto di limitare la durata e gli importi della consulenza esterna, utilizzando al meglio le risorse umane interne per le attività di controllo e informative.
Le criticità rilevate dal Codacons VdA:
  • A 20 mesi dall’attivazione della raccolta dell’organico, non risultano ancora disponibili le modalità e il cronoprogramma per l'attivazione della tariffazione puntuale e non risulta predisposto un sistema sanzionatorio efficace per far pagare di più chi non differenzia correttamente.
  • Il personale comunale in servizio nel settore Ambiente non ha mai acquisito la qualifica di “ispettore ambientale” e, pertanto, al 31/12/2016, non sono state emesse sanzioni.
  • Riduzione dei rifiuti indifferenziati prodotti: occorre individuare un percorso per arrivare a produrre meno di 100 kg pro-capite annui. La sensibilizzazione può passare anche pubblicando mensilmente i dati dell'andamento pro-capite con suddivisione dell’andamento nei vari quartieri o zone, anche coinvolgendo cittadini e associazioni operanti nel settore ambientale in modo continuativo in merito ai controlli periodici operati sul soggetto gestore. Non si conosce e non risulta pubblicato il piano annuale dei controlli effettuati sul soggetto gestore e neppure l’elenco delle operazioni poste in essere dal gestore dei servizi, nonché i relativi dati statistici. Si invita a pubblicare i dati del servizio, nonché i verbali delle riunioni dell’osservatorio comunale, sul sito web.
  • Adottare una delibera formale “verso rifiuti zero” già fatta propria da molti comuni “virtuosi”.
  • Predisporre e pubblicare sul sito web un facsimile di decalogo di facile lettura ad uso degli amministratori condominiali da distribuire nel corso delle assemblee condominiale.
  • Mancano informazioni in merito al risparmio di spesa per il cittadino ottenuto con l’installazione dei PTR (Punti tecnologici di raccolta) nella zona centrale e, da ultimo, estesi in alcune zone limitrofe.
  • Mancano informazioni sulle economie di spesa ottenute a seguito dell’interruzione dello spazzamento delle strade nei periodo invernale e indicazioni se in caso di servizio sospeso questi vada comunque pagato all’impresa. Il lavoro non svolto nel periodo invernale, potrebbe essere intensificato nel periodo primaverile.
  • Mancano informazioni in merito alla possibile diminuzione nel periodo invernale dei turni dedicati al lavaggio dei cassonetti.
  • Mancano informazioni in merito al risparmio di spesa derivante dalla diminuzione dei prelievi dell’organico nei turni settimanali (da tre a due volte oppure ad una volta - nel periodo invernale).
  • Occorre valutare possibili risparmi nella gestione tecnico-operativa dei centri comunali di conferimento anche attivando convenzioni con il terzo settore e il mondo delle cooperative sociali.
  • Chiarimenti in merito ai costi (organico) e agli introiti della parte differenziata (multimateriale, vetro, carta, cartone, ecc.).
  • Si rileva che ancora troppe persone ad Aosta non separano in modo corretto i materiali. Occorre predisporre dopo la fase degli ammonimenti (cartelli verdi, gialli e rossi in base alle capacità di differenziare dei singoli condomini affissi nei cassonetti) azioni più mirate, anche con il coinvolgimento della polizia locale.
Si allega per un confronto la tariffa Tari del comprensorio gestito da Contarina Spa – Regione Veneto (allegato n. 1) e una tabella con le percentuali di raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale (allegato n.2)

Aosta, 16 febbraio 2017

RESE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA E COSTI/ABITANTE DI RACCOLTA E SMALTIMENTO
DI TUTTI I COMUNI DELL’EMILIA ROMAGNA CON SISTEMA SI RACCOLTA STRADALE,
STRADALE CON CALOTTA, PORTA A PORTA E PORTA A PORTA CON TARIFFA PUNTUALE
(ANNO 2015 DATI ARPA E DATI DEL PEF.) Allegato n. 2


14 gennaio 2017

TOSCANA: NUOVE PROPOSTE IN DISCUSSIONE

M5S in Toscana presenta una proposta di legge per migliorare la raccolta dei rifiuti.

https://www.consiglio.regione.toscana.it/…/…/2016/pdl140.pdf

Punti salienti:Art. 2 Obiettivi

1. La Regione persegue l’obiettivo specifico di minimizzare i rifiuti urbani oggetto di smaltimento, fino a raggiungere un quantitativo annuo procapite inferiore a 150 chilogrammi per abitante/anno entro il 2025 e 81 chilogrammi per abitante/anno entro il 2030.
2. La Regione pone come obiettivi minimi da perseguire entro il 2020:
- Ridurre la produzione procapite annua dei rifiuti urbani di almeno il 20% rispetto a quella prodotta nel 2015;
- Raggiungere almeno il 75% di rifiuti raccolti in modo differenziato;
- Raggiungere il 70% di riciclaggio, per singoli flussi di materia, su base regionale;
3. La Regione, al fine di raggiungere gli obiettivi di cui al comma 1 e 2, si impegna nelle seguenti azioni:
- Incentiva, con meccanismi premiali, i Comuni che ottengono i migliori risultati di riduzione dei rifiuti urbani ed in particolare la minimizzazione della produzione procapite di rifiuto urbano non inviato a riciclaggio;
- Favorisce e sostiene gli interventi, i progetti e le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti urbani, le buone pratiche, quali il compostaggio domestico e di prossimità, la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare di tipo “porta a porta”, o sistemi equipollenti, quali strumenti per la riduzione della produzione di rifiuti urbani e di sostegno al miglioramento della qualità della raccolta differenziata;
- Favorisce i progetti e le azioni di riduzione dello spreco alimentare a partire dalla fase di produzione e commercializzazione del prodotto, anche supportando la redazione di linee guida per le imprese, le associazioni e gli enti locali.
- Promuove, attraverso il Forum permanente per l’economia circolare, la ricerca sul rifiuto residuale al fine di modificare a monte sia la produzione dei beni non riciclabili, sia le modalità di gestione carenti di risultato;
- Favorisce i progetti di riuso dei beni a fine vita;
- Applica la tariffazione puntuale;
- Promuove lo sviluppo dell’impiantistica collegata al riuso e al riciclaggio sia per le frazioni
differenziate sia per il rifiuto residuale;
- Promuove lo sviluppo di centri di raccolta in sinergia ai centri per il riuso.
[...]

Art. 13

Politiche regionali per la riduzione della produzione dei rifiuti speciali
1. La Regione promuove e sostiene, anche finanziariamente, progetti volti alla riduzione della produzione dei rifiuti speciali sul territorio regionale, ai sensi dell’articolo 3 comma 2. La Regione attraverso l’indizione di un bando pubblico, prevede forme di finanziamento di progetti finalizzati alla riduzione, riuso e recupero degli scarti del processo produttivo.
2. Alle imprese che partecipano al bando ed ottengono il finanziamento per progetti industriali volti alla riduzione, riuso e recupero degli scarti del processo produttivo, è attribuito uno specifico attestato regionale, denominato “Toscana Rifiuti Zero”.
Art. 14
Divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili, riciclabili e non trattati 1. Le operazioni di smaltimento dei rifiuti devono essere effettuate in modo da non arrecare danni alla collettività e all’ambiente, alle acque, al suolo, all’aria, alla flora e alla fauna, evitando, in particolare, rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini. […]
3. I rifiuti urbani residui potranno essere smaltiti solo in impianti in cui è stato costituito un centro di ricerca finalizzato ad effettuare analisi merceologiche così come previsto all’art. 9 comma 8 della presente legge.