9 agosto 2017

CVA SPA - DATI FINANZIARI E PIANO INDUSTRIALE ANCORA RISERVATI

CVA ( Compagnia Valdostana delle Acque) ha depositato in data 7 agosto 2017 presso Finaosta il Piano Industriale 2018-2020 e il Piano Strategico.

Sul proprio sito web http://www.cvaspa.it/cva/dati_finanziari/bilanci ad oggi non risulta ancora pubblicato il bilancio 2016 nonostante lo stesso sia gia stato approvato a luglio 2017.
La presentazione di tali documenti era stata richiesta da apposite mozione approvate in Consiglio Regionale nelle sedute del 21 giugno 2017 e 14 luglio 2017.
I documenti per il momento ancora riservati sono rivolti all'azionista e agli organi competenti alla vigilanza.
E' auspicabile che questi documenti una volta esaminati dagli organi competenti vengano messi a disposizione di tutti i cittadini interessati.


7 agosto 2017

VADEMECUM VACCINI - ISTRUZIONI PRATICHE


0 - VADEMECUM ISTRUZIONI VACCINAZIONI

1 - SONO LA MAMMA/IL PAPA’ DI........

2- IL BAMBINO HA AVUTO LE SEGUENTI MALATTIE............
3- IL BAMBINO HA RICEVUTO I SEGUENTI VACCINI..........
4- RIFERITE AL MEDICO QUALSIASI MALATTIA, DISTURBO PREGRESSO o IN ATTO, ALLERGIE ANCHE DI PAPA’ E MAMMA. ALTRE PATOLOGIE FAMIGLIARI.
Poi
4- ESIGETE CHE IL MEDICO NON VACCINI VOSTRO FIGLIO PER MALATTIE CHE HA GIÀ' AVUTO
(se dice che una vaccinazione in più non fa male, chiedete su quale libro è scritto). Chiedete vaccini monodose.
5 - CHIEDETE CHE IL MEDICO VERIFICHI SE IL BAMBINO ABBIA GIÀ' UNA IMMUNITÀ INNATA PER LA MALATTIA PER LA QUALE DEVE ESSERE VACCINATO.
6- CHIEDETE IL NOME DI CHI VACCINERÀ VOSTRO FIGLIO E A QUALE ORDINE PROFESSIONALE MEDICO È ISCRITTO
(Se ci saranno effetti collaterali, il nome del vaccinatore deve essere conosciuto e il medico al quale ci si rivolge deve obbligatoriamente certificare il fatto e compilare il modulo per l'AIFA)
7- CHIEDETE DI ESSERE INFORMATO SUL VACCINO CHE IL MEDICO SOMMINISTRERÀ’ PER DARE IL VOSTRO CONSENSO. IL MEDICO DEVE LEGGERVI TUTTO IL BUGIARDINO CON PARTICOLARE ATTENZIONE AGLI EFFETTI COLLATERALI.
(fate domande se non capite)
8- QUANDO IL MEDICO PARLA DI EFFETTI COLLATERALI, CHIEDETE SE TUTTO CIO' PUÒ' CAPITARE A VOSTRO FIGLIO. CHIEDETE QUALI GARANZIE VI DA’ CHE VOSTRO FIGLIO NON SUBIRÀ’ QUEGLI EFFETTI
(se il medico si spazientisce chiedete di chiamare il direttore sanitario o il responsabile del centro in cui si sta svolgendo il fatto)
10- CHIEDETE CHE IL MEDICO VERIFICHI CHE IL BAMBINO NON SIA ALLERGICO AD UNO O PIÙ' COMPONENTI DEI VACCINI COME, TRA GLI ALTRI, ALLUMINIO E POLISORBATO.
(il medico deve rilasciare un certificato debitamente firmato in cui dichiari che vostro figlio non è allergico. La cosa non è possibile senza specifici esami sul sangue, ottenibili in non meno di una settimana)
11- INFORMATE IL MEDICO CHE AVETE DOCUMENTATO CON UN FILMATO LE CAPACITÀ DI VOSTRO FIGLIO PRIMA DELLA VACCINAZIONE E CHE, SE SI VERIFICANO EFFETTI COLLATERALI IMPUTABILI AL VACCINO, IL MEDICO NE DOVRÀ RISPONDERNE PERSONALMENTE.
12- SE SI ARRIVA A VACCINARE, CHIEDETE CHE LA PRIMA GOCCIA DEL VACCINO VENGA BUTTATA PERCHÉ' SPESSO CONTIENE I RESIDUI DI USURA DELLA LAVORAZIONE MECCANICA DELL' AGO.
13- CHIEDETE CHE VI VENGA CONSEGNATA LA SIRINGA E LA SCATOLA CON IL NUMERO DEL LOTTO E IL BUGIARDINO.

17 luglio 2017

CVA VERSO LA QUOTAZIONE IN BORSA?

Cva verso la quotazione in Borsa?

Nel consiglio regionale di metà luglio 2017 è stata approvata una risoluzione di indirizzo con 33 sì e il no del M5S, in merito alla possibile quotazione in Borsa di Cva (Compagnia Valdostana delle Acque).  Il testo chiede a Cva che i documenti necessari all'eventuale quotazione siano predisposti secondo le "best practices" di mercato senza scadenze. 



La risoluzione chiede anche che il Consiglio possa esaminare attentamente i risultati del Piano strategico e industriale di Cva e possa effettuare tutti gli approfondimenti sia in merito alla percentuale di azioni da immettere sul mercato sia in relazione alla migliore qualità di impiego delle entrate Conseguenti alla vendita delle azioni.



Il documento chiede infine che il governo regionale  di valutare  la nomina di un advisor (consulente) che possa fornire adeguato supporto all'azionista nella valutazione dell'operazione.


---

L’Assemblea degli azionisti di CVA (Compagnia Valdostana delle Acque – Compagnie Valdôtaine des Eaux S.p.A.) - società capofila dell’omonimo gruppo operante nel settore della produzione, distribuzione e vendita di energia (a mercato libero e a mercato di maggior tutela) ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2016 e il consolidato del Gruppo industriale cui questa fa capo, redatti secondo i Principi Contabili Internazionali (IFRS).

Al 31 dicembre 2016 il perimetro di consolidamento del Gruppo risulta variato, rispetto all’esercizio precedente, a seguito dell’acquisizione totalitaria della società Laterza Aria Wind titolare degli impianti eolici di Lamacarvotta e Lamia Di Clemente. A livello consolidato, il Gruppo CVA al 31 dicembre 2016 ha registrato ricavi netti pari a 1,04 miliardi di Euro, rispetto ai 1,1 miliardi di Euro registrati al 31 dicembre 2015. «Questo leggero calo - si legge in una nota diffuda dall'azienda - è conseguenza dei minori volumi di energia prodotti (440 GWh prodotti in meno da CVA nel 2016 rispetto al 2015 – dato in linea con la flessione rilevata a livello nazionale) e della riduzione dei prezzi medi di cessione dell’energia, quest’ultima parzialmente mitigata dal rialzo dei prezzi all’ingrosso registrato nel quarto trimestre 2016 in conseguenza dell’arresto imprevisto di numerose centrali nucleari in Francia, della persistente scarsità della risorsa idrica su tutto l’arco alpino europeo e dell’ondata di freddo registrata nell’Europa centrale».

Data la struttura dei costi del Gruppo, caratterizzata dall’alta intensità di capitale e dalla predominanza dei costi fissi su quelli variabili, nel corso del 2016 CVA ha lavorato nella direzione dell’aumento dell’efficienza, con un contenimento dei costi operativi, che nell’esercizio 2016 hanno raggiunto i 921 milioni di Euro, in flessione del 6,1% rispetto ai 980.7 milioni del 2015. Ciò ha permesso di contenere la riduzione del margine operativo lordo (EBITDA), passato dai 163,9 milioni di Euro dell’esercizio 2015 ai 121,9 milioni di Euro dell’esercizio 2016 e del margine operativo netto (EBIT), che dai 118,4 milioni di Euro dell’esercizio 2015 passa a 73,9 milioni di Euro dell’esercizio 2016.



Al 31 dicembre 2016, l’utile netto consolidato è pari a 48,3 milioni di Euro, rispetto ai 79,3 milioni di Euro registrati nell’esercizio 2015.


A fine 2016 l’indebitamento finanziario netto era pari a 26,1 milioni di Euro, rispetto ai 44,5 milioni di euro a fine 2015, mentre il patrimonio netto di Gruppo era pari a 893,1 milioni al 31 dicembre 2016 (884,7 milioni a fine 2015).


«Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti – ha affermato Enrico De Girolamo, amministratore delegato di CVA – il bilancio 2016, pur riflettendo le condizioni del mercato dell’energia in generale e della produzione idroelettrica nazionale, dà evidenza di un importante recupero in termini di efficienza del Gruppo, che continua a porsi come società di riferimento per la creazione e distribuzione di valore nella regione Valle d’Aosta. Anche in termini finanziari la società ha mantenuto una struttura del capitale solida, con un patrimonio netto di quasi 900 mln di euro, che ci ha consentito di distribuire anche nel 2016 dividendi per 45 milioni di Euro, in linea con il 2015».



«Si tratta di un importante bilancio di transizione – ha proseguito Marco Cantamessa, presidente di CVA – il settore dell’energia è caratterizzato da profondi cambiamenti che, unitamente al calo dei consumi e dei prezzi di energia, pone significative sfide, che il Gruppo CVA affronterà attraverso un articolato percorso di sviluppo e di trasformazione del modello di business. Il percorso nasce dalla visione di rendere CVA un attore di riferimento nel settore per innovazione, crescita e redditività, contribuendo al contempo allo sviluppo del territorio. Pertanto il management di CVA sta definendo un Piano Strategico che punta alla crescita dimensionale e alla diversificazione dei ricavi e delle fonti di produzione di energia, con l’aumento della quota di eolico e di eventuali altre FER (Fonti Energetiche Rinnovabili). Al fine di rendere possibile questo piano di sviluppo, CVA ha avviato i primi passi di un percorso finalizzato all’accesso al mercato dei capitali, attraverso la quotazione di una quota di minoranza delle azioni nel mercato MTA di Borsa Italiana, operazione che chiaramente richiederà la valutazione e l’approvazione dall’Azionista».


«Anche sul lato della vendita – ha concluso De Girolamo - verranno offerti nuovi servizi finalizzati al risparmio energetico e al progressivo spostamento da fonti fossili al vettore elettrico (ad esempio nel campo dell’efficienza energetica e della mobilità), con positive ricadute sia ambientali che industriali sul territorio valdostano e con benefici per la comunità».


---



Per i vertici della società è stata migliorata efficienza del gruppo. I ricavi e gli utili quasi si dimezzano. Il 2016 si chiude con numeri che comunque consentono

ai vertici aziendali di dichiararsi soddisfatti. Secondo le cifre del documento contabile, il gruppo Cva al 31 dicembre 2016 ha ottenuto ricavi netti pari a 1,04 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 1,1 miliardi di euro del 2015. Il  calo  è conseguenza dei minori volumi di energia prodotti (440 GWh prodotti in meno nel 2016 rispetto al 2015, un dato in linea con la flessione rilevata a livello nazionale) e della riduzione dei prezzi medi di cessione dell'energia.


Al calo dei ricavi si accompagna anche un ridimensionamento dell'utile netto consolidato, che al 31 dicembre 2016 era sceso a 48,3 milioni di euro rispetto ai 79,3 dell'esercizio 2015. 



D'altra parte Cva ha anche ridotto l'indebitamento finanziario netto (26,1 milioni, rispetto ai 44,5 milioni di fine 2015), apportato un contenimento dei costi operativi, che nel 2016 hanno raggiunto i 921 milioni, in flessione del 6,1 per cento rispetto ai 980,7 milioni del 2015, e accresciuto il patrimonio netto (893,1 milioni rispetto agli 884,7 del 2015).



Enrico De Girolamo, amministratore delegato di Cva si ritiene soddisfatto dei risultati ottenuti. Il bilancio 2016, pur riflettendo le condizioni del mercato dell'energia in generale e della produzione idroelettrica nazionale, dà evidenza di un importante recupero in termini di efficienza del Gruppo, che continua a porsi

come società di riferimento per la creazione e distribuzione di valore nella regione Valle d'Aosta.


Il management di Cva sta definendo un Piano strategico che punta alla crescita dimensionale e alla diversificazione dei ricavi e delle fonti di produzione di energia, con l'aumento della quota di eolico e di eventuali altre fonti energetiche

rinnovabili. Per rendere possibile questo piano, Cva ha avviato i primi passi di un percorso finalizzato all'accesso al mercato dei capitali, attraverso la quotazione di una quota di minoranza delle azioni nel mercato Mta di Borsa Italiana.


Un'operazione che chiaramente richiederà la valutazione e l'approvazione dall'azionista, cioè della Regione.

16 luglio 2017

VACCINI: IL VENETO PRESENTA RICORSO ALLA CONSULTA SUL DL 73/2017

15 Luglio 2017

Il Veneto, che cercherà nelle urne del referendum del 22 ottobre la legittimazione a una maggiore autonomia da Roma, comincia intanto un braccio di ferro con il Governo sulla sanità, presentando ricorso alla Consulta contro il decreto legge 73 che impone l'obbligatorietà vaccinale.

Il governatore leghista Luca Zaia l'aveva promesso all'indomani del varo del provvedimento, e ha mantenuto l'impegno, facendo notificare oggi ai giudici della Corte Costituzionale l'appello contro la nuova norma. "Quello che rifiutiamo - ha detto - è un intervento statale che impone un obbligo collettivo di ben dodici vaccinazioni, una coercizione attuata per di più con decreto d'urgenza, senza precedenti storici a livello internazionale, nemmeno in periodi bellici, che renderà l'Italia il Paese con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie in Europa".

Un mese fa, quando il Veneto - unica tra le Regioni italiane - contestò apertamente l'emanazione del decreto, ricevette la risposta netta del ministro della sanità Beatrice Lorenzin, la quale, invitando Zaia a ripensarci, osservò che proprio la Regione del governatore della Lega "non sta messa bene, ha avuto negli anni un calo di vaccinazioni e immunizzazioni molto forte e di cui l'Iss ha presentato un rapporto".

C'era stato un leggero miglioramento, ammetteva Lorenzin, aggiungendo tuttavia che si trattava di percentuali "sempre molto al di sotto dei dati che noi riteniamo, e che l'Oms ritiene congrui". Proprio sulla indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, invece, il Veneto avanza distinguo: "Noi non contestiamo certo la validità dei programmi di vaccinazione - ha scandito Zaia - Lo testimonia la nostra legislazione regionale, improntata sulla opportunità di effettuare i vaccini e lo dimostrano gli elevati livelli di copertura raggiunti".
Però si nega l'esistenza del presupposto di necessità e urgenza su cui basa il decreto legge, "perché l'Oms - spiega Zaia - non ha mai raccomandato il raggiungimento della soglia di copertura vaccinale del 95% per garantire l'immunità di gregge"; la soglia del 95% viene considerata come "ottimale", ma non "critica" dalle istituzioni sanitarie per alcune malattie (e non per tutte), e per questo la Regione, con i livelli di copertura raggiunti dal proprio modello, non presenta "una situazione epidemica di emergenza".

Nel decreto 73, il Veneto contesta poi la violazione del diritto alla salute (articolo 32 della Costituzione), riguardo al principio di autodeterminazione nelle scelte sanitarie, e il fatto che si contraddica il principio di precauzione, introducendo "una sorta di grottesca 'sperimentazione di massa obbligatoria', senza un adeguato consenso informato, senza il sostegno di un preventivo sistema di farmacovigilanza e senza una supervisione bioetica". La Regione Veneto annuncia peraltro che proporrà ricorso non solo sul decreto originario ma anche sulla legge definitiva, che dovrebbe ridurre a dieci i vaccini obbligatori, in emanazione.

15 giugno 2017

CVA: NON E PIU' OBBLIGATORIA LA QUOTAZIONE IN BORSA: IL DECRETO MADIA E STATO MODIFICATO


Il consiglio dei ministri n° 33 del 9 giugno 2017, ha modificato il decreto Madia sulle società a partecipazione pubblica. In particolare “sono ammesse le partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili” e, in ogni caso “l’esclusione, totale o parziale, di singole società dall’ambito di applicazione della disciplina può essere disposta con provvedimento motivato del Presidente della Regione”. *

Questo significa che, a differenza di quanto detto finora, la quotazione di CVA in borsa non è né obbligatoria, né urgente.

Chiediamo pertanto che alla luce di queste correzioni, la giunta regionale sospenda momentaneamente il processo di quotazione della Società Valdostana Acque e che si proceda ad un nuovo confronto, che coinvolga tutti i cittadini Valdostani.

----

I consiglieri comunali dei gruppi GM Minoranza e Altra VdA la pregano di iscrivere nell'Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno avente per oggetto:

TORBIDE, SCOTTANTI, AMARISSIME ACQUE
Parte della storia della Valle d’Aosta, e sicuramente quella della sua autonomia, si identifica anche con i ripetuti tentativi, a volte coronati da successo, più spesso vanificati, di riappropriazione delle acque e del loro sfruttamento da parte della sua popolazione;
questa battaglia, condotta prima per l’uso agricolo delle acque, in seguito per il loro potenziale idroelettrico, forse più di ogni altra caratterizza e incarna allora lo spirito autonomistico dei Valdostani nei secoli; 

detto spirito era – e per alcuni versi rimane – spiccatamente comunale, tanto forte era l’identificazione delle varie comunità con il “loro” corso d’acqua;
la “questione delle acque”, nella sua accezione idroelettrica, giocò tra l’altro un ruolo fondamentale nelle vicende – in parte ancora sconosciute – che portarono al tentativo di annessione alla Francia della Valle d’Aosta, le cui conseguenze ancor oggi sono facilmente identificabili;
appunto lo Stato, sia esso quello sabaudo, fascista o apparentemente democratico, si è sempre tenacemente opposto a questa rivendicazione, favorendo tra l’altro in modo quasi sempre sfacciato grandi gruppi commerciali, fossero essi privati o di proprietà pubblica;
la R.A.V.A., con un’operazione i cui significati simbolici vanno ben al di là del suo valore meramente economico, è diventata proprietaria della stragrande maggioranza degli impianti di produzione di energia idroelettrica valdostani;
purtroppo, simile risultato è stato parzialmente inquinato da una gestione discutibile del cespite sì acquisito, al punto da far sorgere pesanti sospetti sulla scelta dei fornitori della società pubblica (C.V.A.) allo sfruttamento delle acque costituita;
ulteriori storture ne hanno rallentato o ostacolato il buon funzionamento, segnatamente l’uso che ne è stato fatto quale “pronta cassa” cui attingere per coprire le ingenti perdite da altre, ancora peggiori gestioni di cespiti pubbliche generate ;
simili perversioni dello spirito originario della costituzione della società indicata, essa stessa come detto potente simbolo di autonomia e di speranza, non possono cancellarne né l’importanza né l’essenza, da ritenersi condivisa tra tutti i comuni della Valle, ma richiedono invece una gestione professionale e orientata allo sviluppo futuro;
con però legge Regionale n° 24/2016 (legge di stabilità per il triennio 2017-2019) all'art.27, si autorizza la Regione ad adottare ogni atto necessario per la quotazione in borsa della Società controllata Compagnia Valdostana delle Acque (CVA S.p.A);
detti “atti necessari” sono stati finora compiuti nella più totale opacità, in violento spregio all’importanza comune della società indicata;
sulla loro stessa “necessità” pendono non pochi dubbi – anch’essi accuratamente taciuti tanto nel discorso pubblico quanto in quello mediatico–, nonché la previsione di una modifica dei decreti che avrebbero imposto la quotazione anche parziale in Borsa a pena di condurla all’alienazione totale e forzata;
in particolare, con le “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, recante “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica” (decreto legislativo – esame definitivo)”, approvate dal Consiglio dei Ministri del 9 giugno u.s., viene previsto che “l’attività di autoproduzione di beni e servizi possa essere strumentale agli enti pubblici partecipanti o allo svolgimento delle loro funzioni; che sono ammesse le partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili e che le università possono costituire società per la gestione di aziende agricole con funzioni didattiche; che, nel caso di partecipazioni regionali o delle province autonome di Trento e Bolzano, l’esclusione, totale o parziale, di singole società dall’ambito di applicazione della disciplina può essere disposta con provvedimento motivato del Presidente della Regione o dei Presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano, adottato in ragione di precise finalità pubbliche nel rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità. Inoltre, viene espressamente previsto che il provvedimento di esclusione sia trasmesso alla competente Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, alla struttura di monitoraggio del Ministero dell’economia e delle finanze”;
in queste condizioni, apparirebbe doverosa come minimo una moratoria nelle operazioni di quotazione e, in ogni caso, a un tempo un’informazione nettamente più completa e una presa di posizione di ognuno dei soggetti coinvolti, perlomeno di quelli istituzionalmente e storicamente titolati a farlo, i Comuni;
Aosta nulla ancora ha espresso in proposito.
Si impegna
Il Consiglio comunale di Aosta a richiedere all’Amministrazione regionale piena e totale documentazione sul processo di quotazione della Società controllata C.V.A. s.p.a., con il pressante invito a esplorare ogni strada che permetterebbe di evitarne l’alienazione anche parziale e in ogni caso la raccomandazione a operare nella vicenda in completa e assoluta trasparenza.
Etienne Andrione, Carola Carpinello

11 giugno 2017

VACCINI SI, MA ALLE CONDIZIONI CORRETTE.....

Le istituzioni e le ASL non stanno affrontando il problema dei vaccini ma stanno eseguendo disposizioni superiori. 


Vaccini si ma alle condizioni corrette...

Non c'è, ad oggi,  una spiegazione certa di quelli che sono gli effetti e i benefici. 

Le informazioni che arrivano dalle ASL, o dal pediatra di libera, scelta sono informazioni che sono francamente molto sommarie, unilaterali. 

Si racconta quanto è bello vaccinare, quanto sia importante vaccinare, quanto sia utile vaccinare.  E non si danno mai spiegazioni a quelle che sono tutte le reazioni avverse. 

Parlare dei danneggiati da vaccini. (fratelli Tremante a Verona)

Ci sono sentenze di tribunali che ribadiscono che il nesso di casualità c'è.

E dire che non c'è un nesso di casualità perché non si è riscontrato, non vuol dire che il nesso di causalità non ci sia, perché tanto è da chiarire sulla questione dei vaccini.

Quali sono gli studi che ci confermano  che la somministrazione delle vaccinazioni anti influenzale, in questo caso, hanno poi un riscontro rispetto ai soggetti ultra sessantenni che fanno questo genere di pratica.

Quanto è efficace a ridurre gli effetti avversi dell'influenza nei soggetti ultra sessantacinquenni?

"le immunità di gregge" sono una bufala...

Perché queste sono informazioni che mancano, completamente o vengono date in maniera molto generica.

le esperienze personali ci sono e molte delle reazioni avverse che vengono attribuite alla somministrazione di vaccini nei bambini o negli anziani, molto spesso non vengono segnalate nel sistema di farmaco vigilanza  e questo è un problema.  

Il sistema di farmaco vigilanza non funziona bene per i vaccini.

Molte delle segnalazioni, quando il bambino viene portato dal pediatra, o quando l'anziano viene portato dal suo medico curante, gli viene detto che è stato fatto il vaccino qualche giorno prima, una settimana prima,  o qualche ora prima, e non avviene alcuna segnalazione perché non è soltanto un problema di arrossamento della cute o qualche linea di febbre, spesso le reazioni sono superiori...

Mi è capitato di lavorare in delle strutture per anziani dove ovviamente tutti erano sopra 65 anni e tutti venivano vaccinati per l'influenza, e problemi di reazione successive si sono verificati,  e non non sono stati segnalati dal medico competente, perché il sistema non funziona.

E perché l'AIFA ha tardato tanto a sospendere e a ritirare i lotti per fare le dovute analisi sui campioni?  

Bisogna valutare attentamente se c'è il nesso di casualità. E' quello il determinante. 
Le sostanze all'interno dei vaccini sono numerose  e una valutazione attenta di quello che succede è importante per questo Paese, anche perché le mamme che portano a vaccinare un bambino di 3 mesi vogliono avere la certezza che quello che stanno facendo sul proprio bambino è una cosa che non gli nuocerà in futuro o nel presente.

Su questa cosa c'è tanto allarme in questo Paese perché ci sono delle carenze informative e delle spiegazioni poco chiare sia dalle CASE FARMACEUTICHE sia dall'AIFA, sia dal governo, sia dalle ASL.  

Tutti i farmaci possono causare delle reazioni avverse e se ci sono dei dubbi su alcuni tipi di vaccini, per esempio l'esavalente, che è stato ritirato più volte, e anche in numerosi Paesi europei,  se non mondiali, piuttosto che mettere a repentaglio la salute dei nostri cittadini si fa una riflessione più attenta... quindi non è solo una questione commerciale o farmaceutica. 

http://gabriellafilippone.blogspot.it/2017/06/il-sistema-di-farmaco-vigilanza-non.html

3 giugno 2017

CVA VERSO LO QUOTAZIONE IN BORSA? IL 6 E 7 GIUGNO SE NE PARLERA IN CONSIGLIO REGIONALE

Sono ancora tante le domande in merito all'iter di quotazione in Borsa di Cva spa.

Eccone alcune:

perché non si è deciso subito di nominare tramite procedura pubblica un Advisor per la quotazione in borsa prima di procedere alla selezione delle banche del consorzio di collocamento.

in assenza dell'Advisor, chi ha scritto i contenuti relativi alle lettere d'invito a manifestare interesse per il ruolo di Global Coordinator, Joint Brookrunner e Sponsor dell'Ipo.

in assenza dell'Advisor, chi ha letto studiato e classificato le risposte di tutte le banche invitate alla gara o alla manifestazione d'interesse; 

i criteri per dare tali  mandati come i ruoli alle banche del consorzio di collocamento di norma sono Equity Story, League Table ed offerta economica. 

In mancanza di un Advisor, da chi è costituito il team le cui professionalità hanno consentito di valutare tutte le risposte e dare il mandato alle banche del consorzio di collocamento.

Si chiede di conoscere se la Giunta Regionale sia a conoscenza di quanto accaduto e quali intendimenti intenda assumere al riguardo.  

---

Nel 2000, per comperare 26 centrali idroelettriche dell'ENEL la Regione Valle d'Aosta ha impegnato circa 800 miliardi di lire (le ultime rate del mutuo pari a 23 milioni di euro scadranno nel 2021).

Ciascun valdostano ha contribuito all'acquisto delle centrali idroelettriche mediamente con circa 3000 Euro. Dal momento che CVA spa è una societa privata interamente controllata dalla Regione attraverso Finaosta spa. 

In ultimo anche tutti i cittadini valdostani sono i veri azionisti di Cva spa.

Come può pensare la Regione (che controlla Finaosta) di fare cassa vendendo una società senza una previa consultazione dei cittadini valdostani.


I nostri governanti si comportano come se le risorse della Valle d'Aosta fossero a loro completa ed esclusiva disposizione,  ma non è cosi.

Perchè si intende vendere quota parte della società ad altre aziende, attraverso il mercato 

La Compagnia Valdostana delle Acque deve restare totalmente pubblica e totalmente valdostana.

Se la venderanno perchè non chiedere a chi ci governa di restituirci, con gli interessi, i nostri soldi.



2 giugno 2017

VACCINI SI. VACCINI NO...

VACCINI SÌ VACCINI NO!
Con un provvedimento coercitivo, autoritario, illegale da un punto di vista Costituzionale, il governo, impone per decreto l’obbligatorietà di vaccinare i bambini/e. Come? Minacciando l’esclusione dalla scuola dell’infanzia e dai nidi i non vaccinati; il ritiro della patria podestà ai genitori che non adempiono all’imposizione e multe salatissime.
Sono convinto che tutti, chi vaccina e chi no, riconoscano i meriti enormi della medicina convenzionale e i progressi effettuati con questa, almeno nel mondo occidentale. Ma perché obbligare con questi modi? Come mai si crea artificiosamente un allarme ingiustificato? Siamo forse di fronte ad epidemie? Infezioni diffuse? No! Perché allora impedire la libertà sancita dalla Costituzione di curarsi come uno crede? Cosa si vuole nascondere? Da che cosa vogliono distogliere la nostra attenzione? Dalle aspettative di vita che stanno diminuendo con la privatizzazione della sanità che di fatto impedisce l’accesso alle cure per le persone che non hanno i soldi per pagarsele? Come mai l’Ordine dei medici schierato pro vaccini non apre bocca su questo? Come mai non denuncia il regresso di cure e i tempi infiniti per le visite nelle strutture pubbliche?
Sono convinto che nessuno è contro le vaccinazioni tout- court. Perché allora voler far apparire per antiscientifici e oscurantisti quelli che non vogliono vaccinare i bambini? Come mai nessuno indaga sul livello culturale di questi genitori facendoli passare per ignoranti sprovveduti? Perché non si prevedono esami preventivi per indagare il funzionamento del sistema immunitario? L’Ordine dei medici come mai non ci spiega il fatto che persone colpite dallo stesso male e curate allo stessa modo, alcune muoiono e altre invece guariscono? Chi sa dirci come funziona il nostro cervello di fronte alla malattia e alle cure? Come mai voler rendere i bambini e le persone tutte uguali quando ognuno di noi è diverso? E i 12 vaccini che vogliono imporre, sono tutti indispensabili? Come mai questo Ordine del Medici corporativo, radia i medici che non sono d’accordo, invece di aprire un dibattito? Dicono che i vaccini sono gratis: falso a pagarli è lo Stato quindi noi. Come mai certi medicinali per malattie gravi non sono “gratuiti” come i vaccini? Chi paga il vaccino antinfluenzale somministrato gratuitamente? Lo Stato. Come mai questo vaccino non è obbligatorio? Forse perché le persone che non si vaccinano non possono essere ricattate con la perdita del posto di lavoro? In Europa occidentale circa il 20% dei bambini/e non è vaccinato per scelta dei genitori, quale rischio corrono gli altri bambini se sono vaccinati?
Infine chissà se radio, giornali, tv renderanno pubbliche le informazioni e i documenti del Codacons (coordinamento delle associazioni per difesa ambiente, diritti degli utenti e dei consumatori) relativo alle ricerche effettuate sulle reazioni avverse ai vaccini effettuate negli anni 2014-2016.

Alessandro Bortot Levis

14 maggio 2017

PER UNA CVA (COMPAGNIA VALDOSTANA DELLE ACQUE) PUBBLICA E TRASPARENTE

Nuova giunta regionale e cambiamento di metodo.

Il presidente Marquis all’atto del suo insediamento, ha dichiarato di voler "cambiare metodo": sentire e ascoltare associazioni, comitati, organizzazioni sindacali per introdurre una nuova forma di partecipazione alle decisioni.

La decisione in merito alla quotazione in borsa CVA (decisa dalla precedente maggioranza regionale a dicembre 2016), la gestione dei grandi investimenti e le scelte in merito alla gestione degli utili di tutte le società partecipate sono argomenti e decisioni importanti per tutta la comunità.  

Occorre far chiarezza sui seguenti argomenti:

Quali sono i  motivi per procedere nella quotazione in borsa, nonostante la richiesta di moratoria annunciata da alcune forze politiche e che sarà posta in discussione in Consiglio regionale a Giugno 2017. 

E' vero che entro luglio 2017 la società Cva spa (se non riceverà ulteriori disposizioni) presenterà istanza formale di quotazione in Borsa, essendo già stati individuati gli advisor (Mediobanca e Credit Suisse)?

A quanto ammontano le spese complessive per l'iter di quotazione, più o meno di 4 milioni di Euro?   

E' vero che la Regione Valle d'Aosta deve ancora sborsare 23 milioni all’anno sino al 2021 (totale debiti circa 150 milioni di Euro) per pagare i debiti contratti negli anni novanta per l’acquisto dall’Enel degli invasi, delle centrali e degli impianti di proprietà ora di CVA

E' vero che il debito pregresso per l’acquisto è a carico della Regione, ma gli utili CVA vanno direttamente nelle casse della Finaosta spa (finanziaria della regione Valle d'Aosta- interamente di proprietà regionale) 

Quali sono i criteri e le modalità di gestione degli utili accumulati dall’atto dell’acquisto e ove sono stati investiti.

Quanti milioni di Euro sono stati utilizzati dalla vecchia maggioranza regionale e quanti ne sono ancora disponibili investiti in titoli o investimenti e partecipazioni in altre società (Casino de la Vallée spa o altre società)

Tenuto conto che mediamente ogni anno gli utili medi della Cva ammontano a 50 milioni  di Euro nel caso di quotazione in borsa del 35 % del valore di quotazione è vero che mediamente oltre 15 milioni di euro andranno ai nuovi investitori (banche e investitori istituzionali) e non ai cittadini valdostani.

Nel caso di quotazione la somma liquida a disposizione della società Cva e Finaosta e quindi della Regione Valle d'Aosta potrebbe ammontare a oltre 300 milioni di Euro? 

In quali settori economici della regione si intenderebbero investire le liquidità disponibili nelle società partecipate?

---

13/05/2017 - La Vallée Notizie - pagina 11

Cva in Borsa, «L'iter andrà avanti» Tra i «mal di pancia» in maggioranza. 

«Tenendo conto della situazione la società sta proseguendo l'iter di quotazione e alla fine, quando il lavoro sarà presentato, spetterà all'azionista l'ultima parola». 
Parole del presidente della Regione, Pierluigi Marquis. Nei giorni scorsi i consiglieri regionali Elso Gerandin (Mouv) e Andrea Padovani (L'Altra Valle d'Aosta) avevano chiesto di sospendere l'iter. Passaggio necessario per aprire nella maggioranza - che appoggiano - una riflessione sull'operazione. 
Sospensione che al momento non sembra essere nelle corde del governo regionale «anche perché ad oggi non è stato ancora approvato il decreto che modifica la Madia escludendo dall'obbligo di dismissione o vendita sul mercato le partecipate che hanno per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili» hanno precisato il Presidente e l'assessore alle Finanze Albert Chatrian lunedì scorso, 8 maggio, durante il consueto incontro settimanale con i giornalisti. «Aldilà degli obblighi o meno di legge bisogna capire che il percorso di quotazione, e su questo verterà il ragionamento all'interno della maggioranza e della politica, ha un presupposto: quando ci si quota in borsa è per far crescere la società, per proiettarsi in un mercato più ampio, per lavorare con prospettive di crescita. - ha aggiunto Pierluigi Marquis - E' anche da considerare che tutto questo andrà inquadrato in un contesto di come si muove il mercato sulle energie rinnovabili, perché o si è preda o si è predatore nella vita e si corre il rischio di essere preda se non ci sono le prospettive di crescita. Sono riflessioni che andranno fatte al momento opportuno». 
Per l'iter di quotazione, Cva ha scelto Mediobanca e Credit Suisse come banche d'affari che dovranno portarla in Borsa. Il pacchetto azionario che verrebbe collocato a Piazza Affari non dovrebbe superare il 35 per cento. 

Aspettando il varo del decreto, atteso per fare chiarezza soprattutto dagli enti locali che hanno partecipazioni nelle società idroelettriche, Cva «deve essere pronta» ha aggiunto l'assessore regionale Albert Chatrian. Che ha proseguito: «La politica deve avere la possibilità di scegliere, nel momento in cui la maggioranza deciderà il suo percorso dovremo avere un'azienda pronta». 



Nel giugno 2011  si è tenuto e vinto un referendum per evitare la privatizzazioni delle acque. In Valle d'Aosta si sono recati alle urne il 65% degli aventi diritto al voto e che il 96,58% ha respinto la privatizzazione.

4 maggio 2017

INCONTRO INFORMATIVO CORRETTA GESTIONE RIFIUTI - VENERDI 12 MAGGIO 2017 ORE 21,00


Venerdì 12 maggio 2017 a Palazzo regionale alle ore 21.00 avrà luogo una serata informativa con Enzo Favoino, tecnico e ricercatore presso la scuola agraria del Parco di Monza e responsabile del Comitato scientifico Zero Waste Europe e Maurizio Bertinelli, membro del Coordinamento nazionale Rifiuti zero e assessore all'Ambiente del comune di Vimercate.
La serata dal titolo “Valle d'Aosta a rifiuti zero – il Futuro è adesso” si connette alla stretta attualità e all'emergenza di una discarica in via di esaurimento. Dalla vittoria referendaria ad oggi tutte le inefficienze, i ritardi e le mancate occasioni di trasformare sagre e manifestazioni regionali in 'rifiuti zero' trovano conferma proprio in questa emergenza-discarica annunciata.
In Valle non c'è un centro del riuso (forse ne avrà uno Aosta), il percorso per la 'tariffa puntuale' è in alto mare.  In base alle norme in vigore prima di andare in discarica i rifiuti dovrebbero essere trattati, ma gli impianti previsti nel Piano  di gestione dei rifiuti in vigore, previsti entro settembre 2016 non sono ancora stati fatti.  A dicembre 2017 scade poi il contratto di gestione della discarica da parte di Valeco spa e bisogna decidere il nuovo sistema da adottare.
Valle Virtuosa è stata contattata dal nuovo assessore e al nuovo assessore sono state rappresentante tutte le  situazioni e criticità in essere. Molte scelte cruciali si possano adottare  immediatamente. E' necessario un cambio di marcia deciso.

13 aprile 2017

VALLE VIRTUOSA INTERVIENE SCELTE ADOTTATE FINO AD OGGI IN MATERIA DI GESTIONE RIFIUTI

La politica è compromesso, si sa. Non tutti però sono obbligati a sottostare a questa 'attenzione'...e noi associazioni, noi cittadini ci riteniamo immuni da questo sacro vincolo.

Così se il neo Assessore all'ambiente dichiara ai giornali che non vuole dare colpe a nessuno per lo stato d'emergenza in cui versa oggi la discarica valdostana, Valle Virtuosa, al contrario, non ha nessun timore a puntare il dito e a ribadire ciò che non è per nulla una novità ma che andiamo dicendo da tempo: dopo 30 anni di cattiva gestione e in particolare dopo il referendum del 2012 contro il pirogassificatore, si è fatto poco, male e con tempi volutamente al "rallenty" per arrivare ad avere una gatta da pelare come quella che ci si presenta oggi, la discarica di Brissogne arrivata al capolinea e che vedrà la sua fine entro il 2018.

No, non è una novità, non è la prima volta che sentiamo dare l'allarme sul fine vita della montagna di rifiuti alle porte di Aosta. E non è nemmeno una novità, per noi, mettere in evidenza le responsabilità accertate e denunciare l'immobilismo di un governo regionale che dal 2010 ad oggi (senza contare gli anni precedenti fino a risalire al 1987) non ha voluto approfittare e copiare le buone pratiche delle realtà virtuose e vicine per trovare una rapida soluzione.

Mai siamo stati zitti e a maggior ragione è nostro dovere ribadirlo oggi, e denunciare lo stato della discarica di questi ultimi 30 anni, assieme alla complice lentezza della gestione regionale dei rifiuti, che ci presenta questo conto finale, un conto salato e disastroso che potevamo scongiurare ancora per diversi anni.

E come potevamo evitare il precipitoso fine vita della discarica di Brissogne? La risposta è semplice e l'abbiamo urlata in tutti questi anni fino alla nausea, senza alcun ascolto.

Abbiamo chiesto una immediata adozione della strategia Rifiuti Zero in Valle ed una politica seria per la riduzione della produzione dei rifiuti. Poco, pochissimo è stato fatto e quel poco pure in ritardo.

Abbiamo perso del tempo preziosissimo nel non adottare le buone pratiche del percorso verso Rifiuti Zero; sono stati spesi milioni e milioni di euro dei contribuenti in investimenti sbagliati come i cassonetti seminterrati stradali per la raccolta differenziata dei rifiuti (5 milioni di euro circa) o come i lavori di riprofilatura che promettevano invano un allungamento significativo della vita della discarica (1milione e 600.000 euro negli ultimi 3 anni e una previsione di un altro milione e 800.000 euro per il 2017).

E intanto in quella montagna della vergogna abbiamo trovato di tutto, recentemente anche ciò che non ci doveva finire: copertoni, cassonetti dei rifiuti, fusti provenienti dalla Cogne contenenti rifiuti industriali.

E si continuano a conferire rifiuti non stabilizzati, materiali che non si dovrebbero nemmeno trovare in quel grande cumulo poiché il 70% dei rifiuti finiti in discarica dovrebbero essere destinati al riciclo attraverso la raccolta differenziata.

No, non c'è stata la buona volontà, da parte di chi poteva, di rivoluzionare la gestione dopo la vittoria del referendum, esattamente come avevamo richiesto e da subito!

E ancora oggi ci troviamo a ripetere le stesse identiche cose...

Pensate per esempio che durante la bataille des Reines di  domenica scorsa qualcuno abbia monitorato la raccolta differenziata come si dovrebbe? 

O nelle sagre e manifestazioni di tutto l'anno?

Che si sia diffusa in tutta la Valle la raccolta della frazione organica in tempi accettabili?

Che l'adozione del porta a porta abbia ripagato i cittadini virtuosi con la tariffa puntuale? No, siamo ancora lontani e i Valdostani pagano tasse sempre più care nonostante le sfilate di esperti che spesso abbiamo invitato in Valle.

Le colpe ci sono e ci sono anche i colpevoli. Con nomi e cognomi che tutti conoscono.

Leggendo il giornale di sabato non ci siamo stupiti del grave stato della discarica, perché lo abbiamo sempre denunciato ed era inevitabile qualcosa di diverso dopo anni di inefficienze.

Averlo gridato prima e dopo il referendum, per così tanto tempo, non è servito a scongiurarne la fine, esattamente come in una cronaca di una morte annunciata.

L'associazione Valle Virtuosa


12 aprile 2017

DECALOGO PER UNA BUONA GESTIONE DEL VERDE URBANO

Il decalogo della buona gestione del verde urbano
1.      Diffondere una cultura di rispetto degli alberi, anche con eventi e materiali informativi.
2.      Favorire la presenza del verde nelle città, nelle scuole e ovunque possibile.
3.      Prestare grande attenzione alla gestione del verde e alla potatura degli alberi, da realizzarsi come manutenzione straordinaria, su singoli alberi, fuori dai periodi di nidificazione degli uccelli e con motivazioni valide e dimostrate.
4.      Utilizzare professionalità esperte e competenti nella progettazione e gestione del verde urbano, con formazione continua e aggiornamenti.
5.      Tutelare, conservare, gestire e valorizzare la biodiversità urbana, in particolare proteggendo le oasi urbane.
6.      Integrare la rete ecologica locale nella pianificazione urbanistica.
7.      Individuare nuove tipologie di verde urbano per funzioni ecologiche protettive, tra cui il contrasto dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorologici estremi.
8.      Incentivare le funzioni educative e sociali del verde urbano.
9.      Promuovere la diffusione dei birdgarden quali strumento di conoscenza della natura e bellezza delle città.
10.   Approvare e applicare (le amministrazioni) un regolamento urbano del verde. Chiedere (i cittadini) alla propria amministrazione di farlo.

15 febbraio 2017

GESTIONE RIFIUTI: ANCORA UNA VOLTA UNA RIUNIONE DELL'OCR COMUNE DI AOSTA SENZA METTERE ALL'ODG IL PASSAGGIO DA TASSA A TARIFFA

IGIENE URBANA COMUNE DI AOSTA: OSSERVAZIONI E CRITICITA’
RIUNIONE OSSERVATORIO COMUNALE RIFIUTI
COMUNE DI AOSTA
Il contratto di igiene urbana di Aosta, che comprende la raccolta rifiuti e lo spazzamento delle strade comunali, andrà in scadenza nel mese di Agosto 2019. Il costo annuo, a totale carico dei cittadini, è superiore a 6,5 milioni di euro e ogni nucleo familiare spende circa 300 euro annui. A tale dato occorre aggiungere l’importo di circa 60 euro per chi abita in condominio, per garantire l’esposizione dei cassonetti sulla strada pubblica negli orari previsti. In altre regioni/comuni gli stessi gestori del servizio provvedono ad accedere all’interno dei spazi e cortili condominiali, con un risparmio per gli utenti. Il Comune di Aosta, in data 30 giugno 2016 adottando la delibera di giunta n. 83/2016, ha ritenuto di affidare a un professionista esterno il ruolo di “direttore di esecuzione del contratto d’igiene urbana” per effettuare i controlli periodici all’impresa, con una spesa annua aggiuntiva di 90 mila euro, a totale carico dei cittadini. La TARI (tassa rifiuti) applicata dal Comune di Aosta risulta la più elevata rispetto a tutti gli altri comuni valdostani, mediamente oltre 70 euro in più rispetto alle famiglie che abitano in altri centri. Il Codacons VdA è intervenuto pubblicamente, esprimendo parere negativo in merito alla nomina di un professionista esterno, e ha richiesto di limitare la durata e gli importi della consulenza esterna, utilizzando al meglio le risorse umane interne per le attività di controllo e informative.
Le criticità rilevate dal Codacons VdA:
  • A 20 mesi dall’attivazione della raccolta dell’organico, non risultano ancora disponibili le modalità e il cronoprogramma per l'attivazione della tariffazione puntuale e non risulta predisposto un sistema sanzionatorio efficace per far pagare di più chi non differenzia correttamente.
  • Il personale comunale in servizio nel settore Ambiente non ha mai acquisito la qualifica di “ispettore ambientale” e, pertanto, al 31/12/2016, non sono state emesse sanzioni.
  • Riduzione dei rifiuti indifferenziati prodotti: occorre individuare un percorso per arrivare a produrre meno di 100 kg pro-capite annui. La sensibilizzazione può passare anche pubblicando mensilmente i dati dell'andamento pro-capite con suddivisione dell’andamento nei vari quartieri o zone, anche coinvolgendo cittadini e associazioni operanti nel settore ambientale in modo continuativo in merito ai controlli periodici operati sul soggetto gestore. Non si conosce e non risulta pubblicato il piano annuale dei controlli effettuati sul soggetto gestore e neppure l’elenco delle operazioni poste in essere dal gestore dei servizi, nonché i relativi dati statistici. Si invita a pubblicare i dati del servizio, nonché i verbali delle riunioni dell’osservatorio comunale, sul sito web.
  • Adottare una delibera formale “verso rifiuti zero” già fatta propria da molti comuni “virtuosi”.
  • Predisporre e pubblicare sul sito web un facsimile di decalogo di facile lettura ad uso degli amministratori condominiali da distribuire nel corso delle assemblee condominiale.
  • Mancano informazioni in merito al risparmio di spesa per il cittadino ottenuto con l’installazione dei PTR (Punti tecnologici di raccolta) nella zona centrale e, da ultimo, estesi in alcune zone limitrofe.
  • Mancano informazioni sulle economie di spesa ottenute a seguito dell’interruzione dello spazzamento delle strade nei periodo invernale e indicazioni se in caso di servizio sospeso questi vada comunque pagato all’impresa. Il lavoro non svolto nel periodo invernale, potrebbe essere intensificato nel periodo primaverile.
  • Mancano informazioni in merito alla possibile diminuzione nel periodo invernale dei turni dedicati al lavaggio dei cassonetti.
  • Mancano informazioni in merito al risparmio di spesa derivante dalla diminuzione dei prelievi dell’organico nei turni settimanali (da tre a due volte oppure ad una volta - nel periodo invernale).
  • Occorre valutare possibili risparmi nella gestione tecnico-operativa dei centri comunali di conferimento anche attivando convenzioni con il terzo settore e il mondo delle cooperative sociali.
  • Chiarimenti in merito ai costi (organico) e agli introiti della parte differenziata (multimateriale, vetro, carta, cartone, ecc.).
  • Si rileva che ancora troppe persone ad Aosta non separano in modo corretto i materiali. Occorre predisporre dopo la fase degli ammonimenti (cartelli verdi, gialli e rossi in base alle capacità di differenziare dei singoli condomini affissi nei cassonetti) azioni più mirate, anche con il coinvolgimento della polizia locale.
Si allega per un confronto la tariffa Tari del comprensorio gestito da Contarina Spa – Regione Veneto (allegato n. 1) e una tabella con le percentuali di raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale (allegato n.2)

Aosta, 16 febbraio 2017

RESE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA E COSTI/ABITANTE DI RACCOLTA E SMALTIMENTO
DI TUTTI I COMUNI DELL’EMILIA ROMAGNA CON SISTEMA SI RACCOLTA STRADALE,
STRADALE CON CALOTTA, PORTA A PORTA E PORTA A PORTA CON TARIFFA PUNTUALE
(ANNO 2015 DATI ARPA E DATI DEL PEF.) Allegato n. 2


14 gennaio 2017

TOSCANA: NUOVE PROPOSTE IN DISCUSSIONE

M5S in Toscana presenta una proposta di legge per migliorare la raccolta dei rifiuti.

https://www.consiglio.regione.toscana.it/…/…/2016/pdl140.pdf

Punti salienti:Art. 2 Obiettivi

1. La Regione persegue l’obiettivo specifico di minimizzare i rifiuti urbani oggetto di smaltimento, fino a raggiungere un quantitativo annuo procapite inferiore a 150 chilogrammi per abitante/anno entro il 2025 e 81 chilogrammi per abitante/anno entro il 2030.
2. La Regione pone come obiettivi minimi da perseguire entro il 2020:
- Ridurre la produzione procapite annua dei rifiuti urbani di almeno il 20% rispetto a quella prodotta nel 2015;
- Raggiungere almeno il 75% di rifiuti raccolti in modo differenziato;
- Raggiungere il 70% di riciclaggio, per singoli flussi di materia, su base regionale;
3. La Regione, al fine di raggiungere gli obiettivi di cui al comma 1 e 2, si impegna nelle seguenti azioni:
- Incentiva, con meccanismi premiali, i Comuni che ottengono i migliori risultati di riduzione dei rifiuti urbani ed in particolare la minimizzazione della produzione procapite di rifiuto urbano non inviato a riciclaggio;
- Favorisce e sostiene gli interventi, i progetti e le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti urbani, le buone pratiche, quali il compostaggio domestico e di prossimità, la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare di tipo “porta a porta”, o sistemi equipollenti, quali strumenti per la riduzione della produzione di rifiuti urbani e di sostegno al miglioramento della qualità della raccolta differenziata;
- Favorisce i progetti e le azioni di riduzione dello spreco alimentare a partire dalla fase di produzione e commercializzazione del prodotto, anche supportando la redazione di linee guida per le imprese, le associazioni e gli enti locali.
- Promuove, attraverso il Forum permanente per l’economia circolare, la ricerca sul rifiuto residuale al fine di modificare a monte sia la produzione dei beni non riciclabili, sia le modalità di gestione carenti di risultato;
- Favorisce i progetti di riuso dei beni a fine vita;
- Applica la tariffazione puntuale;
- Promuove lo sviluppo dell’impiantistica collegata al riuso e al riciclaggio sia per le frazioni
differenziate sia per il rifiuto residuale;
- Promuove lo sviluppo di centri di raccolta in sinergia ai centri per il riuso.
[...]

Art. 13

Politiche regionali per la riduzione della produzione dei rifiuti speciali
1. La Regione promuove e sostiene, anche finanziariamente, progetti volti alla riduzione della produzione dei rifiuti speciali sul territorio regionale, ai sensi dell’articolo 3 comma 2. La Regione attraverso l’indizione di un bando pubblico, prevede forme di finanziamento di progetti finalizzati alla riduzione, riuso e recupero degli scarti del processo produttivo.
2. Alle imprese che partecipano al bando ed ottengono il finanziamento per progetti industriali volti alla riduzione, riuso e recupero degli scarti del processo produttivo, è attribuito uno specifico attestato regionale, denominato “Toscana Rifiuti Zero”.
Art. 14
Divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili, riciclabili e non trattati 1. Le operazioni di smaltimento dei rifiuti devono essere effettuate in modo da non arrecare danni alla collettività e all’ambiente, alle acque, al suolo, all’aria, alla flora e alla fauna, evitando, in particolare, rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini. […]
3. I rifiuti urbani residui potranno essere smaltiti solo in impianti in cui è stato costituito un centro di ricerca finalizzato ad effettuare analisi merceologiche così come previsto all’art. 9 comma 8 della presente legge.