6 novembre 2011

UN CONFRONTO APERTO TRASPARENTE E SENZA PRECLUSIONI...

http://www.vallevirtuosa.blogspot.com/

UN CONFRONTO APERTO, TRASPARENTE E SENZA PRECLUSIONI (CIOE' SENZA OBBLIGO DI CHIUSURA DEL CICLO DEI RIFIUTI IN VALLE) ...
E VINCA IL MIGLIORE!

Forse un po' tutti i cittadini si aspettano risposte precise e nessuno potrà avere preclusioni se lo scenario vincitore sarà quello meno impattante, meno costoso e con minore emissioni inquinanti...

E' interessante quindi che si conoscano le richieste avanzate all'Amministrazione regionale sulle modalità di confronto LCA (Life cycle assessement)

Ecco alcuni estratti della richiesta avanzata dal Comitato Valle Virtuosa in data 20 Ottobre 2011 : (data in cui il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, con il voto della maggioranza (l'opposizione - ALPE E PD - chiedevano anche di fermare l’aggiudicazione provvisoria dell’appalto del pirogassificatore e non il solo confronto) approva la richiesta degli 11 mila cittadini di un confronto tecnico-scientifico tra il pirogassificatore e altre tecnologie di trattamento dei rifiuti)

Analisi energetico-ambientale con metodologia LCA ed analisi economica del sistema integrato dei RSU nella Regione Autonoma Valle d’Aosta

Premessa:
Presentazione di uno scenario di smaltimento dei RSU alternativo al piano della Regione, elaborato da associazioni di cittadini (marzo 2010)
Petizione rivolta al Consiglio regionale sostenuta dal Comitato ValleVirtuosa e firmata da 11007 cittadini valdostani, per la richiesta di un confronto tra scenari e contestuale moratoria del bando di gara per lo smaltimento dei RSU (giugno 2011)
Parere favorevole al confronto espresso dalla III Commissione consiliare (ottobre 2011)

Nel rispetto della gerarchia dei rifiuti, che prevede, in ordine prioritario, prevenzione, preparazione per il riciclaggio, recupero di materia, altri tipi di recupero e smaltimento, ogni scenario di smaltimento deve prevedere obbligatoriamente il raggiungimento degli obiettivi di riduzione e di raccolta differenziata nel pieno rispetto della normativa vigente (D.Lgs. 152/06 e successive modifiche).

La Regione Valle d’Aosta attiverà un piano regionale di riduzione dei rifiuti, con obiettivi misurabili e vincolanti, per un periodo minimo di dieci anni e attuerà una tracciabilità dei rifiuti prodotti onde pervenire ad un passaggio alla tariffa puntuale in tutti i subATO della regione, entro 24 mesi.
La Regione Valle d'Aosta si impegnerà al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2012. Senza queste premesse qualunque confronto tra scenari di smaltimento appare insostenibile.

Fasi del confronto

Le parti (Regione Valle d’Aosta e Comitato ValleVirtuosa) designeranno i rispettivi rappresentanti al fine di realizzare un tavolo di confronto, i cui obiettivi saranno:
- concordare un calendario di incontri;
- definire un merceologico dei RSU condiviso;
- presentare i rispettivi scenari di smaltimento o di gestione integrata dei rifiuti;
- condividere gli indicatori energetico-ambientali per lo studio LCA;
- condividere i confini dello studio LCA;
- ogni parte indicherà un esperto di fiducia, con l’incarico di redigere lo studio;
- concordare i tempi della durata dello studio;
- prevedere un ciclo di incontri pubblici di presentazione dei risultati dell’analisi.

Obiettivi dello studio LCA

Lo studio si propone, attraverso l’utilizzo della metodologia LCA (Life Cycle Assessment) di individuare lo scenario con migliori prestazioni energetico-ambientali per la gestione integrata dei RSU.
Lo studio si occuperà, fermo restando l’attuazione degli obiettivi di RD previsti dal Dlgs.152/06, di fornire indicazioni energetico-ambientali dei trattamenti finali del RSU residuo, oltre a eventuali pre-trattamenti, attraverso la realizzazione di un modello LCA esteso a tutto il sistema integrato.
Gli scenari alternativi oggetto della ricerca LCA dovranno essere successivamente analizzati dal punto di vista economico, stimando costi e fabbisogni impiantistici per il trattamento del RSU residuo e conferimento a discarica.
L’attuazione di politiche di riduzione a monte dei rifiuti dovranno essere analizzate nel modello LCA.
E' richiesta inoltre una valutazione degli impatti sulla salute umana anche a livello locale.

Indicatori energetici e ambientali

Le parti individueranno aree di interesse ambientale e per ognuna di esse concorderanno opportuni indicatori: energetici, relativi ai cambiamenti climatici, relativi a consumo delle risorse, impatto sull’ambiente e sulla salute umana.
Sarebbe opportuno estendere i confini dell’analisi a tutta la filiera dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento.

Fonti dei dati in ingresso allo studio

Dovranno emergere dal tavolo di confronto:

Quantitativi totali dei rifiuti ed andamento della produzione (riduzione);
Andamento della Raccolta Differenziata e strategie future;
Definizione degli scenari principali oggetto dello studio;
Definizione dei flussi dei rifiuti per composizione merceologica (sia RD che RSU residuo);
Definizione dei bilanci di massa in ingresso ed in uscita dal pre-trattamento.

I dati tecnici necessari all’elaborazione del modello LCA e alla sua analisi saranno sviluppati nel corso dello studio e sottoposti alla vigilanza delle parti.

Considerazioni finali

Uno studio LCA costituisce un punto di partenza, anche se è complesso e relativamente dispendioso, per intraprendere scelte con una base oggettiva, ma deve essere condotto in modo scientificamente rigoroso.
“In Italia l’impiego della LCA nel settore dei rifiuti non è ancora una pratica così diffusa come in molti altri paesi dell’Unione Europea.
La decisione finale sulla gestione dei rifiuti è prerogativa del decisore politico, che ancora poco conosce ed apprezza gli strumenti della LCA e basa le scelte più su parametri di natura tecnico-impiantistica tarati su obiettivi e contesti ristretti e su esigenze di budget piuttosto che su obiettivi di ottimizzazione energetico-ambientale di sistema.”

Le ultime due frasi (tra virgolette) sono state estrapolate dal seguente studio:
Politecnico di Torino - Analisi energetico ambientale con metodologia LCA ed analisi economica dell’attuazione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti alla luce dei nuovi obiettivi di Raccolta Differenziata introdotti dal D.lgs. 152/06 - 2008




.Condividi con facebook

1 novembre 2011

CITTADINI VIRTUOSI E ATTENTI AL BENE COMUNE

http://www.vallevirtuosa.blogspot.com/

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo:

Valdostani per una maggiore democrazia diretta.

I cittadini valdostani s’interessano della loro bella Valle; s’informano, si confrontano, discutono e propongono al resto della popolazione quali potrebbero essere le scelte migliori per l'economia, la cultura, il turismo, la salute e la bellezza della nostra regione. E' così che sono nati, come tanti altri, il Forum per i diritti dei bambini di Chernobyl, i comitati regionali delle associazioni sportive nazionali, il comitato Unicef Valle d'Aosta, il comitato regionale Valle d'Aosta Croce Rossa Italiana, il Comitato "Articolo 3 - Arcigay Valle d'Aosta", il comitato per l'acqua pubblica e quello contro il nucleare.

E' così che sono nati il Comitato Rifiuti Zero e il Comitato Valle Virtuosa, che si sono interessati negli ultimi anni della gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta. Ma se voi lettori faceste parte dell'amministrazione della nostra Regione, o del nostro Paese, non sareste lusingati dal vedere tanta partecipazione alle decisioni che implicano il bene comune? Credo che tanto interesse da parte della popolazione sia stimolante per i politici che ci governano, che in queste rare occasioni hanno finalmente la possibilità di confrontarsi con i loro elettori! Immaginate di dover decidere per 11 mila persone, non vi farebbe piacere sapere che cosa pensano? Certo non si può fare per tutto, ma talvolta è possibile ricorrere ai referendum, che non sono un affronto al potere politico, bensì uno strumento di democrazia, che troviamo nella nostra Costituzione e che viene addirittura ampliato dalla legislazione regionale.

Grazie all’interesse di migliaia di cittadini nacque la Repubblica italiana, grazie alla lotta portata avanti dai comitati oggi in Italia il divorzio è legale, l’acqua e’ un bene pubblico e le centrali nucleari non inquinano il nostro territorio. Perché l'assessore Zublena sembra disprezzare così tanto questo strumento? L'assessore ha ragione quando chiede maggior rispetto verso i valdostani: rispetto significa considerazione, quindi osservare, esaminare con attenzione. Allora chiediamo cortesemente a lei, assessore Zublena, di portare rispetto a tutti i cittadini che interagiscono attivamente con le decisioni politiche e che si sentono strettamente legati e responsabili della propria terra. La passività e il disinteresse verso grandi opere che sconvolgono il nostro territorio sono due brutti difetti estranei ai valdostani, che amano troppo la loro terra e tengono troppo alla loro salute per tapparsi le orecchie e far finta di niente.

Chi lo sa, forse se i cittadini si fossero interessati con più costanza alle cose comuni il trenino di Cogne sarebbe oggi funzionante? O forse la linea ferroviaria Aosta-Torino sarebbe già elettrificata? O forse non ci troveremmo in una situazione di “emergenza rifiuti” come ripetuto più volte dalla stessa amministrazione che gestisce la discarica da quando essa è nata? Chissà...

Ricordiamo ancora che il referendum sul pirogassificatore chiede l'attuazione, mediante uno studio LCA, di un confronto tra tecnologie a freddo e l'incenerimento dei rifiuti, studio che non è ancora mai stato condotto fino ad oggi. Ecco perché quando si dice che i cittadini sono disinformati e confusi si dice una grande verità! Anzi bisognerebbe aggiungere che anche l'amministrazione è disinformata: non conoscendo il risultato del paragone scientifico tra le due tecnologie, come fa la regione ad assicurare che il pirogassificatore sia quella migliore?

Purtroppo i comitati di cittadini vengono spesso accusati di essere strumentalizzati da partiti politici e anche questa volta se lo sono sentiti dire. Ancora non ho capito come si può dimostrare che questo non sia vero, ma se esiste un modo, per favore, ditecelo e noi lo applicheremo. Lo chiedo a lei assessore Zublena, che sembra conoscere profondamente l’inclinazione politica dei migliaia di cittadini che fanno parte dei vari comitati. O forse un modo c’è e si chiama rispetto. Rispetto verso i valdostani, che hanno tutto il diritto di avere dubbi su una mega macchina che distribuisce sostanze nocive e sostanze il cui effetto sulla salute è ancora incerto, che hanno il diritto di richiedere uno studio che compari le varie soluzioni per la gestione dei rifiuti, che hanno il diritto di pretendere il meglio per la salute propria e dei propri figli e il meglio per l’occupazione valdostana, perché si ricordi che il rispetto è anche quel “sentimento che trattiene dall’offendere o ledere i diritti altrui”.

Luna Meneghini

Condividi con facebook

30 ottobre 2011

REFERENDUM - ULTIMATA LA RACCOLTA FIRME APRIRE UN TAVOLO DI CONFRONTO PARITARIO

Amici del Viale favorevole a riaprire un tavolo di confronto paritario per arrivare ad un reale confronto tra due scenari di smaltimento sulla base di studio LCA che tenga conto di tutti gli effetti ambientali e sulla salute.


---

http://www.nonbruciamociilfuturo.org/







Condividi con facebook

RACCOLTA FIRME PER ATTIVARE IL REFERENDUM - ECCO LE NUOVE DATE

http://www.vallevirtuosa.blogspot.com/

Ecco i prossimi appuntamenti

Comune di Aosta:
venerdì 4 mattino e pomeriggio Aosta est - zona Porta Pretoria
sabato 5 mattina zona mercato
martedì 8 mattina zona mercato
sabato 13 mattino e pomeriggio Aosta est - zona Porta Pretoria
martedì 15 mattina zona mercato

E' gradita la partecipazione di cittadine/cittadini liberi per diffondere volantini e invitare i passanti a sostenere la raccolta firme.
Per segnalare disponibilità scrivere mail a vallevirtuosa@gmail.com
oppure prendere contatti con i partecipanti alle varie iniziative programmate

Altri comuni:
Seguiranno a breve le date.
Si ricorda che in ogni caso è sempre possibile firmare presso il proprio municipio.

---
articolo tratto da la Stampa di sabato 29 ottobre 2011

Rifiuti, spunta l’opzione umido. L’assessore Zublena: “Servono valutazioni anche economiche”. Finora la raccolta è stata esclusa dai piani della regione.


La percentuale di raccolta differenziata in Valle d’Aosta è «ancora lontana dagli obiettivi indicati a livello europeo», dice il coordinatore scientifico dell’Osservatorio regionale dei rifiuti, Giorgio Ghiringhelli, ma «è comunque a un un buon livello, di cui siamo soddisfatti», aggiunge Manuela Zublena. L’assessore regionale all’Ambiente però, per la prima volta, apre alla possibilità di una raccolta anche per la «frazione umida», che riguarda gli scarti alimentari e il materiale organico in genere, finora non prevista dalle strategie regionali.

Un dibattito che si sviluppa attorno ai dati del 2010, curati dall’Osservatorio regionale dei rifiuti. Un documento che indica nel 41,6 per cento la quota di differenziata nel 2010, in crescita rispetto al 40,8 per cento del 2009. Lo scorso anno la Valle ha prodotto 76 mila 973 tonnellate di rifiuti urbani (+1 per cento rispetto al 2009), di cui 32 mila 038 raccolte in modo differenziato (31 mila 042 del 2009, con una crescita del 3,2 per cento). Questo significa che ogni valdostano ha prodotto, nell’arco del 2010, 601,3 chilogrammi di immondizia (nel 2009 erano 596,3 chili), di cui 250,3 chili differenziati (243 nel 2009). Il numero, tuttavia, comprende tutti i rifiuti, compresi quelli prodotti dai turisti. Ghiringhelli ha fornito anche il valore indicativo della produzione al netto dei villeggianti, pari a 501,3 chili per abitante (erano 496,3 chili nel 2009). Di questi, 208,6 chili sono rifiuti differenziati (202,2 nell’anno precedente). Tra i materiali mandati al riciclo: 8856,8 tonnellate di carta e cartone (+1,3 per cento rispetto al 2009); 5947,5 tonnellate di vetro (+1,3 per cento); 2843,2 tonnellate di plastica (-2 per cento); 2314,7 tonnellate di legno (-22,3 per cento, quota però speculare all’aumento di legno e verde andato a compostaggio).

Sull’ipotesi di estendere la raccolta differenziata anche all’umido, Zublena spiega: «Non escludo del tutto che ci possano essere evoluzioni in questo senso». L’assessore parla della possibilità di «avviare sperimentazioni su utenze selezionate» e ricorda che la raccolta della frazione umida farebbe aumentare la differenziata «di una quota tra il 16 e il 20 per cento». Tuttavia spiega anche che «l’obiettivo di far crescere le percentuali non deve essere fine a se stesso, cioè aumentare per aumentare. L’Unione europea assegna degli obiettivi numerici ma chiede una raccolta differenziata di qualità. Senza contare che l’umido richiederebbe una filiera specifica per la raccolta e per lo smaltimento, con i relativi costi aggiuntivi. Bisognerà fare le opportune valutazioni».

.Condividi con facebook

28 ottobre 2011

IN VALLE LA DIFFERENZIATA NEL 2010 NON SUPERA IL 42 %

La raccolta differenziata complessiva si è attestata, a livello regionale, al 41,6% (nel 2009 era al 40,8%): una cifra che è ancora lontana dall’obiettivo del 65% richiesto dall’Unione europea per il 2012.

Non servono altri commenti.

Occorreva agire in modo piu coerente e mirato anche puntando sulla frazione organica...

Tutte cose gia dette E MAI FATTE negli anni passati ...

Assessore Zublena rimandata a settembre (2012)!


Il rapporto sulla gestione rifiuti e scaricabile al seguente link >>>



.Condividi con facebook

CONVEGNO DI BOLZANO ED EFFETTO"GREENWASHING"

Abbiamo ascoltato molti commenti sull'incontro di Bolzano.

Penso che quello piu consono è il seguente:
E' una operazione di Greenwashing pura e semplice!

Greenwashing è un neologismo indicante l'ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un'immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un'immagine mistificatoria per distogliere l'attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi.

Il termine è una sincrasi delle parole inglesi green (verde, colore dell'ambientalismo) e washing (lavare) e potrebbe essere tradotto con "lavare col verde" o, più ironicamente, con "il verde lava più bianco".

.Condividi con facebook

26 ottobre 2011

BOLZANO: MOLTI I PARTECIPANTI VALDOSTANI AL CONVEGNO SU INCENERITORI E RELATIVE EMISSIONI

SONO ARRIVATI I COMMENTI A MARGINE DELL'INCONTRO SVOLTOSI A BOLZANO, CITTA' IN CUI SI VORREBBE COSTRUIRE UN NUOVO INCENERITORE.
DAL COMUNICATO PUBBLICATO SULL'ANSA DA PARTE DELL'ASS TERRITORIO E AMBIENTE GLI ESPERTI IVI PRESENTI HANNO CONFERMATO E VALIDATO LA FUNZIONALITà DEGLI IMPIANTI DI INCENERIMENTO, MINIMIZZANDO GLI IMPATTI AMBIENTALI E SULLA SALUTE.

I CITTADINI CHE HANNO PARTECIPATO AI LAVORI HANNO DIRAMATO IL SEGUENTE COMUNICATO STAMPA PRECISANDO CHE LE INFORMAZIONI FORNITE NON SEMBREREBBERO ESSERE SUFFICIENTI AD ANNULLARE I DUBBI SUGLI EFFETTI NEGATIVI NEL LUNGO TERMINE LEGATI ALLA SALUTE.

IN OGNI CASO NON SONO STATI AFFRONTATI GLI EFFETTI SULLA SALUTE DI UN IMPIANTO DI "PIROGASSIFICAZIONE" COME SI INTENDEREBBE COSTRUIRE IN VALLE D'AOSTA

CONSIDERAZIONI DEI RAPPRESENTANTI DI VALLE VIRTUOSA SUL CONVEGNO DI BOLZANO:
INCENERIMENTO E QUALITA’ DELL’ARIA.

Il convegno di Bolzano è stato organizzato dalla Provincia Autonoma di Bolzano per sostenere la scelta di costruire un nuovo inceneritore. I rappresentanti di Valle Virtuosa, considerato il contesto, non si aspettavano certo di sentire dire che gli inceneritori sono gravemente dannosi. Immaginate cosa succederebbe se un analogo work-shop sui pirogassificatori fosse organizzato dalla nostra Amministrazione Regionale!
La ragione della nostra partecipazione era appunto quella di capire il pensiero degli “esperti di inceneritori” sulla scelta che la nostra Amministrazione sta cercando di imporre in Valle d’Aosta. Checché ne dica il nostro Assessore all’Ambiente (sic!), i contesti in cui andrebbero ad operare gli impianti di Bolzano Bolzano si trova al centro di una valle più vasta e larga della nostra, fiancheggiata da montagne molto più basse;

Il convegno trattava di inceneritori basati su tecnologie collaudate (nessun esperto ha mai citato un pirogassificatore!) mentre ad Aosta se ne vuole costruire uno sperimentale basato sulla gassificazione dei rifiuti;

la popolazione della Valle d’Aosta è meno di un quarto di quella della Provincia di Bolzano;

nella Provincia Autonoma di Bolzano viene effettuata la raccolta differenziata dell’umido ed esiste un centro anaerobico per il suo trattamento;

Un apporto interessantissimo è stato dato dagli esperti e ricercatori svizzeri e tedeschi che hanno approfondito la tematica sulle nanoparticelle e loro patologie (non esclusi i decessi in casi di particolare concentrazione nell’aria) che sono causate dalle molteplici emissioni come quelle derivanti dal traffico veicolare e gli impianti di riscaldamento domestico, ma nessuno fra i presenti, nemmeno fra i relatori italiani a favore degli inceneritori, si è sognato di minimizzare gli effetti nocivi delle emissioni di polveri sottili e ultrasottili che per qualsiasi ragione (guasti, incidenti o malfunzionamenti) potessero eventualmente sfuggire ai sistemi di filtraggio.
Durante la tavola rotonda seguita alla presentazione delle relazioni tecniche, i rappresentanti di Valle Virtuosa hanno posto alcune domande chiarificatrici:
Domanda: Ing. Luca Stabile, lei ci ha presentato i dati sulle misurazioni delle emissioni dei camini di 4 inceneritori e un impianto a biomasse, di quali dati dispone sulle emissioni dei pirogassificatori?
Risposta: Non dispongo di rilevazioni su pirogassificatori. Si tratta di un sistema di termovalorizzazione molto poco adottato.
Domanda: Ing. Marco Palmitano, ci può dire come la presenza dell’umido nel combustibile influenza la qualità delle emissioni ed il rendimento termico degli inceneritori?
Risposta: L’umido non deve essere inserito negli inceneritori per due importanti ragioni:
secondo le direttive europee e nazionali l’umido deve essere utilizzato per produrre compost da reinserire nella filiera naturale;

la presenza dell’umido abbasserebbe il rendimento termico dell’impianto pregiudicando il recupero energetico che deve invece essere massimizzato.

Domanda: Ing. Marco Palmitano, quali sono le dimensioni ottimali di un impianto di incenerimento?
Risposta: Per avere buone rese energetiche ed un ritorno economico le dimensioni minime sono di circa 100.000 t /anno. Il nuovo inceneritore di Bolzano avrà una capacità di 130.000 t e servirà una popolazione di 500.000 abitanti.
Domanda: Rivolta a tutti gli esperti - Sino a qui ci avete parlato di inceneritori che funzionano in modo ottimale, cosa potete dire riguardo a quelli che non funzionano?
Risposta: dell’Ing. Marco Palmitano - In effetti gli inceneritori di vecchia generazione producevano emissioni incontrollate che potevano avere ricadute nocive. Le tecniche per il controllo della combustione e delle emissioni sono molto migliorate.
Domanda Ing. Luca Stabile, Lei ci ha detto che con i moderni strumenti si riescono a misurare particelle con diametro superiore a 4 nm, come fa ad essere sicuro che i filtri a manica in tessuto riescano a fermare quelle di dimensioni inferiori?
Risposta: In effetti non è possibile confermarlo: i filtri a manica oltre a trattenere le particelle di polvere di dimensioni superiori a quelle della trama del tessuto tendono a trattenere le particelle di dimensioni inferiori ai 300 -400 nm perché si impigliano negli interstizi del tessuto del filtro mentre li attraversano. Superano il filtro soltanto le particele dell’ordine di 300 - 400 nm che sono più piccole della trama del filtro ma hanno sufficiente energia cinetica per non rimanere impigliate nel tessuto.
Visto il contesto e le risposte ottenute, i rappresentanti di Valle Virtuosa ritengono che il congresso di Bolzano, lungi dall’annullare i dubbi sugli effetti negativi che si potrebbero verificare a lungo termine sulla salute delle persone che abitano nei dintorni degli inceneritori di nuova generazione, abbia dimostrato che la scelta di costruire un pirogassificatore in Valle d’Aosta sia ingiustificata:

dal punto di vista economico - visto il numero ridotto degli abitanti, i rifiuti da incenerire, dopo aver effettuato la differenziazione perseguendo gli obiettivi di legge (il 65% entro il 2012), sarebbero troppo pochi (25.000 t/anno) per giustificare un tale investimento;

dal punto di vista tecnico – la tecnologia di pirogassificazione, nonostante i vantaggi prospettati da chi ce la propone, non ha un’affidabilità consolidata e paragonabile a quella degli altri tipi di inceneritori, ecco perché è così scarsamente adottata (in Italia non esistono pirogassificatori funzionanti A REGIME!)

dal punto di vista ambientale – nessuno dei tecnici presenti ha potuto sostenere che le emissioni dell’inceneritore, per quanto contenute, non contribuiscano a peggiorare la già scarsa qualità dell’aria che respiriamo.

Aosta 26/10/2011

Alessandro Bortot
Jeanne Cheillon
Paolo Meneghini


.Condividi con facebook