4 settembre 2011

GESTIONE RIFIUTI IN VALLE D'AOSTA: VERSO UN REFERENDUM PROPOSITIVO

Proposta di legge di iniziativa popolare da sottoporre a referendum propositivo.

Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n.31 - (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)

RELAZIONE

La Valle d’Aosta è una regione alpina, con un territorio a quota media elevata, di grande interesse paesaggistico e naturalistico. La popolazione, e di conseguenza, le attività produttive e i trasporti sono prevalentemente concentrati nel fondovalle della Dora Baltea. Nella piana del capoluogo regionale, entro un raggio di una decina di chilometri, vi è una notevole densità abitativa, importanti attività industriali, impianti di riscaldamento e traffico veicolare. Questa situazione comporta fattori di pressione sull’ambiente non irrilevanti, in particolare sono già state registrate concentrazioni di inquinanti talora preoccupanti. La morfologia del territorio e i fattori meteo-climatici, come l’inversione termica predominante nei periodi di tempo stabile, ostacolano la dispersione degli inquinanti prodotti nel fondovalle. Da questo quadro risulta evidente la necessità di non aumentare i fattori di pressione di origine antropica, al fine di preservare la salute e di non intaccare equilibri delicati caratterizzanti l’ambiente alpino. Una corretta gestione dei rifiuti, volta alla riduzione e al recupero di materia, prima che al recupero energetico e allo smaltimento, è la sola via per conseguire un impatto accettabile sul territorio e sui suoi abitanti. Accanto all’adozione di un piano regionale di riduzione dei rifiuti, all’introduzione di un sistema di tariffazione puntuale, all’incremento del recupero di materia, all’avvio di forme di collaborazione con regioni prossime per il recupero energetico, il testo proposto esclude la possibilità di costruire e di utilizzare impianti a caldo di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati, che necessariamente incrementerebbero le emissioni di inquinanti nella piana di Aosta.



Articolo unico

(Modificazione all’articolo 7)



1. Il comma 5 dell’articolo 7 della legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti), è sostituito dal seguente:

“5. In considerazione delle ridotte dimensioni territoriali della regione e dei limitati quantitativi di rifiuti prodotti, in conformità agli obiettivi di cui all’articolo 10, comma 1, al fine di tutelare la salute e di perseguire criteri di economicità, efficienza ed efficacia, nel ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi, non si realizzano né si utilizzano sul territorio regionale impianti di trattamento a caldo quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione.”.

TESTO TRATTA DAL BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA
BUR N . 34 DEL 16/08/2011





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FERRARA: PUNTA SULLA RIDUZIONE DEI RIFIUTI

A Ferrara oltre 550mila euro di fondi europei per un nuovo sistema di gestione dei rifiuti.

Prevenzione, recupero e riciclo, ma anche raccolta, trasporto e smaltimento. Prende in considerazione tutti gli aspetti del ciclo di vita dei rifiuti l’innovativo sistema del progetto ‘Lowaste’ che ha ricevuto un cofinanziamento europeo di 554.500 euro.

Presentato dal Comune di Ferrara, in veste di partner referente, il progetto vede il coinvolgimento anche di Hera spa, Impronta etica, Consorzio Città verde e Rreuse e nelle scorse settimane ha ottenuto l’approvazione e il sostegno finanziario dell’Unione europea, nell’ambito del Programma Life plus che mira al supporto di azioni ambientali innovative.

Tra i principali obiettivi di Lowaste vi è la riduzione dei rifiuti prodotti a livello comunale, attraverso una gestione integrata dell’intera filiera della creazione e dello smaltimento. Il tutto con interventi che vanno all’intercettazione dei rifiuti prima che diventino tali, alla promozione del riuso, al miglioramento della differenziazione, senza tralasciare la valorizzazione dei canali di rivendita o scambio dei prodotti riciclati o recuperati secondo la logica degli ‘acquisti verdi’ per le pubbliche amministrazioni e le aziende.

Il cofinanziamento europeo di 554.500 euro (pari al 50% del costo dell’intero progetto) sarà suddiviso tra i vari partner, che dovranno occuparsi della copertura della spesa restante.

Il Comune di Ferrara beneficerà in particolare di una somma di 204.500 euro e provvederà al finanziamento della propria restante quota di 196.320 euro tramite le spese ordinarie per il proprio personale impegnato nella gestione del progetto.

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15 agosto 2011

ALBERI AD AOSTA: UN GRIDO DI DOLORE....

Un grido di dolore a nome degli alberi.

Vorrei lanciare un grido di dolore in nome dei miei amici che non lo possono fare, gli alberi di Aosta. Spazi angusti, collocazioni assurde, ma soprattutto potature esagerate e tecnicamente sbagliate hanno ridotto le piante della nostra citta' a tristi simulacri di cio' che dovrebbe rappresentare la gioia di vivere nel suo senso piu' completo e saggio, un albero.

Chiunque percorra in estate vie come Monte Grivola, Conte Crotti, tutto il quartiere Cogne, la zona del cimitero, viale della Pace, ma poi insomma dappertutto, si trova di fronte a pallidi moncherini con le foglie ingiallite e malate, spesso disidratati per l'insufficiente superficie percolante, orrendamente sfigurati in quello che dovrebbe essere il loro portamento naturale, che nemmeno viene piegato a qualsivoglia criterio estetico, ma pare piuttosto il frutto consapevole di una mente sadica e malata. Sono passati invano circa vent'anni da quando sollevai per la prima volta la questione, in Comune si sono avvicendati assessori, dirigenti e tecnici e nulla e' cambiato, se non per le piante ornamentali che una provvida legge regionale cerca di tutelare (ma abbiamo gia' perso la robinia del Ponte di pietra, una vecchia Signora che molto probabilmente aveva conosciuto Napoleone). E' forse appena il caso di accennare che nelle altre citta' occidentali viene data grande importanza agli alberi, soprattutto nella progettazione urbanistica. Provate a osservare il nuovo parcheggio, se cosi' si vuole chiamare uno spiazzo cementificato senza ombra ne' acqua ne' verde, davanti al Mostro di Saint-Martin (alludo ovviamente alla costruzione che hanno genialmente realizzato per compiere impunemente un altro crimine urbanistico, la morte per soffocamento della bellissima chiesetta di Saint-Martin) e in tutto e per tutto in sintonia con questo, non puo' che pensare all'urgente necessita' di un'eutanasia che consenta una morte rapida e decorosa alle 4 piante sofferenti che vi si trovano, e che come spettri ci ricordano ogni giorno la violenza che commettiamo sulla Natura.

Se l'amministrazione comunale non ha le competenze necessarie a gestire il patrimonio arboreo della citta', mi metto a disposizione fin d'ora, a titolo gratuito, per organizzare un piano di salvataggio che ponga fine a questa vergogna.

GHIGO ROSSI AOSTA
tratto da La posta dei lettori - La stampa 5 agosto 2011


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12 agosto 2011

LETTURE ANTICASTA...

Il precario “UGO” sfida la privilegiata CASTA
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La vita “IMPERFETTA“ dei precari ed il futuro senza lavoro fa paura a molti ma non a chi ci governa. Sul sito sottoindicato la vera storia di Ugo il precario che sfida e lotta contro la casta.



http://il-precario-ugo-contro-la-casta.blogspot.com/




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7 agosto 2011

GESTIONE RIFIUTI: NAPOLI STIPULA ACCORDO CON CENTRO RICICLO VEDELAGO

Buone notizie!

(Comunicato stampa del Sindaco Luigi de Magistris)

«Il rapporto di collaborazione tra il Comune di Napoli e il Centro Riciclo Vedelago è stato formalizzato in un protocollo di intesa firmato oggi dal vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano e Carla Poli.

Col protocollo si dà l’avvio ad uno studio preliminare di fattibilità per la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico a freddo con annesso impianto di estrusione da collocare sul territorio di Napoli e favorire l’implementazione dell’utilizzo delle materie di seconda vita nei cicli produttivi propri.

L’amministrazione di Napoli ritiene che il centro di Vedelago possiede il know-how necessario a costruire un impianto di trattamento a freddo per valorizzare la frazione residua dei rifiuti o del trattamento dei residui del recupero delle materia plastiche, tanto da essere riconosciuto a livello europeo.

Si tratta di un progetto che questa amministrazione reputa necessario per realizzare quella rivoluzione ambientale che poggia sulla differenziata e il riclico dei rifiuti, unica strada per superare l’emergenza senza doversi piegare alla filiera classica discariche-inceneritore che, fino ad oggi, non ha prodotto alcun risultato vero.

Le attività del rapporto di collaborazione saranno così articolate: uno studio dello stato di fatto sulle raccolte differenziate con l’acquisizione ed analisi dei dati di produzione; l’elaborazione del Piano Preventivo dei costi degli interventi e dei benefici derivanti dalla implementazione del suddetto impianto; l’elaborazione del Piano di Gestione.

Commerciale comprendente l’analisi del mercato per i materiali in entrata ed in uscita (input/output); la verifica della possibilità di promuovere attività di ricerca e innovazione coinvolgendo Istituti di Ricerca e Università.



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5 agosto 2011

ALTRE FOTO DI ALBERI IN FIN DI VITA!





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Ecco un intervento di Ghigo Rossi sulle condizioni dei viali alberati nella nostra città (Aosta) >>>>>>



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Appalti trasparenti e non solo

Proposte applicative

1. L’obbligo di indicare, da parte delle Amministrazioni aggiudicatrici, sia in fase di eventuale pre-informazione sulle gare che si intendono bandire, sia negli atti con cui vengono bandite le singole gare, regole e modalità di partecipazione dell’utenza ed il rispetto del principio di rappresentanza civica.

2. La destinazione di una quota parte di risorse finanziarie per le attività di tutela e di rappresentanza degli utenti

3. L’inserimento di standard specifici di qualità dei servizi, con l’indicazione delle modalità, dei tempi, dei costi economici e dei processi di formazione del personale per raggiungerli

4. L’obbligo (nei confronti dell’ente appaltante e dell’ente appaltatore) dell’accessibilità del capitolato d’appalto per i cittadini utenti e le loro organizzazioni

5. L’adozione della carta dei servizi da parte dell’ente appaltatore

6. L’obbligo, da parte dell’ente appaltatore, di effettuare una verifica periodica sull’andamento del contratto (con l’eventuale coinvolgimento delle stesse organizzazioni della cittadinanza attiva), con la presentazione pubblica di una relazione scritta conclusiva che verrà utilizzata anche come base di partenza per il rinnovo del contratto (cioè gli elementi irrinunciabili di cui tenere conto).

7. Atti da adeguare nelle procedure del bando di gara, della preselezione delle ditte, della messa a punto del capitolato d’appalto e della selezione delle offerte:

7.1. Quale che sia la procedura di gara decisa dall’Amministrazione aggiudicatrice, per essere ammessa a presentare offerta l’impresa dovrà dimostrare di possedere un codice di regole e modalità per l’informazione ed il coinvolgimento degli utenti durante la fase di organizzazione ed erogazione del servizio; in mancanza, potrà essere ammessa a presentare offerta qualora si obblighi ad adottare tale codice di regole e di comportamenti, assumendo tale impegno in modo circostanziato.

7.2. Qualora la procedura di gara adottata sia un pubblico incanto, l’impresa dovrà impegnarsi ad adottare regole e modalità conformi alle eventuali prescrizioni del capitolato di gara, o ad adeguare il proprio sistema, se precedentemente adottato e non adeguato.

7.3. Qualora la procedura di gara adottata dall’Amministrazione aggiudicatrice consista nel metodo dell’offerta economica più vantaggiosa, od anche in altro sistema di gara non fondato esclusivamente sull’offerta del prezzo più basso, l’Amministrazione aggiudicatrice potrà attribuire un punteggio diversificato alle diverse offerte presentate, in relazione alla qualità delle regole e delle modalità indicate di informazione e coinvolgimento degli utenti.



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