16 luglio 2015

DEPOSITATO IL NUOVO PIANO REGIONALE SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

La bozza suscettibile di modifiche per il nuovo piano rifiuti regionale è online sul sito della Regione Autonoma Valle d'Aosta www.regione.vda.it . Dalla data di pubblicazione decorrono 60 giorni per le osservazioni da parte dei cittadine e/o Associazioni.

Il termine finale per presentare osservazioni è il 4 settembre 2015.

Qui di seguito il link:

10 luglio 2015

PUNTARE AD UNA LEGGE REGIONALE VERSO RIFIUTI ZERO

Puntare ad una iniziativa di legge regionale seguendo quanto avviene in Emilia Romagna.

La legge regionale di iniziativa popolare contiene elementi propositivi  nella prospettiva concreta di un significativo “cambio di passo” nella gestione dei rifiuti. 
Questa nuova Legge introduce:

un nuovo criterio di efficienza della gestione dei rifiuti basato sulla riduzione degli sprechi ed in particolare sulla riduzione dei rifiuti non riciclati, che sostituisce il criterio di  percentuale di raccolta differenziata

un meccanismo economico automatico e progressivo che incentiva i comuni che minimizzano i rifiuti a smaltimento;

la tariffa puntuale per cui la parte variabile del rifiuto è commisurata ai rifiuti prodotti, in particolare a quelli non riciclabili, responsabilizzando il singolo utente

finanziamenti alla trasformazione del servizio quali la raccolta porta a porta, la tariffa puntuale, i centri comunali del riuso, le azioni di riduzione dei rifiuti, l’impiantistica del riciclaggio, la ricerca sul rifiuto residuo finalizzata a modificare la progettazione di beni, materiali di consumo attualmente ancora non riciclabili

una maggiore trasparenza nell’informazione sulla gestione.


Ecco i principali referenti 
Natale Belosi, Ecoistituto di Faenza, referente della rete regionale associazioni e comitati territoriali
Michele Giovannini, Sindaco Comune di Castello D’Argile, referente dei Comuni promotori
Lorenzo Frattini, presidente Legambiente ER
Marco Galaverni, presidente WWF ER

5 luglio 2015

SI AD UNA EUROPA DEI POPOLI. NO AD UNA EUROPA DELLE BANCHE.

No Europa multinazionali, banche, finanza. Si Europa dei popoli.
Grecia.  TTPI (trattato USA-Unione Europea). Ucraina. Derivati del latte. Stessa faccia di un'Europa che non vogliamo. Semplifico molto per questioni di spazio.  C'è uno stretto legame tra la situazione in Grecia, alla quale  viene richiesto di indebitarsi ulteriormente per pagare interessi su debiti fatti dai precedenti governanti corrotti.  La crisi in Ucraina, ove con l' embargo dei nostri prodotti verso la Russia voluto dagli Usa stiamo perdendo importanti mercati agroalimentari, ma non solo. Perché? Perché  le multinazionali e le banche vogliono espandersi e accaparrarsi anche quei mercati, non importa il prezzo da pagare in vite umane e danno alle economie, tanto non pagano loro. Ma cosa succederebbe  alla nostra economia se la Russia chiudesse il rubinetto del gas o ne aumentasse il prezzo ?  A pagare saremmo nuovamente noi.....E' di questi giorni la decisione europea di imporre anche all'Italia la possibilità di produrre formaggi con i derivati del latte e altre schifezze. Anche questa decisione di peggiorare e livellare la nostra qualità di formaggi e latticini verso il basso  è voluta dalle multinazionali alimentari. Questa decisione non fa che anticipare, se noi staremo zitti, l'approvazione del trattato Usa-Europa, il famigerato TTPI.  Cosa ci imporrà questo trattato? Innanzitutto toglierà il divieto di importare dagli USA, per esempio, prodotti alimentari trattati con ormoni o geneticamente modificati. Ma sopratutto privatizzerà ulteriormente quei pezzi della  sanità e dei servizi pubblici che rendono di più. Il TTPI  impone inoltre  che le eventuali controversie legali che ne deriveranno non siano più dibattute nei tribunali nazionali o internazionali ma trattati da arbitrati privati. Insomma vogliono toglierci quel pò di democrazia che ci è rimasta. Vi pare poco??
Ormai siamo in tanti, ed io fra quelli, che non vogliamo più questa Europa. Se ne può fare un'altra?  Certo che sì, la Grecia insegna, ma a noi cittadini tocca solo  fare gli spettatori o possiamo far qualcosa?  Intanto essere solidali con la Grecia. Poi far sentire la nostra voce anche nelle istituzioni,  Comuni o  Consiglio regionale. Lo sapete che in Consiglio regionale non si è mai discusso del TTPI e delle  conseguenze, se viene approvato, per la Valle?    Anche per la possibilità di fare formaggio con i derivati del latte, una delle conseguenze nefaste del TTPI, le Regioni, la Coldiretti, le associazioni di categoria e dei consumatori non hanno nulla da dire?  La Rai, i vari giornali e giornalini non hanno nulla da dire? Possibile che dobbiamo essere noi cittadini che ci mobilitiamo dal basso contro questi interessi di parte e queste schifezze che ci peggioreranno la vità?
Spero di essere riuscito a dare un'idea che questa è l'Europa che non vogliamo. Ma a chi spetta costruirne un'altra? A Renzi, che tra la Grecia l'Ukraina e la troika si schiera dalla parte, per ora,  dei più forti?  Aspettiamo che l'Europa si cambi da sola? Oppure di fare gli  riscopriamo di essere cittadini attivi che si mobilitano e non aspettano che i buoi siano scappati dalla stalla o, per  non piangerci addosso, quando il latte è già stato versato?

Alessandro Bortot
Nus 2 luglio 2015

25 giugno 2015

TARIFFA PUNTUALE: PER I VIRTUOSI UNA OCCASIONE DI RISPARMIO - A PARMA OPERATIVA DA LUGLIO 2015

La tariffazione puntuale a Parma partirà dal 1 luglio 2015. I cittadini di Parma potranno avere la possibilità di risparmiare effettuando una raccolta differenziata in modo virtuoso.
Ecco il costo per una famiglia composta da 3 persone che vive in un appartamento di 100 metri:  a fronte di una tariffa attuale di 254 euro, c'è la possibilità di risparmiare circa 20 euro annui.

APPROFONDISCI >>>>

16 giugno 2015

CASETTA DELL'ACQUA - IN ATTESA DELL'ALLACCIAMENTO ALLA RETE ELETTRICA/IDRICA E DELLA DATA DI AVVIO

CASETTA DELL'ACQUA.

Il progetto stranamente è rimasto bloccato per anni in attesa delle varie autorizzazioni burocratiche. A fine maggio  2015 e stato posizionato il chiosco/contenitore che dovrebbe custodire l'impianto di microfiltratura dell'acqua.


Al momento l'impianto non risulta ancora collegato alla rete elettrica.

Non è stata ancora resa nota la data di avvio del servizio.


Ecco alcune foto che illustrano lo stato dei luoghi:


Raccordi tra la nuova pavimentazione ed il marciapiede non ripristinati. 
Già segnalata pericolosità presso gli uffici comunali

Presenza di tubi e raccordi di plastica a vista: Risulta utile riportare della nuova terra.



VIALE DELLA PACE: POLMONE VERDE DA PRESERVARE - LE POTATURE ECCESSIVE DEGLI IPPOCASTANI SONO STATE DELETERIE


Gli alberi che costeggiano il viale non necessitano di una drastica potatura. Per l'estate costituiscono l'unica protezione al sole e alla calura. Sarebbe utile, invece, una manutenzione periodica degli arbusti sottostanti  e alla copertura con nuova terra di molte radici e tubature  presenti in loco. Occorre ancora effettuare il ripristino dei cordoli di accesso al marciapiede interno che di sera, è vero, rimane poco illuminato. In passato nessun intervento è stato fatto ai lampioni  e neppure sono stati posizionati piccoli corpi illuminanti nel marciapiede centrale. In ogni caso non abbiamo notizia di problemi di sicurezza o criminosi in zona. 
La presenza delle panchine permette di godere del fresco anche in serata.


Ecco alcune segnalazioni che si leggono sui media locali >>>

6 maggio 2015

NUOVO PIANO GESTIONE RIFIUTI. A CHE PUNTO SIAMO?

Interpellanza presentata in Consiglio regionale sull'adeguamento del piano regionale di gestione dei rifiuti.

Con un'interpellanza presentata congiuntamente nel corso della seduta del Consiglio regionale del 6 maggio 2015, i gruppi Movimento 5 Stelle, Alpe e Union Valdôtaine Progressiste hanno voluto fare il punto sulla nuova proposta di adeguamento del piano regionale di gestione dei rifiuti.

Richiamato l'incarico professionale di collaborazione tecnica di alta qualificazione per la predisposizione della nuova proposta di adeguamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti affidato dalla Giunta regionale nel novembre 2014, i cui termini di consegna sono ormai ampiamente scaduti, i Consiglieri Roberto Cognetta (M5S) e Fabrizio Roscio (Alpe) hanno espresso l'urgenza di procedere all'approvazione in tempi strettissimi del Piano rifiuti, per scongiurare situazioni di emergenza o infrazioni delle norme comunitarie. Hanno quindi chiesto se le bozze di Piano presentate ad oggi dai professionisti incaricati soddisfino appieno le richieste previste dal disciplinare di incarico e le motivazioni del ritardo della consegna; se siano state date precise indicazioni agli incaricati affinché gli indirizzi approvati dal Consiglio regionale costituissero presupposto imprescindibile per la nuova pianificazione regionale; se la bozza di Piano sia caratterizzata dall'elasticità necessaria a far fronte alle esigenze gestionali in continua evoluzione. Infine, i Consiglieri Cognetta e Roscio hanno chiesto se la Giunta regionale sia intenzionata ad organizzare un sopralluogo del Consiglio regionale presso la discarica, in modo da valutarne direttamente la situazione.

L'Assessore al territorio e ambiente ha risposto che le bozze di adeguamento del Piano rifiuti sono in fase di elaborazione da parte degli uffici regionali e dei professionisti incaricati senza alcun ritardo: ha ricordato, infatti, la proroga al 28 febbraio 2015 della consegna della documentazione, anche per permettere i lavori della terza Commissione consiliare. Ha spiegato che la fase di concertazione preliminare con le strutture competenti è già conclusa, e che si sta concludendo la bozza del Piano e l'annesso rapporto ambientale, in modo da dare avvio al procedimento di valutazione ambientale strategica. Quindi le scadenze ad oggi sono state rispettate, anche perché si è cercato di avanzare in parallelo con i documenti riguardanti il Piano e il rapporto ambientale, seppur con varie difficoltà.

È intenzione giungere alla definizione della bozza del Piano e del rapporto entro maggio, avviando poi a metà giugno l'iter della valutazione; successivamente, ha spiegato l'Assessore, è prevista la pubblicazione dei due documenti per sessanta giorni per le eventuali osservazioni; quindi, a metà agosto, l'Autorità ambientale avrà novanta giorni - che possono essere comprimibili -  per esprimere il proprio parere. Sarà allora che si potrà passare all'iter di approvazione dei documenti in Commissione e poi in Consiglio regionale.
L'Assessore ha quindi specificato che gli indirizzi formulati dal Consiglio e dalla Commissione costituiscono presupposto fondamentale e imprescindibile; il Piano inoltre recepirà le osservazioni espresse dalla Commissione. In merito infine al sopralluogo alla discarica, l'Assessore ha comunicato che sono già stati presi contatti con il gestore e non resta che decidere la data.
Nella replica, il Consigliere Alessandro Nogara (UVP) ha osservato che bisognerà aspettare fino al 2017 per poter appaltare i primi lavori alla discarica e ha rilevato l'importanza dell'effettuazione del sopralluogo all'impianto di Brissogne per capirne la riprofilatura, soprattutto sotto l'aspetto della sicurezza. La tempistica lunga non può che spegnere ogni tipo di entusiasmo.
Il ritardo è già stato ereditato, ha aggiunto il Consigliere Fabrizio Roscio, e proprio per questo motivo dobbiamo fare il più in fretta possibile, anche lanciando un messaggio ai cittadini, con cui occorre ricostruire un rapporto di compartecipazione e di fiducia. La gente aspetta azioni concrete e noi continueremo a seguire la vicenda, ha precisato il Consigliere, auspicando un tempestivo coinvolgimento della Commissione consiliare nell'esame delle bozze e sollecitando l'organizzazione di incontri mirati e capillari con la popolazione da parte dell'Assessorato.


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Quanto petrolio ci rimane?

http://www.aspoitalia.it/intro/intro.php?ndiap=13

http://manifestopa.pbworks.com/w/page/20249515/FrontPage

24 marzo 2015

CASETTA DELL'ACQUA IN ZONA VIALE DELLA PACE: ANCORA NESSUNA DATA CERTA!

In Consiglio comunale di Aosta  martedì 24 marzo 2015 per iniziativa del gruppo consiliare di ALPE si è di nuovo parlato della prevista installazione della "CASETTA DELL'ACQUA"  nella zona di Viale della Pace. Il progetto era stranamente rimasto nel cassetto in attesa di pareri e autorizzazioni burocratiche.

L'Assessore Delio Donzel ha ribadito che l'installazione è effettivamente prevista in Viale della Pace e che per la stessa sono stati acquisiti i pareri della Sovrintendenza ai Beni Culturali e della Commissione urbanistica e venerdì 27 marzo 2015) sarà portato il progetto esecutivo all'attenzione della Giunta Comunale. 

Lunedi prossimo chiederemo agli Uffici competenti l'esito e la data di installazione effettiva.

Quasi un anno per raccogliere le autorizzazioni previste sembra francamente eccessivo!

15 marzo 2015

NUOVO ORR ( OSSERVATORIO REGIONALE RIFIUTI) ATTIVO DAL 13/03/2015

Anche se  molto a rilento si è arrivati nei giorni scorsi a completare la nomina dei componenti del nuovo osservatorio regionale rifiuti. L'organismo quindi è operativo e può procedere nei lavori.

Mentre gli uffici regionali sono al lavoro sul nuovo piano gestionale relativo ai rifiuti continuano le riunioni informative in merito ai cambiamenti che avranno luogo nella raccolta dei rifiuti sul territorio regionale.

Ecco le prossime date utili:

Auditorium scuola media Variney di Gignod il 16 marzo alle 18
Casa Ciamporcero di Gaby il 17 marzo alle 18
Auditorium scuole medie di Morgex il 23 marzo alle 18
Auditorium comunale di Quart il 24 marzo alle 18
Auditorium scuola Einaudi di Aosta il 30 marzo alle 18.

Alcune novità emerse nei precedenti incontri:
IL VETRO verrà raccolto DA SOLO. 

La PLASTICA verrà raccolta insieme ai METALLI (RACCOLTA MULTIMATERIALE LEGGERA). Quindi tutta la plastica ( sia da imballaggio e da non imballaggio per esempio 
giocattoli, custodie cd, cassette, bacinelle, posate ,   bicchieri e piatti di plastica e i poliaccoppiati a prevalente composizione plastica (tipo le confezioni del caffè, dei surgelati, ecc) nonchè i 
I METALLI per esempio alluminio e acciaio e ferro nonchè la confezione dei pomodori pelati, tonno. 
Sarà forse piu facile per il cittadino mettere tutto insieme.

CARTA E CARTONE non cambia. 
Nella CARTA si possono conferire anche le confezioni di biscotti con il simbolo C/PAP81 O C/PAP84 (poliaccoppiati a prevalente composizione carta e il TETRAPACK). Non vanno conferiti nella carta gli scontrini (carta chimica) e la carta oleata (cartaforno).

Nel CARTONE si possono conferire anche i cartoni della pizza a condizione che non siano troppo unti e sporchi.

I Comuni di Aosta e della Comunità Montana Mont Rose, dal 1° giugno 2015 raccoglieranno anche l'ORGANICO.

22 febbraio 2015

PREVEDERE NUOVE REGOLE DI INGAGGIO E PREMI DI PRODUZIONE AI DIRIGENTI PREPOSTI AL SETTORE "CORRETTA GESTIONE RIFIUTI"

Porta a porta, separazione frazione organica, tariffa puntuale fanno lievitare i costi complessivi?

Non nessariamente, anzi ci sono realtà dove le tariffe sono diminuite.

E' giusto ridurre incentivi e premi di produttività ai dirigenti che non si sono spesi per favorire le buone pratiche e la riduzione a lungo termine delle tariffe imposte ai cittadini?

Si è corretto ridurre i premi ai dirigenti preposti ( in regione ed in comune) e sanzionare pubblicamente ( in pratica non rieleggere alle elezioni regionali o comunali) gli amministratori che non hanno lavorato in questa direzione. (introdurre meccanismi di incentivi e disincentivi ai dirigenti tecnici preposti ai vari settori) 

Occorre fare riferimento alle realtà dove già vengono praticate queste pratiche per valutare appieno costi e benefici. In quelle realtà le tariffe sono inferiori alle nostre di circa il 30 %.

L'equazione: raccolta porta a porta = più costi 
è di sicuro non corrispondente alla realtà.

Occorre rivedere il monopolio nella gestione dei  rifiuti in Valle. Tenere aritificiosamente bassi i costi del conferimento in discarica ( meccanismo applicato negli ultimi dieci anni) ha impedito il circolo virtuoso che incentiva la raccolta differenziata.

Il meccanismo è noto: basta vedere nel Lazio ed in Campania dove le basse tariffe di conferimento in discarica hanno impedito il decollo della raccolta differenziata a vantaggio dei gestori delle discariche che conseguono ingenti guadagni. 

In Valle d’Aosta, infatti, nonostante il porta a porta ad Aosta e, solo parzialmente, in alcuni comuni (senza la raccolta dell’organico ancora nel 2015) la raccolta differenziata è stabile intorno al 50% (nel 2012 non si è raggiunto il 65% come previsto e programmato).


Con la copertura di tutti i costi del sistema di gestione dei rifiuti. La ragione per cui si è imposta la sopraccitata regola è quella di responsabilizzare gli amministratori consentendo ai cittadini di controllare la bontà del loro operato.

E’ evidente infatti che, se il sistema di gestione dei rifiuti è efficiente (ben progettato e amministrato nell’interesse esclusivo degli utenti), le tariffe saranno più basse. 


Occorre adottare le migliori pratiche e andare verso quella direzione: le pratiche virtuose come la tariffa puntuale, il porta a porta, la separazione dell’organico e la raccolta differenziata spinta, ovunque applicate hanno portato ad un abbattimento dei costi complessivi.

http://comitatosipuofare.blogspot.it/2015/02/le-bugie-sulla-gestione-rifiuti-di-aosta.html

28 gennaio 2015

CASA DELL'ACQUA: A MARZO 2015 PREVISTA INSTALLAZIONE

I competenti uffici comunali (ambiente e  acquedotto) confermano che entro Marzo 2015 sarà installata la "casetta dell'acqua" nel lato sud di Viale della Pace.

25 gennaio 2015

IN ATTESA DELLA CASA DELL'ACQUA

Vedremo anche quest'anno se con l'arrivo della bella stagione riprenderanno i lavori di manutenzione e ripristino del viale della Pace. E' da tempo che si aspetta l'istallazione della casetta dell'acqua pubblica (microfiltrata e di alta qualità), ma tutto rimane fermo, quasi prigioniero delle cosiddette autorizzazioni amministrative anche se ovviamente sono richieste internamente dalla stessa amministrazione. 

Da domani chiederemo conto agli uffici competenti e vi diremo chi tiene la pratica nel cassetto.



28 dicembre 2014

UN VIALE ALBERATO RESILIENTE MA BISOGNOSO DI INTERVENTI

Di seguito alcune foto dello stato attuale del Viale della Pace. 


Gli ippocastani soffrono ancora i postumi da intossicazione da sale marino cosparso in quantità negli scorsi anni; altri sono definitivamente seccati e morti. Alcune piante (quelle più piccole sono state ripiantate da quasi due anni) sembrano resistere. Altre, forse, in primavera verranno ripiantate.

Di sicuro mancano arbusti nella parte centrale e alcune parti della siepe che delimita il cammino pedonale e una buona quantità di terra nuova o compost. 

E' un viale resiliente, nel senso che non molla, che tenta di resistere fino all'ultimo. Una parte della capacità di autoripararsi o autorigenerarsi, però,  è venuta meno per gli evidenti deterioramenti delle radici delle piante.  

Nella scorsa estate abbiamo visto come molte piante faticano proprio a reagire, anzi, sembrano non aver superato definitivamente gli eventi traumatici causati da imperizia e da potature eccessive.

Ecco i lavori da porre in essere nel corso della primavera 2015:

- ripristino dei tratti di siepe rovinata o non adeguatamente piantata a suo tempo

- posizionare nuova terra o compost nella parte interna e contro i muretti esterni al fine coprire le radici delle piante ed evitare di vedere tubi e muretti interni scrostati.

- controllare la corretta attivazione dell'irrigazione durante la stagione estiva

- ripristinare i cordoli di accesso al viale pedonale che in questo momento formano un gradino o meglio un buco, pericoloso (da riempire) onde evitare cadute da parte di persone anziane e bambini.












1 dicembre 2014

INSIPIENZA O MALAFEDE!

La politica dei rifiuti in Valle d'Aosta.

Nei ultimi due anni nulla di concreto è stato fatto per ridurre la produzione di rifiuti, migliorarne la raccolta e gestirne lo smaltimento.

Molte cose nella nostra Regione avvengono ad insaputa dell'Assessore regionale all'ambiente e al territorio Luca Bianchi:

● l'assessore non è a conoscenza del fatto che non esiste alcuna deroga alla circolare Orlando che vieta di conferire in discarica i rifiuti non trattati;


● l'assessore non sa che la discarica è esaurita e che da mesi sta crescendo oltre i limiti consentiti dal quinto ampliamento, compromettendo anche l'agibilità dell'aeroporto. La discarica misura infatti, alla data del 24 novembre 2014, una altezza di 40 metri sulla testata est della pista, superando di dieci metri la quota massima consentita di 571,50 metri s.l.m.;


● l'assessore dichiara di non avere autorità per coordinare le attività dei nove sub-ATO i quali continuano ad agire non tenendo conto dei nuovi indirizzi per la gestione dei rifiuti approvati all'unanimità nel Consiglio regionale del 30 luglio 2014; ne è un esempio l'acquisto di 128 contenitori seminterrati per i rifiuti, da parte della Comunità Montana Mont Emilius, prevedendo la tariffazione puntuale e il porta a porta solo come eventuali opzioni per il futuro.


● l'assessore non è a conoscenza del fatto che Valeco S.p.A., società a partecipazione regionale, ha sottoscritto il ricorso dell'Associazione temporanea di imprese aggiudicataria dell'appalto per il pirogassificatore tanto da dichiarare, nella seduta del Consiglio regionale del 18 novembre 2014: «Valeco ha agito in modo autonomo, [...]. LA REGIONE NON È STATA PREVENTIVAMENTE AVVISATA DI TALE DECISIONE CON NESSUN ATTO.» 

Tale azione, proposta da una partecipata regionale, potrebbe costare alla Regione e di conseguenza a noi cittadini la somma di 23 milioni di Euro: risorse che in un momento di crisi, come quello che stiamo vivendo, dovranno essere tolte a servizi essenziali per la popolazione valdostana.

http://patuasia.com/2014/12/02/di-chi-cura-gli-interessi

Tratto da Patuasia commenti:


Il dirigente in questione è l’esclusiva depositaria della gestione dei rifiuti in VdA da oltre un ventennio con i risultati sotto gli occhi di tutti, visto che in Campania ci sono 140 comuni che raggiungono i limiti di legge per la differenziata (65%), in VdA nemmeno uno. Cionostante continua a “dettare legge”, anche ai vari Assessori che avrebbero dovuto “indirizzarla” e nel frattempo si occupa di pubblica amministrazione in quota UV a St-Rhemy-en-Bosses.
Intanto il nuovo Piano rifiuti regionale se lo è aggiudicato il solito ingegnere torinese, già consulente della RAVA nell’ultimo già citato ventennio.
Le solite facce e il solito legame dirigenza/politica/impresa che scaricano sui cittadini il costo di scelte molto poco lungimiranti (discarica sottocosto unitamente a bassi livelli di raccolta differenziata) se non addirittura a tutela di interessi un po’ troppo personali: basterebbe scorrere l’elenco dei “veri” proprietari di Valeco, di cui la RAVA è mero socio di minoranza, che si dividono gli utili della società, caricando costi sulla tarsu e quindi sugli ignari cittadini.
Quasi nessuno si occupa dei rifiuti in modo approfondito, non solo i giornalisti, ma anche gli amministratori, i magistrati, la forestale e perfino le associazioni ambientaliste si limitano a grattare la superficie in modo raffazzonato.


http://patuasia.com/2014/12/01/un-cervello-piccolo-piccolo/




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luana.marcoccia@libero.it aggiunto. Premi backspace per rimuovere il destinatario.

30 novembre 2014

LEONIA E LA DISCARICA DI QUART (AO)

“La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, (…). Sul marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d’imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che vengono fabbricate vendute comprate, l’opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. (…) 
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s’espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l’imponenza del gettito aumenta e le cataste s’innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. 

(Italo Calvino-Le città invisibili)

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PIU' LA RIEMPIONO,  PIU'  GUADAGNANO I SOCI PRIVATI E TUTTI I COMPARI DI CONSULENZE E AFFIDAMENTI DI SERVIZI!

ROMPERE L'ACCERCHIAMENTO E RIPORTARE UNA GESTIONE PUBBLICA E PIU TRASPARENTE.

23 novembre 2014

GESTIONE RIFIUTI: NELLA PALUDE DEI RICORSI... ANCHE DA PARTE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE



Donzel (Pd)
Il Consiglio regionale ha chiesto e ribadito la volontà di rispettare l'esito referendario, ma il governo regionale tramite una sua partecipata ricorre contro se stesso! 
Il ricorso è molto pesante: le imprese vogliono che, sulla base di un'aggiudicazione provvisoria (che i gruppi PD e Alpe avevamo a suo tempo chiesto di non fare), venga loro riconosciuta la realizzazione del pirogassificatore.

Questo, quando i cittadini, esattamente due anni fa, con un referendum popolare si sono opposti.
Forse non è il caso di rivedere ruolo della Regione in questa società magari in direzione di una gestione pubblica....
La discarica deve essere portata alla chiusura e solo una gestione pubblica può garantire una corretta gestione della stessa.

Bianchi (assessore reg Ambiente, Uv)
La Regione NON ERA STATA PREVENTIVAMENTE AVVISATA DELLA DECISIONE CON NESSUN ATTO.
Donzel (Pd)
La risposta lapidaria dell'Assessore ci lascia perplessi e scioccati. Considerato che la Valeco è una società con un rappresentante della Regione nel suo Consiglio di amministrazione, la Giunta avrebbe dovuto essere informata di una decisione così delicata.... si chiedono 20 milioni di euro di danni: di fronte ad un atto di questo genere, il rappresentante della Regione avrebbe dovuto, come minimo, stracciarsi le vesti per difendere l'atto che questo Consiglio, tutto, ha votato riguardo agli indirizzi futuri della gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta che va verso la prospettiva rifiuti zero. 
 Ci domandiamo anche a che gioco stia giocando Valeco: è venuta in Commissione consiliare a parlarci di gestione a freddo dei rifiuti e contestualmente fa un ricorso per la gestione a caldo. Siamo curiosi di leggere il verbale, che pubblicheremo perché i cittadini valdostani devono sapere

8 novembre 2014

PARMA DA NOVEMBRE APPLICHERA' TARIFFAZIONE PUNTUALE

Da novembre 2014 è partita a Parma la fase sperimentale del nuovo metodo di calcolo e misurazione, che consentirà ai cittadini di pagare una tariffa calibrata a seconda della quantità di indifferenziata prodotta. Come promesso si procede con la raccolta porta a porta e ci si avvia verso il traguardo della tariffazione puntuale.


Dopo Trento e Treviso, dove il sistema ha già portato a risultati confortanti, con un significativo ulteriore aumento della raccolta differenziata rispetto al semplice porta a porta si aggiunge, ora, Parma.

In poco più di due anni la città ha portato le percentuali di raccolta differenziata a una media del 70 per cento in tutto l’abitato diminuendo la quantità di rifiuti da smaltire in discarica o nell'inceneritore.

La tariffazione puntuale è un’altra tappa verso il cambiamento di strategia sul trattamento dei rifiuti, che  contribuirà  ad abbassare ancora di più il livello dell’indifferenziata.
Il meccaniso della tariffiazione puntuale è stata illustrato dal consulente della multiutility Iren Raphael Rossi  che ha fortemente voluto tale cambiamento, affinché ognuno paghi in rapporto a ciò che consuma.

Il nuovo sistema richiederà la collaborazione dei cittadini, che dovranno rispettare gli orari di esposizione dell’immondizia utilizzando i sacchi giusti, a cui è stato applicato un microchip che verrà letto da appositi macchinari, attraverso i quali sarà determinata la tariffa puntuale per ogni famiglia. 


Le polemiche sono dietro l’angolo, visto che già il porta a porta spinto ha provocato malumori in molti quartieri per situazioni di degrado dovute a discariche a cielo aperto o conferimenti errati dei rifiuti. Ma il Comune sta già correndo ai ripari con strumenti per sorvegliare sulle irregolarità. “Ci stiamo dotando degli strumenti utili a limitare conferimenti sbagliati – sostiene Pizzarotti - sindaco di Parma – quali telecamere, una nuova squadra di controllo, adesivi sui rifiuti collocati in modo scorretto, ma stiamo anche lavorando per migliorare il servizio, soprattutto riducendo i tempi di esposizione nella città storica.

I cittadini avranno tempo per abituarsi al nuovo sistema, che sarà avviato a novembre a partire dal centro storico ed entrerà in vigore a gennaio 2015. Il lettore misurerà il numero di conferimenti dei sacchi dotati di microchip per l’indifferenziato, consentendo agli utenti di risparmiare o spendere a seconda della quantità di rifiuti prodotti. Banditi invece tutti i sacchi senza microchip e quelli esposti in orari o giorni diversi da quelli definiti, che non saranno più ritirati dagli operatori di Iren, ma che saranno lasciati agli utenti con un avviso ad adottare i comportamenti adeguati. Da gennaio 2015 ci sarà un primo semestre di prova, per dare tempo ai cittadini di calcolare i propri svuotamenti e calibrare il comportamento per il calcolo puntuale della bolletta, che partirà concretamente a luglio. Se tutto funzionerà al meglio, l’esempio di Parma è destinato a fare scuola in Regione, e non solo. “Oggi la tariffa rifiuti di Parma è la più bassa dell’Emilia Romagna e la tariffazione puntuale consentirà di far pagare a ciascuno in rapporto a quanti rifiuti indistinti produce – ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli .

2 novembre 2014

CHE FATICA IN VDA PROCEDERE VERSO UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI! TANTI ANNI PERSI...


NUOVO APPUNTAMENTO - SERATA INFORMATIVA ORGANIZZATA DAL MOVIMENTO 5 STELLE VDA
venerdì 7 novembre, ore 20,30,
Luogo: Aosta, Hostellerie du Cheval Blanc.

Serata di informazione e dibattito sulla gestione dei rifiuti, a livello locale, nazionale ed Europeo.

Parteciperanno alla serata l'europarlamentare del MoVimento 5 Stelle Eleonora Evi, Jeanne Cheillon e Paolo Meneghini di Valle Virtuosa, i consiglieri regionali M5S Roberto Cognetta e Stefano Ferrero, Manuel Voulaz.

Saranno spiegati i cambiamenti in corso sulla gestione della risorsa "materiale di scarto" , le difficoltà eanche le sfide e le opportunità da cogliere.

Parole come “rifiuto”, “discarica” e “inceneritore” devono essere consegnate al passato. 

30 ottobre 2014

LE MODIFICHE DEL GOVERNO ALL'ART. 35 NON SONO SODDISFACENTI. SBAGLIATO COSTRUIRE NUOVI INCENERITORI. OCCORRE INTRODURRE PERCORSO LEGGE RIFIUTI ZERO

 http://www.vallevirtuosa.it/sistemi-a-confronto
 
Le modifiche apportate al 30/10/2014 in fase di conversione non appaiono convincenti , permane contrarietà
 
Articolo 35.
(Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato ed integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilità dei rifiuti nonché per il recupero dei beni in polietilene).
        1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, individua, con proprio decreto, gli impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell'autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore. Tali impianti, individuati con finalità di progressivo riequilibrio socio economico fra le aree del territorio nazionale concorrono allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio mentre deprimono il fabbisogno di discariche. Tali impianti di termotrattamento costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente.         1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l'indicazione espressa della capacità di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalità di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti così individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell'autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.
        2. Tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall'articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorità competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali.         2. Ai medesimi fini di cui al comma 1, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, effettua la ricognizione dell'offerta esistente e individua, con proprio decreto, il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni; sino alla definitiva realizzazione degli impianti necessari per l'integrale copertura del fabbisogno residuo così determinato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono autorizzare, ove tecnicamente possibile, un incremento fino al 10 per cento della capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti organici per favorire il recupero di tali rifiuti raccolti nel proprio territorio e la produzione di compost di qualità.
        3. Tutti gli impianti di nuova realizzazione dovranno essere realizzati conformemente alla classificazione di impianti di recupero energetico di cui al punto R1 (nota 4), allegato C, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.         3. Tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti sia esistenti che da realizzare sono autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall'articolo 237-sexies del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, qualora sia stata valutata positivamente la compatibilità ambientale dell'impianto in tale assetto operativo incluso il rispetto delle disposizioni sullo stato della qualità dell'aria di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le autorità competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali degli impianti esistenti, qualora la valutazione di impatto ambientale sia stata autorizzata a saturazione del carico termico, tenendo in considerazione lo stato della qualità dell'aria così come previsto dal citato decreto legislativo n. 155 del 2010.
        4. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorità competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti per la loro qualifica di impianti di recupero energetico R1, revisionando in tal senso e nello stesso termine, quando ne ricorrono le condizioni, le autorizzazioni integrate ambientali.         4. Gli impianti di nuova realizzazione devono essere realizzati conformemente alla classificazione di impianti di recupero energetico di cui alla nota 4 del punto R1 dell'allegato C alla parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni.
        5. Ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni non sussistendo vincoli di bacino per gli impianti di recupero, negli stessi deve essere data priorità al trattamento dei rifiuti urbani prodotti nel territorio nazionale e a saturazione del carico termico, devono essere trattati rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario, adeguando coerentemente le autorizzazioni integrate ambientali alle presenti disposizioni nei termini sopra stabiliti.         5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per gli impianti esistenti, le autorità competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti per la loro qualifica di impianti di recupero energetico R1 e, quando ne ricorrono le condizioni e nel medesimo termine, adeguano in tal senso le autorizzazioni integrate ambientali.
        6. I termini previsti per l'espletamento delle procedure di espropriazione per pubblica utilità, di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui al comma 1, sono ridotti alla metà. Se tali procedimenti sono in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono ridotti della metà i termini residui.         6. Ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, non sussistendo vincoli di bacino al trattamento dei rifiuti urbani in impianti di recupero energetico, nei suddetti impianti deve comunque essere assicurata priorità di accesso ai rifiuti urbani prodotti nel territorio regionale fino al soddisfacimento del relativo fabbisogno e, solo per la disponibilità residua autorizzata, al trattamento di rifiuti urbani prodotti in altre regioni. Sono altresì ammessi, in via complementare, rifiuti speciali pericolosi a solo rischio infettivo nel pieno rispetto del principio di prossimità sancito dall'articolo 182-bis, comma 1, lettera b), del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 e delle norme generali che disciplinano la materia, a condizione che l'impianto sia dotato di sistema di caricamento dedicato a bocca di forno che escluda anche ogni contatto tra il personale addetto e il rifiuto; a tale fine sono adeguate le autorizzazioni integrate ambientali ai sensi del presente comma.
        7. In caso di mancato rispetto dei termini di cui ai commi 2, 4, 5 e 6 si applica il potere sostitutivo previsto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.         7. Nel caso in cui in impianti di recupero energetico di rifiuti urbani localizzati in una regione siano smaltiti rifiuti urbani prodotti in altre regioni, i gestori degli impianti sono tenuti a versare alla regione un contributo, determinato dalla medesima, nella misura massima di 20 euro per ogni tonnellata di rifiuto urbano indifferenziato di provenienza extraregionale. Il contributo, incassato e versato a cura del gestore in un apposito fondo regionale, è destinato alla prevenzione della produzione dei rifiuti, all'incentivazione della raccolta differenziata, a interventi di bonifica ambientale e al contenimento delle tariffe di gestione dei rifiuti urbani. Il contributo è corrisposto annualmente dai gestori degli impianti localizzati nel territorio della regione che riceve i rifiuti a valere sulla quota incrementale dei ricavi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti di provenienza extraregionale e i relativi oneri comunque non possono essere traslati sulle tariffe, poste a carico dei cittadini.
        8. I termini per le procedure di espropriazione per pubblica utilità degli impianti di cui al comma 1 sono ridotti della metà. Nel caso tali procedimenti siano in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono ridotti di un quarto i termini residui. I termini previsti dalla legislazione vigente per le procedure di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui al comma 1 si considerano perentori.
        9. In caso di mancato rispetto dei termini di cui ai commi 3, 5 e 8 si applica il potere sostitutivo previsto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.
        10. Al comma 9-bis dell'articolo 11 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, dopo le parole: «il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare» sono inserite le seguenti: «, anche avvalendosi di Consip S.p.A., per lo svolgimento delle relative procedure, previa stipula di convenzione per la disciplina dei relativi rapporti,».
        11. All'articolo 182 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, dopo il comma 3 è inserito il seguente:
        «3-bis. Il divieto di cui al comma 3 non si applica ai rifiuti urbani che il Presidente della regione ritiene necessario avviare a smaltimento, nel rispetto della normativa europea, fuori del territorio della regione dove sono prodotti per fronteggiare situazioni di emergenza causate da calamità naturali per le quali è dichiarato lo stato di emergenza di protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225».
        12. All'articolo 234 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
            a) il comma 2 è abrogato;
            b) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso, del consiglio di amministrazione del consorzio deve fare parte un rappresentante indicato da ciascuna associazione maggiormente rappresentativa a livello nazionale delle categorie produttive interessate, nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro dello sviluppo economico»;
            c) al comma 13 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il contributo percentuale di riciclaggio è stabilito comunque in misura variabile, in relazione alla percentuale di polietilene contenuta nel bene e alla durata temporale del bene stesso. Con il medesimo decreto di cui al presente comma è stabilita anche l'entità dei contributi di cui al comma 10, lettera b).».
        13. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma 13 dell'articolo 234 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal presente articolo, i contributi previsti dal medesimo articolo 234, commi 10 e 13, sono dovuti nella misura del 30 per cento dei relativi importi.

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27 ottobre 2014

I RIFIUTI? NON ESISTONO. UN LIBRO DA LEGGERE E DA REGALARE !

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Più si ricicla, meno si producono rifiuti

E funziona meglio se a gestire il tutto è un ente pubblico. 

Perciò anche la TASI deve cambiare, puntando sulla valorizzazione della raccolta differenziata.

Piccole, grandi verità che Marco Boschini e Ezio Orzes, esponenti dell’Associazione dei Comuni virtuosi, svelano nel loro nuovo libro I rifiuti? Non esistono! Due o tre cose da sapere sulla loro gestione (Editrice Missionaria Italiana, pag. 64, euro 5,00). 

Boschini e Orzes sanno bene di quel che parlano e scrivono: entrambi sono stati e sono attualmente assessori all’ambiente nei rispettivi comuni (Colorno, Parma, e Ponte nelle Alpi, Belluno).  

Orzes è il fautore del «miracolo-Ponte nelle Alpi», il comune (circa 8000 abitanti) più «riciclone» d’Italia per diversi anni, premiato per vari anni di seguito da Legambiente.
Quale il segreto dunque di trattare ciò che noi scartiamo?

Boschini e Orzes hanno una convinzione, suffragata da dati precisi: se si ricicla, i rifiuti diminuiscono di numero e volume, anzi diventano strumento per altro, ovvero possono produrre lavoro e ricchezza. Partendo da una «buona pratica» concreta (il consorzio Priula nel trevigiano), i due autori dimostrano che funziona meglio una tassa comunale che non prenda in considerazione i metri quadrati di una casa o di un ufficio, bensì la capacità dei cittadini di produrre rifiuti differenziati. Lo dicono i numeri: in questo modo il rifiuto indifferenziato (il «secco») scende da 320 chilogrammi procapite a 40 kg, e la differenziata sale dal 27% all’84%! Anche le famiglie ne avrebbero un grande beneficio: prendendo l’esempio trevigiano, a fronte di 240 euro di tassa su scala nazionale, con la differenziata «spinta» si pagano 160 euro.

Nel libro Boschini e Orzes svelano anche che «le migliori esperienze europee nei servizi di raccolta differenziata sono italiane, gestite da società e consorzi pubblici». Ad esempio, le società pubbliche hanno una raccolta differenziata del 73,5% a fronte della media nazionale del 35%. L’emblema di questa buona gestione pubblica è Ponte nelle Alpi, passato da 23% a 80% di differenziata in un solo mese, fino ad arrivare al 91,5% di adesso: si producono così solo 30 chili di rifiuto secco, contro i 350 della media nazionale. Il risparmio economico? Ben 430 mila euro all’anno, investiti in lavoro, occupazione e servizi.

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22 ottobre 2014

ART 35 SBLOCCA ITALIA. NECESSARIO CAMBIARE L'ATTUALE FORMULAZIONE


E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre 2014 il D.L. 133/2014 recante "Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive"

E' il cosiddetto decreto "sblocca-Italia" che all'art 35 incentiva ancora una tecnologia superata ovverto l'utilizzo degli inceneritori ed omette di incentivare la strategia "rifiuti zero".

AMICI DEL VIALE DELLA PACE MANIFESTA TOTALE CONTRARIETA ALL'ATTUALE FORMULAZIONE E NE CHIEDE LA CANCELLAZIONE O LA MODIFICA SOSTANZIALE.

Amici del Viale della Pace ritiene auspicabile inserire invece  alcuni articoli della proposta di legge di iniziativa popollare cosiddetta "Legge Rifiuti Zero" vera sfida alla creazione di un ciclo virtuoso che oltre a tutelare l’ambiente e la salute permetterebbe il riavvio di un ciclo produttivo sostenibile con oltre 200.000 nuovi posti di lavoro.

Un ciclo virtuoso che va dalla raccolta “porta a porta” generalizzata alla introduzione della Tariffa puntuale, dall’attivazione dei Centri di riuso e riparazione alla realizzazione di impianti di riciclo dei materiali inorganici e di compostaggio dei materiali organici, dalla revisione del sistema di contributi CONAI all’introduzione della tassa sul “vuoto a perdere”.

Senza dimenticare le norme di contrasto come la moratoria contro gli inceneritori e la produzione di energia dai rifiuti, la revoca degli incentivi a forme di energia non rinnovabile, la revoca del D.M. Clini contro il CSS, la revoca dei contratti capestro per i Comuni per conferire negli inceneritori, la normativa sul reato di danno ambientale, la moratoria per le discariche di amianto e tanto altro ancora.

QUESTA E’ LA VERA RIVOLUZIONE CULTURALE ....

Amici del Viale della Pace è favorevole a riaprire una vertenza chiamata "Stop discariche di talquale e Stop al CSS da incenerire" , riprende infatti i temi dalla moratoria agli inceneritori ed al conferimento in discarica di rifiuti non trattati, oggi illegale dopo la Circolare Ministero ambiente del 6/8/2013.
 

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Art. 35

(Misure urgenti per l'individuazione e la realizzazione di impianti di recupero di energia, dai rifiuti urbani e speciali, costituenti infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale)

1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, individua, con proprio decreto, gli impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell'autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore.

Tali impianti, individuati con finalita' di progressivo riequilibrio socio economico fra le aree del territorio nazionale concorrono allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio mentre deprimono il fabbisogno di discariche. Tali impianti di termotrattamento costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente.


2. Tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall'articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n.46. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorita' competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali.

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5. Ai sensi del decreto legislativo n.152 del 2006 e successive modificazioni non sussistendo vincoli di bacino per gli impianti di recupero, negli stessi deve essere data priorita' al trattamento dei rifiuti urbani prodotti nel territorio nazionale e a saturazione del carico termico, devono essere trattati rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario, adeguando coerentemente le autorizzazioni integrate ambientali alle presenti disposizioni nei termini sopra stabiliti.