4 novembre 2022

LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DELLA TRATTA DELLA PISTA CICLABILE TRATTA "OSPEDALE - VIA SAN GIOCONDO"

https://www.aostainbici.it/home/mappa-generale-delle-tratte/tracciati/tratta-s2














Per la Città di Aosta il progetto è stato approvato dalle Amministrazioni guidate prima dal Sindaco Centoz con gli Assessori Malacrinò e Migliorin e in seguito dal Sindaco Gianni Nuti con gli Assessori Cometto e Sartore, e coordinato dai seguenti Funzionari comunali  (Aree tecniche T2 e T3)

Ing. Andrea Florio, dirigente
Arch. Andrea Lazzarotto, RUP del progetto, 
Arch. Monica Marchegiano
Ing. Luca Berthod, assistente al RUP.

Incaricato del progetto e della direzione lavori per la sua realizzazione è un raggruppamento di professionisti composto da 
Arch. Paolo Castelnovi, mandatario 
e da Arch. Andrea Marchisio, “Architetturatre” Studio associato,(Arch. Mauro Rosini e Geom. Luca Melotto), 
“Faber ingegneria” per le parti strutturali (ing. Lorenzo Nelva Stellio, ing. Davide Maietti), 
“Area progetti” per le parti impiantistiche (Ingg. Cerioni, Pisani e Racca) Ing. Giulia Armand, Dott. Geol. Roby Vuillermoz per le parti geologiche.



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4 marzo 2022

VIRUS E VACCINI : IL PUNTO DI VISTA DI LORETTA BOLGAN AGGIORNATO AL 3 MARZO 2022





https://youtu.be/O0hy6SmhqmE
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I LIMITI DI ESPOSIZIONE NON VANNO INNALZATI.

Roma- Aosta , 4 marzo 2022                                                         

Limiti elettromagnetici, Associazioni e Comitati rispondono alla richiesta di Assotelecomunicazioni di portare i valori di esposizione ai campi elettromagnetici da 6 V/m a 61 V/m

“I limiti non vanno innalzati. Chiediamo con forza alla Commissione Industria del Senato ed ai parlamentari tutti di dare voce alla ricerca e alla scienza, e non alle ragioni del potere economico, mettendo al primo posto la salute dei cittadini” 

In Italia non si contano più i tentativi, da parte delle imprese delle comunicazioni, di innalzamento dei limiti di legge di esposizione ai campi elettromagnetici, con la scusa di cogliere appieno le potenzialità dello sviluppo della tecnologia 5G. L’ultima richiesta è quella presentata il 22 febbraio da Assotelecomunicazioni alla X Commissione permanente del Senato, nell’ambito della discussione sul decreto Concorrenza (AS 2469), per l’innalzamento dei valori di esposizione elettromagnetici da 6 V/m a 61 V/m, che nel documento motiva: “nello studio del Politecnico di Milano per Asstel che ha stimato, in presenza degli attuali limiti, la necessità di 27.900 interventi aggiuntivi, sia in termini di reingegnerizzazione di siti esistenti, sia di siti nuovi, con un esborso incrementale per questo motivo di circa 4.0 miliardi di euro a carico degli Operatori radiomobili”.  

Associazioni, enti, comitati e cittadini, si appellano alla Commissione Industria del Senato affinché rigetti la richiesta, definendo una volta per tutta la sua posizione contraria a riguardo, considerandola una minaccia per la salute pubblica e la biodiversità.

“Nessuna ragione tecnica o economica può giustificare un rischio di salute per la popolazione e la biodiversità. – hanno commentato i firmatari – Innalzare il limite portandolo a 61 V/m, significa ignorare le ragioni sanitarie che dimostrano la presenza di effetti biologici non termici, anche molto gravi, fino a forme tumorali, causati dalle frequenze già in uso. Evidenze che fotografa anche l’ultima ricerca Health impact of 5G dell'Istituto Ramazzini pubblicata dal Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo. Per questo chiediamo con forza alla Commissione Industria del Senato e ai parlamentari tutti di dare voce alla ricerca e alla scienza, e non alle ragioni del potere economico, mettendo al primo posto la salute dei cittadini”.

Diverse le ragioni che spiegano la forte e decisa opposizione a quanto richiesto da Assotelecomunicazioni. 

In primo luogo, che i “livelli di riferimento” di cui all’allegato III della Raccomandazione del Consiglio 1999/519/CE di 61 V/m per gli effetti termici, gli unici effetti considerati, risultano essere circa 10 volte più elevati, in termini di campo elettrico dai 6 V/m previsti dal valore di attenzione vigente in Italia, e 100 volte più alti in termini di densità della potenza. Va precisato, quindi, che i 10 W/mq previsti dalla Raccomandazione Europea vanno confrontati con gli 0,1 W/mq del nostro DPCM 8/7/2003. Inoltre, non risulta corretta l’affermazione di Assotelecomunicazioni secondo la quale, per la banda di frequenza a 3.6 GHz, le raccomandazioni internazionali prevedono un limite massimo di 61 V/m contro i 6 V/m italiani. Infatti, il limite vigente sul territorio italiano in quella banda di frequenza è di 40 V/m mentre i 6 V/m rappresentano il valore di attenzione, ossia il tetto massimo di esposizione riferito specificamente ai luoghi a permanenza non inferiore alle 4 ore giornaliere. Per di più non è da trascurare l’anomalia introdotta dalla legge n. 221/2012, che porta già ad un aumento surrettizio dei parametri di esposizione grazie alla misura dei valori dei campi elettromagnetici, da confrontare con il valore di attenzione, come valore medio sulle 24 ore e non più come valore medio su 6 minuti.

Si ricorda alla Commissione del Senato e ad Assotelecomunicazioni, che la stessa Raccomandazione 1999/519/CE afferma che “gli Stati membri hanno facoltà, ai sensi del Trattato, di fornire un livello di protezione più elevato di quello di cui alla presente Raccomandazione”, specificando quindi che non esiste alcun obbligo di adeguamento agli standard europei. Come non esiste neanche un’incompatibilità tra la normativa italiana e l’implementazione delle nuove tecnologie. Tanto che le stesse Agenzie per l’Ambiente ritengono che “la realizzazione del 5G possa avvenire con il mantenimento degli attuali limiti di legge attraverso la definizione di criteri progettuali efficienti come, ad esempio, il corretto dimensionamento e posizionamento degli impianti sul territorio”.






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12 gennaio 2022

SPIKE E VACCINI A MRNA

Prof. Paolo Bellavite può spiegare  brevemente, come funzionano i vaccini a mRNA?

Questi vaccini funzionano inserendo, tramite una particella lipidica, un acido nucleico nella cellula. Quando vi è entrato, l’acido nucleico insegna alla cellula a produrre una proteina denominata spike, che è propria del virus. A quel punto la cellula, producendo la proteina spike, la espone sulla propria membrana e va in questo modo a stimolare il sistema immunitario, che la riconosce come estranea.

Il problema qual è? Come ho scritto in diversi articoli, mentre nella teoria proposta dalle case farmaceutiche queste spike sarebbero prodotte solamente dalle cellule del sistema immunitario e si tratterebbe semplicemente di un’autostimolazione del medesimo, nella realtà dei fatti le spike sono prodotte anche da altre cellule e in molte parti del corpo – compresi il cuore, i vasi sanguigni, il pancreas, il fegato e la tiroide – e, quindi, si possono verificare reazioni gravi contro tali cellule, che hanno prodotto la spike, dato che si comportano come se fossero state infettate dal virus. La differenza è che se ci fosse il virus, sarebbe questi a riprodursi, con la spike del vaccino si riproduce la spike. Però, dal punto di vista pratico e biologico, il risultato è il medesimo.
Non sappiamo inoltre come si controlla questo prodotto, che resta in circolo qualche giorno, né come si comporta la spike. Non si comprende come mai in alcuni soggetti il vaccino sia come assumere acqua fresca e, in altri, si abbiano reazioni anche gravi, perfino a distanza di tempo – dato che si somma il problema dell’autoimmunità. 

Le spike, infatti, assomigliano ad alcune proteine del nostro corpo e, quindi, il sistema immunitario, prima, si rivolge contro le spike e, poi, per motivo di similitudine, può rivolgersi contro gli stessi tessuti del corpo. Ecco, quindi, scattare il fenomeno autoimmunitario. Le miocarditi pare siano dovute all’innescarsi di questo meccanismo. E infatti non insorgono nei primissimi giorni, ma a distanza di qualche tempo».

estratto di una intervista di Simona Frigerio al prof. Paolo Bellavite



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