20 gennaio 2013

TRASHED: IL NUOVO FILM DI JEREMY IRON

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Appare necessario un cambio di rotta  rispetto al modello consumistico e capitalistico sfrenato che ha generato ad oggi solo invivibilità, insostenibilità, disastri ambientali e distruzione del pianeta.

I rifiuti ne sono la dimostrazione piu’ tangibile: collocati alla fine di un processo di consumo spinto lineare e non circolare, rappresentano oggi in questo sistema viziato solo qualcosa di cui doversi sbarazzare in qualsiasi modo.

I governi, aI vari livelli, faticano ad applicare una via ecosostenibile circolare, alternativa alla distruzione della materia, e che possa in futuro salvare il pianeta.

Il film "Trashed" sarà sicuramente un utile contributo al dibattito. 


La prima assoluta in Italia avrà luogo a Firenze il giorno 23 gennaio 2013 alla presenza del Prof. Paul Connett , promotore nel mondo della strategia Rifiuti Zero e di Rossano Ercolini co-coordinatore di Zero Waste Italy.



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19 gennaio 2013

RIGURGITI CENTRALISTI.. ULTIMI PRIMA DEL VOTO!

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Il Governo Monti nella riunione del 18 gennaio 2013 ha deciso di impugnare la legge regionale relativa alle "Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti" che impedisce il trattamento a caldo dei rifiuti, approvata a seguito di un referendum propositivo, svoltosi il 18 novembre 2012, e promosso contro la costruzione di un inceneritore in Valle d'Aosta.
Secondo il Governo la norma si pone in contrasto con l'art. 117 della Costituzione e con lo Statuto di autonomia della Valle d'Aosta in quanto ''il trattamento e la gestione dei rifiuti sono riconducibili alla materia, di potesta' legislativa esclusiva statale, della tutela dell'ambiente.


La lobby degli inceneritoristi torna a farsi sentire...anche nelle stanze romane e con un governo in carica solo per l'ordinaria amministrazione!

A livello regionale  vedremo la posizione del Governo regionale che ora dovrà costituirsi di fronte alla Corte contestando le tesi del Governo nazionale e difendendo le  prerogative statutarie e la volontà popolare.



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13 gennaio 2013

CONSIGLI VIRTUOSI SEMPRE VALIDI...

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Consigli per essere o diventare più ecosostenibili anche in Valle d'Aosta. 

1 – Cibi locali e di stagione
L’ideale sarebbe privilegiare l’acquisto di cibi di stagione e possibilmente a km zero nei mercati rionali: frutta e verdura sono più fresche e buone, mantengono gusto e proprietà nutrizionali meglio di quelle trasportate nei camion lungo le autostrade italiane. Mangiare cibo locale e di stagione consente di mangiare meglio dando una mano all’economia del territorio e risparmiando l’emissione in atmosfera di molta Co2.
2 – Meno sacchetti
Se si va al supermercato è bene portarsi da casa un’ampia e resistente sporta o altro contenitore per evitare di far girare troppi sacchetti. Non dimentichiamo che esistono negozi dove la merce viene venduta sfusa a peso: così si riducono i rifiuti derivanti dallo smaltimento degli imballaggi e si paga soltanto quanto si acquista.
3 – No alle fragole in inverno
Davanti agli scaffali dell’ortofrutta sarebbe meglio non farsi tentare dalle fragole in inverno o da cibi troppo esotici: quelli sì che ne hanno fatti di km; l’impatto ambientale del viaggio è consistente e il gioco spesso non vale la candela.
4 – Biologico è meglio
Privilegiamo, quando possibile, i prodotti biologici che vengono coltivati senza aggredire ed estenuare i terreni e che non portano traccia di alcun residuo chimico o additivo.
5 – Ridurre la carne
Nel carrello devono essere rappresentati tutti gli alimenti per assicurare alla dieta i nutrienti di cui il corpo ha bisogno ma va dato più spazio a frutta e verdura, limitando per quanto possibile la carne: quella bovina viene spesso da allevamenti intensivi che di sostenibile non hanno nulla perché da una parte richiedono quantità ingenti di cereali e acqua per alimentare gli animali e dall’altra inquinano per via dei gas serra prodotti dagli animali stessi. Lo stesso vale per i polli, per lo più allevati in batteria e non a terra. Scegliere uova di gallina allevata all’aperto e biologiche. 
6 – La cucina degli avanzi
La spesa va fatta con la nota per evitare di comprare d’impulso cose che non servono o che ci fanno male: in questo modo si riducono i consumi e gli sprechi. Quello che eventualmente dovesse avanzare in tavola può essere recuperato per la preparazione di nuove pietanze, creando zuppe, creme e torte salate: è la cucina degli avanzi figlia della tradizione e non povera di gusto
7 – Stop agli sprechi energetici
Cerchiamo di consumare meno anche due risorse importanti come elettricità e acqua non solo per avere bollette più leggere ma soprattutto per impattare di meno sull’ambiente. Nel primo caso basterà usare la luce artificiale solo quando manca quella naturale, illuminare solo le stanze effettivamente occupate stando attenti a non dimenticare luci accese nei passaggi, non lasciare in stand-by gli elettrodomestici, in particolare tv e pc, usare solo lampade a risparmio energetico; sembra poca cosa ma distrazione e automatismi ci portano a trascurare anche gli accorgimenti più banali. Come anche quello di fare la lavatrice in fascia notturna.
8 – Risparmiare l’acqua
Nel secondo caso, occhio a non lasciare i rubinetti aperti e a non far scorrere l’acqua a lungo, in particolare quando ci si lava i denti o si lavano i piatti (un ammollo in acqua bollente consentirà di sgrassare meglio piatti e stoviglie risparmiando acqua corrente); la doccia è meglio del bagno che andrebbe riservato a occasioni particolari (in due è meglio); l’efficienza delle guarnizioni contiene gli sprechi. Bere acqua del rubinetto è una buona abitudine perché l’industria dell’acqua in bottiglia non è molto green.
9 – Riciclo e raccolta differenziata
Ricordiamoci però che anche le bottiglie di plastica possono essere riciclate in casa come contenitori o creando bicchieri e imbuti, fuori casa per altri usi (dalla plastica si ricavano anche filati); lo stesso vale per il vetro. Per un corretto riciclo è bene fare la raccolta differenziata.
10 – Usiamo le gambe
L’ultima regola d’oro ben si concilia sia con il buon senso della nonna – fare movimento fa bene – sia con i consigli dei dietologi – bisognerebbe fare almeno 10.000 passi al giorno, circa 3 km e comunque camminare a passo sostenuto almeno mezzora al giorno, soprattutto se si sta cercando di perdere peso. La regola altro non è che usare il più possibile le gambe per tutti gli spostamenti evitando di prendere l’auto per andare nel negozio vicino a casa, andando al lavoro con i mezzi pubblici o in bicicletta.



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7 gennaio 2013

OPINIONI A CONFRONTO. PER CRESCERE...

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Rifiuti, la Valle deve diventare un modello

La vittoria del referendum è stata una tappa fondamentale verso l’obiettivo di creare un sistema d’eccellenza per la gestione dei rifiuti. Fermato il pirogassificatore, si apre una fase nuova. Bisogna  operare con determinazione per costruire un sistema di gestione efficiente, basato sulla massimizzazione della raccolta differenziata e sui trattamenti a freddo, nonché su un annesso circuito di economia sostenibile che potrebbe essere molto importante, soprattutto in questo momento di crisi. Una casa si costruisce bene su fondamenta solide e con una buona progettazione. Questa fase è cruciale. Per questo, noi cittadini dobbiamo continuare ad impegnarci sulla questione rifiuti e sollecitare gli amministratori a concretizzare, con chiara volontà politica, i nuovi indirizzi di gestione. E a farlo in fretta, senza lentezze burocratiche, pensando solo ai contenuti e all’interesse collettivo, nonostante, ahimè, le logiche politiche e l’avvicinarsi di scadenze elettorali possano mettere un freno all’assunzione tempestiva delle migliori pratiche. La questione è talmente sostanziale per la comunità valdostana, che non può che coinvolgere in maniera collaborativa tutta la società civile: dai cittadini, alle categorie professionali (agricoltori/allevatori in primis; ma anche albergatori/ristoratori ecc.), alle associazioni, fino alle competenze dell’Università, insieme agli amministratori regionali e locali. Per non parlare degli operatori del settore rifiuti, dei tanti lavoratori che vanno coinvolti, perché sono loro che devono garantire il funzionamento del sistema. Ognuno a vario titolo deve sentirsi partecipe: stiamo costruendo il futuro della Valle! Per progettare e realizzare il nuovo ci vuole passione e motivazione. E soprattutto, per raggiungerlo, bisogna credere all’obiettivo cui si tende. L’atteggiamento politico di negare l’esistenza del «Piano B» è negativo e sbagliato, così come rivangare in modo miope posizioni superate. Occorre, come in qualsiasi operazione di start up di una nuova e vincente impresa, voler aprire gli occhi sui buoni modelli. Osservare comuni quali Capannori o Treviso, per copiare i migliori sistemi, adattandoli al contesto locale. Come affermato da Franco Bonesso, presidente del miglior consorzio rifiuti italiano di Treviso, il loro sistema funziona grazie all’omogeneità dei criteri organizzativi, nonché a soluzioni impiantistiche a freddo. I 49 comuni appartenenti ai consorzi Priula e Tvtre, sono integrati in un sistema omogeneo, semplificato da un unico Regolamento sulla tariffa e sui servizi. La stessa cosa deve essere fatta in Valle: per evitare sprechi di risorse finanziarie e mal funzionamenti, la Regione deve fornire indirizzi di coordinamento e soluzioni progettuali di sistema che permettano ad ogni «subATO» (cioè alle Comunità montane più il Comune di Aosta), di organizzare al meglio le raccolte e di compiere i giusti investimenti. In mancanza di tali indirizzi, gli ambiti locali non avranno un quadro chiaro per compiere le scelte corrette. Gli slogan della comunicazione ambientale sui rifiuti sottolineano sempre la responsabilità del cittadino, che deve imparare a differenziare meglio. Sacrosanto, certo. Ma la prima responsabilità è degli amministratori/nostri rappresentanti politici. Se gli si fornisce un sistema efficiente, il cittadino diventa per forza virtuoso e fa bene la differenziata. Ad esempio organizzando una raccolta porta a porta, con prelievo presso ogni domicilio anche della frazione umida e istituendo una tariffazione puntuale (con rilevazione elettronica di ogni utenza domestica), che incentiva economicamente a produrre meno indifferenziato, nonché prevedendo controlli e sanzioni. Se si struttura bene il sistema, il sistema funziona. La responsabilità è degli amministratori: speriamo non ci deludano, ma che sappiano cogliere, con passione, la possibilità di miglioramento insita nei momenti di cambiamento. La Valle d’Aosta deve diventare un modello d’eccellenza e sostenibilità per la gestione dei rifiuti/risorse, con ricadute positive sull’immagine turistica, sull’economia e sull’identità della comunità, orgogliosa di aspirare al meglio.

ANNA GAMERRO AOSTA
La Stampa 21.12.12
 
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Un ringraziamento per il referendum


Sono una delle tante persone che con il comitato Valle virtuosa (poi trasformato in associazione) ha raccolto le 11 mila firme per la petizione popolare contro l’inceneritore, poi le settemila necessarie per indire il referendum e infine ha sostenuto la vittoriosa campagna referendaria con il «Comitato promotore del sì». Visto che mi pare nessuno l’abbia ancora fatto, ho pensato di doverlo fare io: dare un giusto riconoscimento e ringraziare pubblicamente, oltre che le persone che si sono recate a votare, anche tutte le organizzazioni, associazioni, comitati e forze politiche che oltre a Valle virtuosa, che ha avuto il merito di promuovere il referendum, si sono poi schierate e messe in gioco per vincerlo. Inizio dalla Cgil regionale che con i suoi 12 mila iscritti è stato l’unico sindacato che si è schierato e mobilitato per far vincere il Sì; la cooperativa lo Pan Ner che con i suoi 2500 ha fatto altrettanto; L’associazione L’agrou; Libera valle Aosta. Il movimento 5 stelle che ha organizzato il comizio in piazza Chanoux di Beppe Grillo. Tutti i componenti del «Comitato promotore del si»: Alpe, Pd, Italia dei Valori, Rifondazione comunista; l’Arci, Legambiente, Gli amici di viale della Pace, l’associazione Loris Fortuna, il circolo per la Decrescita Felice di Aosta, il Gasarci, Attac, Gasaosta, Scuola di Pace, Slow Food. Un riconoscimento e un ringraziamento particolare va inoltre alla trattoria «Des amis» di Quart e all’«Espace populaire» che ci ha ospitato per decine di riunioni, iniziative di vario genere, raccolta di fondi con la massima disponibilità. Sono convinto che tutti siamo consapevoli che con l’aver impedito che nella nostra regione i rifiuti vengano bruciati, il lavoro non è finito. Bisogna fare in modo che Governo regionale e Enti locali si attivino per praticare scelte diverse dal bruciare: ridurre, differenziare, recuperare, separare da subito la frazione umida, eccetera. Questo si può fare con proposte, iniziative (vedi quella di Legambiente che organizza serate per migliorare la nostra capacità di differenziare), incontrando le categorie produttive e chiedendo loro di dotarsi di un «codice» di autoregolamentazione per ridurre i vuoti a perdere, gli imballaggi, i prodotti usa e getta, le rottamazioni eccetera. In questa direzione devono orientarsi i lavori della commissione consigliare preposta. Anche se è composta in maggioranza da consiglieri che sostenevano l’inceneritore, non è detto che, opportunamente sostenuta dalle iniziative sul territorio, già prima della fine della legislatura, non possa indicare orientamenti virtuosi e decisioni praticabili immediatamente. Il lavoro che rimane quindi non deve prevedere la smobilitazione dei soggetti schierati per la vittoria del sì, deve esserci invece consapevolezza che ognuno dei soggetti citati da solo non potrà completare l’opera: il rischio sarebbe la vanificazione del risultato referendario. Un esempio per tutti ? I tentativi governativi e non solo di svuotare il referendum per l’acqua pubblica, l’acqua bene comune, vinto l’anno scorso a giugno cercando in ogni modo di voler privatizzare il settore con la scusa di risanare le finanze degli enti locali. 
 

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Troppe domande sul futuro dei rifiuti


Il referendum del 18 novembre ha sancito che in Valle d’Aosta non si potranno trattare i rifiuti a caldo. E’ il responso dell’espressione democratica dei valdostani e in tale direzione si è tenuti ad andare. Ad un mese dal referendum però certi aspetti poco chiari si delineano meglio. Emerge che per alcuni il voto è stato occasione per manovre politiche che nulla avevano a che fare con i rifiuti: il caso di Laurent Viérin è probabilmente solo la punta dell’iceberg. Depurando il quadro referendario dagli usi impropri che ne sono stati fatti e concentrandosi sul contenuto essenziale, la scelta tra trattamento a caldo e trattamento a freddo dei rifiuti, non si deve dimenticare che Valle Virtuosa e il Comitato del «Sì» hanno assunto degli impegni ben precisi nei confronti del popolo valdostano: sono stati garantiti non più di 5000 tonnellate all’anno di rifiuti residui da mettere a discarica, costi del trattamento al massimo di 80 milioni di euro per 20 anni, a fronte dei 225 previsti col sistema a caldo, chiusura del ciclo in Valle d’Aosta, senza portare nulla fuori. Tutto questo è stato affermato, scritto e si può anche rivedere nel filmato predisposto da Valle Virtuosa. All’indomani del referendum, quando tracciare il percorso del trattamento dei rifiuti in Valle è diventato onore e onere di chi l’ha vinto, i toni sembrano diventati molto più cauti: dobbiamo conoscere, capire,…quali e quanti rifiuti…, la frazione residua rimane un problema… Un altro aspetto che appare contraddittorio è la raccolta porta a porta, sostenuta dai referendari come premessa indispensabile per aumentare la differenziata. Si può leggere su «La Stampa» di martedì 18 dicembre che Saint-Cristophe, Comune di cui è vice sindaco Chantal Certan che, come segretario di Alpe, è stata grande sostenitrice del «sì», va invece avanti con i progetti di raccolta stradale. «Ma metteremo le tesserine», afferma la Certan. Anche il Comune di Ayas ha scelto i molok, «niente porta a porta» perché ritiene il sistema inadatto ad una realtà turistica dove l’andamento della produzione dei rifiuti è troppo variabile nel corso dell’anno . Ma quante altre realtà turistiche ci sono in Valle d’Aosta? La Valle è una regione turistica. E se si dovesse alla fine scoprire che i numeri garantiti da valle Virtuosa sono frutto di scenari di fantasia, che i costi saranno molto più alti e ci saranno molti più residui di quanto affermato? Che valore avrebbe ancora una scelta fatta basandosi anche su premesse inattendibili e promesse irraggiungibili? Lo vedremo, spero comunque che non sia così, che chi si è assunto degli impegni lo abbia fatto responsabilmente e con la certezza di riuscire a rispettarli nell’interesse di tutta la popolazione valdostana.

GIUSEPPE BÉTHAZ 
SAINT-MARCEL  
La Stampa 3.1.2013  


 


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2 gennaio 2013

PER FAVORE SI! - PER FAVORE NO!

Conneth the moment, conneth the man. 



Nell'ora decisiva, chi ha la responsabilità si rivelerà all'altezza della situazione.


Per Favore ...
http://patuasia.com/2013/01/02/per-favore-no/


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CONSUMO DEL SUOLO IN VDA. PUBBLICARE I DATI PER OGNI COMUNE...

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Superficie agricola, la riduzione continua. cemento ovunque ... 



In Valle d'Aosta, come nel settore trasporti pubblici sono state adottate scelte inconsistenti e di nessuna prospettiva... 

Guardate la cintura di Aosta!


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24 novembre 2012

IL CASO VALLE D'AOSTA AD AMBIENTE ITALIA

Proprio in concomitanza con la settimana che l’Unione Europea ha dedicato alla riduzione dei rifiuti, la Valle d’Aosta, con un referendum, boccia la soluzione del pirogassificatore come soluzione definitiva all’emergenza rifiuti. Contraddizione simbolica del problema rifiuti in Italia, dove cresce la raccolta differenziata, ma restano i problemi di gestione delle discariche e sempre più città scelgono la via del trasferimento all’estero dei rifiuti. Sabato 24 novembre 2012 su Rai3 se ne parla ad “Ambiente Italia”.
Ospiti, in studio, l’ex assessore regionale all’Ambiente della Campania, Walter Ganapini; il fisico e promotore del referendum valdostano, Fabrizio Roscio; l’assessore all’Ambiente della Valle d’Aosta, Manuela Zublena; il presidente del Consorzio Nazionale Imballaggi, Walter Facciotto; altri ospiti da  Stefano Saglia, già sottosegretario allo Sviluppo Economico nel governo Berlusconi  e il professor Andrea Segré, esperto di ambiente e politiche agrarie.

GOVERNO ROLLANDIN SUL DOPO REFERENDUM: ERRORI, OMISSIONI E RITARDI ...


Organizzare convegni sul ruolo della cittadinanza attiva e sul ruolo del terzo settore e della società civile e poi non dare il via ad un tavolo tecnico di raccordo tra Amministrazione regionale e Valle virtuosa.
Pilotare le decisioni sul dopo referendum attraverso una commissione di politici tutta interna al palazzo.
Si ha propiro ragione Legambiente Valle d'Aosta quando afferma che la Regione sembra giocare a perdere tempo...
Fino a pochi giorni fa la maggioranza di governo sosteneva che il dibattito era squisitamente tecnico, adesso fa marcia indietro e lo riserva ai soli politici e continua Legambiente nel suo ultimo comunicato "Ancora più grave, e qui proprio non ce la sentiamo di parlare di errore, è ritardare volutamente qualsiasi scelta: la Regione ha dato tempo ad una sua Commissione Speciale fino a fine marzo 2013 solo per determinare gli indirizzi programmatici. Subito dopo ci saranno lo scioglimento del Consiglio, le elezioni regionali, il rinnovo delle cariche, le vacanze estive...

La responsabilità delle conseguenze di chi vuole creare il caos, non accettare la volontà dei cittadini che hanno vinto il referendum e non far nulla fino a settembre 2013 non può che essere addossata a chi ha responsabilità di governo.
Si forse hanno ragione i cittadini che iniziano ad affermare che questo governo regionale è oramai alla frutta...

21 novembre 2012

CONFERENZA STAMPA VALLE VIRTUOSA

UNA SCOSSA DA PONDERARE....


Articolo tratto da la stampa del 20/11/2012

Una scossa alla democrazia


Per una singolare coincidenza, nella Settimana europea per la riduzione dei rifiuti l’eco-rivolta contro il pirogassificatore in Val d’Aosta ha incassato un successo incontestabile. Primo referendum propositivo in Italia che passa il vaglio del quorum. Giocare anche questa volta la carta Nimby, e cioè del cittadino che non vuole che nulla tocchi il proprio cortile, scaricando così le colpe sull’egoismo di comunità locali con i paraocchi, attente solo al proprio tornaconto, è riduttivo. E non è nemmeno utile aggrapparsi alla contrapposizione, trita e ritrita di questi tempi, tra popolo e democrazia, tra la furia di una protesta sconclusionata e irrazionale (su cui anche Grillo ha impartito sul filo di lana la sua apostolica benedizione) e istituzioni della rappresentanza che soprattutto a livello locale hanno abbracciato con convinzione la causa della prossimità ai cittadini. Il no forte e chiaro all’inceneritore rende ancora più bruciante la lacerazione tra cittadini e partiti, ma lo fa sulla base di motivazioni nuove.  
 
Sulla base cioè di una mobilitazione «cognitiva», fatta di cittadini sempre più informati, o che comunque presumono di esserlo, e meno disponibili a farsela raccontare, quanto meno dai politici. Le aspettative nei confronti della democrazia sono cresciute, grazie alla diffusione virale delle conoscenze, messe immediatamente (cioè in fretta e senza la mediazione di esperti allenati a sollecitare dubbi) a disposizione della protesta. Si tratta della «politicizzazione della scienza», come ci raccontano gli studi più recenti sui conflitti ambientali, ovvero della tendenza a creare forme di espressione politica intorno alla diffusione di saperi e competenze scientifiche, più o meno solide.  

I temi ambientali e sanitari sono quelli in cui non solo la percezione del rischio è più immediata, ma in cui sono ormai a disposizione di molti conoscenze apparentemente non aleatorie su vantaggi e svantaggi delle decisioni. Sia in Val d’Aosta che nel caso dei Comitati contro l’inceneritore a Parma, fisici, climatologi, ingegneri e medici hanno costruito la cornice dentro cui è lievitata la protesta. Sventolando la bandiera post-ideologica e «pigliatutti» della tutela alla salute. I Comitati sorgono in maniera spontanea, ma poi si informano e si confrontano, scansando come la peste le lungaggini e le liturgie della politica di cui non si fidano più, e si mettono nelle mani di professionisti considerati esperti e quindi più credibili. Cosicché, paradossalmente, il «professionista privato» diventa interprete più credibile del «bene comune», rispetto al politico, che invece dovrebbe fare questo per mestiere. Si ripropone a poco più di un anno, uno schema simile a quello dei Comitati per l’acqua pubblica e contro il nucleare. Aggregazioni che nascono fuori dalla politica, che si insinuano a rapidità di byte nella rete, e producono esiti che catapultano i partiti in una fase di micidiale straniamento.  

In un paese orfano di grandi ideologie, i cittadini costruiscono un nuovo «immaginario scientifico-politico» sulla base di una presunzione di conoscenza più diffusa rispetto al passato. Ritirano la delega anche ai partiti che governano sotto casa, e non certo dalle stanze lontane e ieratiche dei palazzi romani.  

Certo, i movimenti ci sono sempre stati. E il rischio da evitare è quello di credere che non debba esservi una sintesi tra le domande gettate sul piatto dell’agenda politica e la traduzione in soluzioni concrete. O di cedere al mito romantico della volontà popolare che – senza slabbrature – si riflette integra nelle decisioni pubbliche. La strada indicata dalla consultazione è chiara: scegliere una soluzione alternativa all’interno della «Gerarchia dei rifiuti» indicata dalla Commissione europea, che contenga però il sigillo della fattibilità. L’occasione è propizia. Il referendum propositivo introdotto come vaccino al morbo della disaffezione politica, anche da quei politici che poi hanno (incredibilmente) invitato i cittadini a stare a casa, ha dato una ulteriore scossa alla democrazia. Meglio rimediare subito all’auto-goal, guardarsi in faccia tra vincitori e perdenti e costruire un nuovo consenso.

Elisabetta Gualmini

20 novembre 2012

SBAGLIATO RINVIARE GLI INTERVENTI PER ATTUARE UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI

Sbagliato rinviare ad un prossimo futuro gli interventi che si possono gia attuare oggi.

La maggioranza regionale se si chiude a riccio e intende rinviare qualsiasi decisione continua a sbagliare atteggiamento in materia di gestione dei rifiuti.

La Valle d'Aosta non si puo' permettere di affrontare il tema dei rifiuti nella prossima legislatura.Fabrizio  Roscio, presidente di Valle Virtuosa, l'associazione che ha promosso il referendun contro il pirogassificatore, replica cosi' al presidente della Regione, Augusto Rollandin, e ad alcuni esponenti della maggioranza che ieri hanno affermato che il tema dell'alternativa all'impianto di trattamento a caldo compete al prossimo Consiglio regionale.

Non ci troviamo difronte a un'emergenza - spiega Roscio - ma ad un'urgenza.


Per il presidente di Valle Virtuosa le iniziative che devono essere subito intraprese sono le seguenti:
  • blocco immediato dell'iter di costruzione del pirogassificatore
  • avvio di un tavolo tecnico di confronto
  • attivazione dei Comuni per una raccolta differenziata che includa anche i rifiuti organici
  • introduzione di un sistema di tariffazione
  • aumento della qualita' della raccolta differenziata.
Linkiamo per comodità l'ultimo articolo tratto dal blog di Montanari >>>
 

ROSSANO ERCOLINI E FEDERICO VALERIO: AMICI DEL BENE COMUNE

Con il Referendum propositivo che sostituisce il pirogassificatore con trattamenti a freddo e biologici ha vinto la popolazione, assai più lungimirante dei propri governanti. Hanno vinto la salute, la qualità della vita, la civiltà, il buon governo e la vera “modernità.
 
“E' stata una vittoria grandissima, ottenuta in un clima  politico impossibile. Ci hanno messo le tribune referendarie televisive alle 10 del mattino, ci hanno insultati pubblicamente per 45 giorni, però noi non abbiamo mai reagito. Abbiamo ribattuto, invece, sulle questioni vere, sulle autentiche balle che raccontavano per confondere le persone.Alla fine la gente ha visto che noi proponevamo progetti alternativi, gli altri propinavano maldicenze e non avevano studi a sostegno. Il risultato è questo.
Da domani ricominciamo a lavorare perché la volontà degli elettori sia rispettata.
Alessandra Piccioni-Legambiente Valle d'Aosta

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IL POPOLO SOVRANO DELLA VALLE D'AOSTA METTE AL BANDO L'INCENERIMENTO.
UN PRECEDENTE PER ITALIA ED EUROPA CLAMOROSO.
 
In Valle  D'Aosta il voto porta aria pulita: vota il 49% (il quorum era il 45%) con il 94% che dice no al pirogassificatore sostenuto dall'Union Valdotain (partito di maggioranza). Questo risultato HA VALORE VINCOLANTE essendo la Val d'Aosta regione a statuto speciale ed è addirittura deliberante. Cioè si dovrà legiferare per soluzioni nella gestione dei rifiuti ALTERNATIVE AI TRATTAMENTI A CALDO e cioè verso rifiuti zero!
 
Grandiose le attività del fronte referendario a cui CON GRANDE ORGOGLIO DI CHI SCRIVE ha dato il suo importante appoggio la Zero Waste Italy e la Rete Nazionale Rifiuti Zero.
 
Ricordo scolpito nella mente e nelle emozioni la compostezza ma anche l'entusiasmo di oltre 150 persone accorse all'incontro organizzato ad Aosta - sala della biblioteca di Viale Europa, dalla cooperativa LE PAN NER per la presentazione della strategia rifiuti zero e della esperienza del Comune di Capannori.
 
GRANDI! GRANDI! Ora siamo TUTTI non solo in Italia ma anche in Europa PIU' FORTI!
 
A presto per fare della BELLISSIMA VAL D'AOSTA LA PRIMA REGIONE ITALIANA VERSO RIFIUTI ZERO.   

Rossano Ercolini 
Co-coordinatore Zero Waste Italy e coordinatore della Rete Italiana Rifiuti Zero
 
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Oggi in Val d'Aosta può vincere la democrazia.
A me sembra una bella notizia ma, stranamente, tutti i mezzi di comunicazione tacciono.
Gli abitanti di questa Regione sono chiamati a votare un referendum proposito che chiede che la gestione dei loro scarti avvenga sono con trattamenti a freddo e di tipo biologico: riduzione, riciclo, compostaggio, trattamenti meccanico biologici.
Se il referendum passa, resta al palo la decisione che la regione ha già fatto: bruciare quasi tutto in un pirogasificatore  con recupero energetico.
Per una regione con circa 150.000 abitanti, neanche quelli di un piccolo quartiere di Genova, il pirogasificatore sarebbe un'opera inutile e costosa.
Per giustificarne la realizzazione c'è anche chi ha proposto che l'impianto servirà per la bonifica della discarica.
Insomma, la Val D'aosta non produce abbastanza rifiuti combustibili per giustificare questa ennesima piccola grande opera.
Finirà come la Svezia, che importa rifiuti per alimentare i suoi termovalorizzatori per non far stare al freddo gli svedesi.
Alcuni mesi or sono ho partecipato ad una audizione con i rappresentanti del Consiglio Regionale della Val D'Aosta e ho cercato di convincerli che in una Regione che punta sul turismo, sulla qualità del loro territorio, non dovrebbero avere dubbi, dovendo scegliere tra una tecnologia ( la pirogassificazione) che inquina molto di più di un Trattamento Meccanico Biologico che, con l'uso del biometano,  prodotto dalla fermentazione anaerobica, ed immesso nella rete del gas, produrrebbe anche calore ed elettricità, senza aggiungere un grammo di inquinanti alla vallata.
Non so se son riuscito a convincerli, certamente il presidente della Commissione era decisamente schierato per il pirogassificatore, senza se e senza ma.
I Valdostani, dalle forze politiche di maggioranza,  sono stati invitati a disertare le urne ed impedire il raggiungimento del quorum (45%)(…)
Federico Valerio

19 novembre 2012

DEMOCRAZIA, AUTONOMIA E TANTO BUON SENSO!

Un riflesso condizionato, una sorta di becera pulsione istintiva, quella che fa reagire una certa politica di fronte alla sconfitta con un… “non avete capito” o con “…ha prevalso la pancia”. Non ho mai condiviso questo tipo di reazione anche quando veniva da settori della mia parte politica di fronte a elezioni improntate sulla demonizzazione dell’immigrato o su quella degli avversari. Su una questione assai più netta come quella della gestione del ciclo dei rifiuti è veramente sconfortante pensare che la preoccupazione maggiore che passa nella testa della maggioranza regionale, dopo questa storica vittoria referendaria, sia quello di delegittimare questo voto con la più classica delle scuse. Sostenere che i 51000 valdostani che gli hanno dato torto lo abbiano fatto senza una decisione razionale ma in preda alla paura è inaccettabile. Nessuno chiede a nessuno di cambiare idea nel merito del pirogassificatore e nemmeno, ribadisco, sugli equilibri politici che governano la regione e che, in questo caso, non erano in discussione. Ma se la reazione degli sconfitti è dare degli stupidi emotivi a chi ha scelto diversamente dalle loro indicazioni, allora si cambia gioco. I valdostani hanno deciso. Lo hanno fatto in modo razionale e nettissimo doppiando in termini numerici quel 20% di elettori che, presumibilmente, si sono aggiunti, su indicazione delle forze di maggioranza, all’astensione fisiologica e indistinta che colpisce ogni consultazione elettorale. Lo hanno fatto con quella “intelligenza diffusa e popolare”, non necessariamente condivisibile, che guida il paese e che la politica fa sempre più fatica ad interpretare e rappresentare. Il SI ha vinto con grande margine su quei No che, con senso civico e coraggio, hanno scelto di recarsi alle urne ed esprimersi. Questi sono i fatti. Non sarebbe meglio, quindi, portare più rispetto e fare una riflessione seria sugli errori commessi piuttosto che cercare scuse autorassicuranti? Non sarebbe più sensato, per chi ha perso, ma anche per chi ha vinto, provare a domandarsi in che modo debbano evolvere le mie stesse convinzioni e i mie assunti programmatici per fare fronte ad una nuova situazione? Chi deve assumersi le sue responsabilità lo faccia in fretta e con serietà. Quindi, per favore…. Evitate di scegliere la via più facile e di offendere la nostra (e la vostra) intelligenza. Niente semplificazioni. Grazie ;
Ma allora cosa dovrebbero fare ora le forze in campo?
A mio parere cinque cose:
1) Innazitutto prendere atto di una risposta partecipativa e di apprezzamento del metodo referendario. La gente vuole partecipare di più e va cambiata le legge sul referendum propositivo del 2003 abolendo il quorum e definendo regole più chiare e nette per la sua indizione. Ma c’è di più. La bella prova di democrazia che i valdostani hanno dato è innanzitutto una forte iniezioni di vitalità e di giovinezza per la nostra autonomia. Il referendum propositivo è una espressione di questa nostra autonomia e il boicottaggio del voto sarebbe stato un colpo al cuore al significato profondo del nostro statuto e dei valori identitari della Valle d’Aosta. L’esito rimette tutto in moto. Chi si dichiarava autonomista ma ha fatto la scelta dell’astensione ora deve tornare a spiegare cosa intende con questo aggettivo e che valore da a questa rinnovata forma di autogoverno dei valdostani.
2) Va preso atto “programmaticamente” e “progettualmente” che sul ciclo dei rifiuti c’è una volontà popolare chiara. Questa volontà si chiama raccolta differenziata e Trattamento Meccanico Biologico a freddo. Il piano B, come è stato detto, è diventato il piano A e la Giunta regionale non può sottrarsi dal dovere politico e istituzionale di implementarlo. E’ una volontà, tra l’altro, che è anche una offerta di sostegno e di assunzione di responsabilità dei cittadini. E’ un consenso in positivo e una energia che potrà sostenere in ogni comunità valdostana un progetto serio di riduzione, ricupero e riciclo dei rifiuti come indicato da Valle Virtuosa. Cosa volete di più?
3) Il comitato del Si deve essere coinvolto nelle forme e nei tempi utili a fare di una partecipazione popolare una risorsa per le istituzioni. Se chi ci governa si approccerà serenamente all’esito referendario sono certo che si costruirà un rapporto proficuo per tutti.
4) Valle Virtuosa deve continuare ad alimentare quel processo culturale e politico che ha dato al risultato di ieri. C’è molta strada da fare e molti da convincere per fare dell’attenzione all’ambiente e alla salute una acquisizione diffusa e un tratto evidente della Valle d’Aosta.
5) Le forze politiche che hanno appoggiato il referendum e che hanno dato vita al Comitato per il Si con Valle Virtuosa, devono offrire un progetto politico coerente con questo grande risultato e, adesso si, “buttarla in politica”! La questione dei rifiuti è un inizio. Per dare concretezza ad una Valle d’Aosta in cui sia possibile un modello di sviluppo innovativo e sostenibile è necessario che si affermi una diversa visione delle istituzioni e una idea più complessiva che sia in grado di tenere insieme istituzioni più leggere e sobrie, un intervento forte verso la green economy e lo sviluppo occupazionale, uno stop alla cementificazione, un welfare attivo e più diffuso e inclusivo, meno grandi opere e più cura del territorio e delle nostre comunità, infrastrutture moderne e veramente utili.
Fabio Protasoni

18 novembre 2012

L'ASTENSIONE NON VINCE: I CITTADINI HANNO VOTATO SI

http://www.vallevirtuosa.it

IL PIANO "B" (NON CONSIDERATO FINO AL 18 NOVEMBRE 2012) DIVENTA IL PIANO "A" (DA RENDERE OPERATIVO DAL 19 NOVEMBRE 2012):

I CITTADINI RECANDOSI ALLE URNE E VOTANDO SI HANNO DECISO QUANTO SEGUE:

Non si realizzano, né si utilizzano sul territorio regionale impianti di trattamento a caldo quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione.

Grazie a tutti.


PARMA AOSTA: COSI' VICINE COSI' LONTANE...

Grazie agli amici di Parma.


Parma Aosta, così vicine, così lontane


Oggi i cittadini della Valle d'Aosta si esprimono in un referendum per dire se vogliono o meno l'inceneritore.



Grazie all'impegno dell'associazione Valle Virtuosa, presente anche a Parma durante la manifestazione nazionale contro gli inceneritori, sostenuta da Alpe, PD, Legambiente Vda, Codacons Vda, WWF, Slow Food e dai 5 Stelle, nonche da oltre 25 associazioni locali.

Un flash della memoria ci riporta a 1 anno fa, quando il morente consiglio comunale di Parma, all'unanimità (meglio sottolinearlo), respingeva analoga proposta del comitato referendario.
Naturalmente il silenzio dei media nazionali è totale.


Non se ne sa nulla, e solo la tappa di Beppe Grillo in Valle per sostenere il “sì al no” ha scosso dal letargo alcune testate, impegnatissime nel seguire le papere della Ricciarelli e i complimenti di Galliani



I valdostani decidono del loro futuro, valutando la proposta di un pirogassificatore, un sistema di incenerimento ad alta temperatura e senza camino costosissimo e di improba gestione. Una spesa enorme per una popolazione di 130 mila abitanti, un assurdo nei termini.
Uno spreco anche sotto il punto di vista energetico oltre che per i rischi ambientali che si corrono. Siamo ancora fermi al passato.

In Valle l'empéreur Rollandin, dall'alto della Regione amministra tutto, guarda al progetto come occasione per le grandi opere. Oltre 200 milioni di spesa, capiente per 60 mila tonnellate all'anno di rifiuti (ma la regione ne produce 45 mila), il progetto è l'opera più costosa progettata in Valle d'Aosta dal 1945 ad oggi.

E l'invito dei partiti della maggioranza campeggia sui manifesti del no/astensione.
Non andare a votare, è un tuo diritto, il triste slogan utilizzato da chi sostiene il trattamento termico dei rifiuti.
L'opinione dei valligiani la si vuole tenere a distanza e si punta quindi sul mancato raggiungimento del quorum, fissato al 45%.
Ma almeno in Valle il referendum è stato celebrato.
A Parma i cittadini se lo sono visto negare, con scuse risibili (non capiamo la domanda), un po' come ha risposto Amato al quesito della giornalista: “Si ridurrebbe la pensione?”, “Non capisco la domanda”.
Anche a Parma i consiglieri non avevano capito la domanda.
Ma la risposta è giunte forte e chiara lo scorso maggio.
In Italia forse arriverà la prossima primavera.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 18 novembre 2012

17 novembre 2012

NOVEMBRE 2012: SAN FRANCISCO RAGGIUNGE L'80 % DI R.D.

 

Fatti. Non parole...

A San Francisco siamo all'80 % di raccolta differenziata. Nel 2020 si raggiungerà l'obiettivo di discarica zero. (Nessun rifiuto in discarica)

San Francisco Sets North American Record for Recycling & Composting with 80 Percent Diversion Rate

Mayor Edwin M. Lee announced that San Francisco achieved an 80 percent landfill diversion rate, setting records as the highest of any city in North America.
San Francisco diverts 80 percent of all materials discarded in the City away from landfill through source reduction, reuse, recycling, and composting. The City’s zero waste programs, in partnership with Recology, helped San Francisco become Greenest City in North America.

Getting to Zero Waste by 2020

The San Francisco Board of Supervisors and Mayor established the goal of sending zero waste to landfill by 2020. This past decade, San Francisco reduced trash to landfill by half. 
Half of what goes to landfill – 444,000 tons of material – could be recycled or composted. Help get to zero waste by 2020:
  • Recycle soft plastics (plastic film, bags) at San Francisco supermarkets. 

VOTA SI - VOTIAMO LA SALUTE!

http://www.vallevirtuosa.it

11 novembre 2012

LA R.D. SI PUO FARE ANCHE IN VALLE D'AOSTA. TREVISO: ECCO UN ESEMPIO VIRTUOSO.

Di grande interesse l'intervento tenuto dall'Ing. Bonesso, presidente del consorzio di Treviso, svolto a Gressan nella serata di venerdi scorso.
Il consorzio rappresentato da Bonessso raccoglie e gestisce i rifiuti di un bacino di oltre 500.000 mila persone. Sono arrivati all'83% di raccolta differenziata ed i i costi per i cittadini sono i più bassi di tutti gli ATO confinanti, hanno creato molti posti di lavoro e avviato a recupero materiale che di solito finisce in discarica o all'incenerimento...

Noi in Valle d'Aosta non abbiamo intrapreso questa strada. Almeno fino ad oggi. Noi non siamo capaci, almeno così sostiene l'assessore Zublena. E anche il consigliere regionale Zucchi, come si legge nell'articolo pubblicato  sulla Stampa (pagine vda) del 11 novembre 2012. Da Zucchi si capisce anche un'altra cosa: non hanno argomenti validi !  

L'Ing. Bonesso spiega come si fa e lui dice: è solo politica!  Ma non si rende conto che sta prendendo in giro tutti i valdostani... Eppure sono tanti i posti dove "si può"fare un raccolta differenziata di qualità e facendo risparmiare i cittadini. Tanti comuni in Italia e anche nel mondo. E' esemplare in tal senso il video della trasmissione Presa Diretta: Strategia "Rifiuti Zero" applicata con successo a San Francisco - del 22 gennaio 2012 - che ti riproponiamo qui sotto.  22 minuti interessantissimi, ti consigliamo la visione almeno della fine, minuto 21, per le conclusioni: http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=AXgBS9i8-sI

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SKYFALL VDA: PER RAGGIUNGERE IL RISULTATO PRIMA CI SCARAVENTANO IN BASSO!

Skyfall Valle d'Aosta. Ognuno pensi ai propri peccati...

Alla serata di chiusura della campagna refendaria prevista per venerdi 16 novembre è prevista la presenza in incognito dell'agente 007 James Bond.
Ovviamente ci ha fatto pervenire un messaggio che vi proponiamo:
Esiste una legge, scritta nel cielo e alla portata solo di coloro che hanno occhi per vederla. Una legge dalla quale non vi è alcuno che può sottrarvi, non se intende risorgere.
Tale legge recita che nessuno potrà mai toccare le stelle se prima non sia stato scaraventato nelle viscere della terra. La caduta prima del più alto dei voli.
Ecco la spiegazione della parola: Skyfall.
Una cosa è certa: a prescindere dal significato assunto dal termine nato dall’unione di queste due parole (sky e fall), sia il cielo che la caduta sono radicalmente presenti. 
Perché non vi è cielo senza terra e non si può comprendere quale sia la vetta da raggiungere se prima non si è rovinosamente caduti verso il basso.
Al riguardo tornano alla memoria alcuni interventi televisivi o articoli pubblicati da alcuni esponenti del Comitato del No/astensione nel corso dell'ultima campagna refendaria.
Una cosa è certa di sicuro abbiamo toccato il punto piu basso; ora non possiamo che risorgere e raggiungere la vetta più alta!



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10 novembre 2012

METTI UN " GRILLO" NEL MOTORE!

E' annunciato l'arrivo in Valle d'Aosta per il tardo pomeriggio di Venerdi 16 Novembre 2012 di Beppe Grillo per sostenere la campagna refendaria -  VOTA SI - contro la costruzione del pirogassificatore, in vista del referendum propositivo del 18 novembre 2012.


In altri luoghi ha riempito piazze senza pubblicità, senza spot. 

Di sicuro ad Aosta non avrà la copertura dei media informativi locali, ma nessuno potrà bloccare internet ed i telefonini. Insomma le riprese le faranno direttamente i cittadini per i cittadini perchè il servizio pubblico non ci sarà! 

I tempi sono stati gia assegnati e parametrati...

Il servizio pubblico locale cioè la redazione regionale della Rai ha più volte affermato  di aver messo a disposizione per la campagna refendaria spazi omogenei a tutti i comitati, movimenti, partiti e associazioni. 

Poco importa che le tribune vadano in onda solo di mattina a partire dalle ore 10,10 in alcuni giorni della settimana e l'audience sia basso rispetto alla messa in onda in orario serale.

Non era vietato ed era stato richiesto a più voci di prevedere dei passaggi dalle ore 20 alle ore 20,20 subito dopo il tg regionale. 

Il confronto poteva essere riservato ad un solo componente per schieramento.

In fondo la proposta era troppo semplice  e rischiava di avere troppa audience ed essere seguita da troppi telespettatori!

Di sicuro le assurdità, le contraddizioni, il delirio, le strumentalizzazioni, le enfatizzazioni di Grillo passeranno indipendentemente dai media televisivi locali e dagli orari di messa in onda degli spazi informativi.


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Vota SI al Referendum propositivo del 18 Novembre 2012.

8 novembre 2012

FABIO PROTASONI: RIFLESSIONI SULLA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI

Aosta 08 Novembre 2012

Care e Cari,

                  scusate se vi disturbo sulla vostra mail ma, come sapete, il 18 Novembre siamo tutti chiamati a votare per un referendum molto importante.

Il quesito proposto è semplice: ci chiede se vogliamo introdurre in Valle d’Aosta una norma che vieti la possibilità di bruciare i rifiuti urbani sul nostro territorio ed impedire, quindi, che si costruisca nella “plaine” di Aosta un grosso impianto di incenerimento come quello deciso dalla Regione.

Probabilmente ti sei già fatto una opinione.
 
Mi sembra di constatare, però, che sui media e nel dibattitto pubblico ci sia molta confusione.
Tra i sostenitori delle diverse posizioni c’è chi, purtroppo, esagera e fa proclami e affermazioni false come quella di paventare un futuro con una moltiplicazione di discariche o quello con i rifiuti per le strade della Valle come a Napoli.  
In parte è normale… Se il tema non fosse controverso non ci sarebbe stato bisogno di fare un referendum. In parte è sempre difficile orientarsi in consultazioni locali laddove non ci sono i mezzi per far arrivare ovunque una informazione completa. Così chi fa più rumore o la spara più grossa rischia di avere la meglio.

Quale che sia l’idea che ti sei fatto mi permetto di provare a proporti, in amicizia, alcune riflessioni nella speranza che un pensiero in più o un’informazione diversamente spiegata possa esserti utile oppure essere utile a qualche tuo conoscente.

Il nocciolo della questione è senz’altro quello legato alla salute. Molti studi medici, in questi anni, hanno rilevato, purtroppo, come l’incidenza di tumori cresca sensibilmente nelle aree geografiche dove si opera una qualche forma di combustione dell’immondizia.
Molti studi scientifici hanno fissato che questo dipende dalla fuoriuscita, mai del tutto evitabile, di sostanze come la “diossina” o le “polveri sottili” che, poco per volta, si accumulano nell’ambiente ed entrano nel ciclo alimentare e nell’aria che respiriamo e arrivano fino a noi. Esistono poi scienziati che hanno scoperto sostanze ancora più pericolose e sfuggenti, come le nanoparticelle, che non possono essere filtrate o abbattute e che, comunque, riescono ad entrare nell’ambiente in cui viviamo. Questo avviene perché il rifiuto è composto da una quantità enorme di sostanze chimiche diverese che si combinano in modi sempre nuovi e difficilmente controllabili quando si bruciano. In attesa che lo stato definisca nuove leggi e normative, in base alle nuove scoperte della scienza, probabilmente è meglio essere prudenti e applicare un principio di precauzione. In sintesi se non siamo sicuri al 100% che non faccia male è meglio cercare un’altra soluzione. Nel caso del Pirogassificatore questa certezza non c’è perché si tratta di una tecnologia che, nella forma e per l’utilizzo proposto, non ha nessun riscontro esistente. Anche i dati sull’inquinamento prodotto, proposti da Arpa, sono stime e simulazioni fatte al computer…  
Vale la pena rischiare?

Una seconda questione è, a mio parere, quella relativa all’impatto economico e sociale che potrà avere un tale impianto. Si tratterà di un grosso impianto industriale alle porte di Aosta con una superfice di 8000 m2 e con un camino alto 60 metri che butterà nell’aria 2.000.000 di metri cubi di fumi al giorno.(non è una esagerazione… è proprio così) Uno spettacolo che di certo non passerà inosservato ai turisti che attraversano la valle o agli imprenditori che verranno da noi per comprare i nostri prodotti alimentari. La sensibilità verso la salubrità e la genuinità degli alimenti è una cultura in grande crescita nel nostro paese. Come cambierebbe l’immagine del nostro vino, della nostra fontina o della nostra carne se la fotografia di presentazione della Valle d’Aosta sarà “arricchita” da questo impianto? Il pirogassificatore, se non passa il referendum, ci costerà 225 milioni di euro in 20 anni. Anche se è una cifra comprensiva di servizi diversi e investimenti, anche per la gestione dell’attuale discarica è evidente a tutti che si tratta di una cifra enorme e che ci vincolerà, a questa scelta, per i prossimi due decenni. Ha veramente senso, in presenza di alternative credibili come il TMB (trattamento meccanico biologico), spendere tutti questi soldi?

La terza questione è proprio l’alternativa. Esistono, in Italia, esperienze già in atto, efficienti e credibili, per gestire il ciclo dei rifiuti. Innazitutto bisogna fare politiche serie di riduzione dei rifiuti. Ne produciamo troppi e senza preoccuparci troppo delle conseguenze. Poi occorre promuovere, sostenere e incentivare una raccolta differenziata estesa e di qualità. Non è difficile. E’ necessario che l’amministrazione pubblica investa su politiche adeguate e che cambi il sistema della tassa sui rifiuti. Si potrebbe stabilire, ad esempio, che il cittadino paghi solo per la quota di rifiuti “indifferenziati” che produce. Se differenzi non paghi e se invece mischi tutto ti facciamo pagare le spese per la raccolta. Sarebbero tutti portati a fare più attenzione. La quota di rifiuti urbani rimanenti potrebbe essere inviata ad un impianto di trasformazione (TMB Trattamento meccanico biologico) che riseleziona e ricupera ancora tutto il ricuperabile lasciando un’ultima piccolissima frazione secca non pericolosa che potremmo buttare in discarica allungandone la vita di 60/70 anni. In 60 anni ne succedono di cose….. I sostenitori del pirogassificatore, in mancanza di argomenti fondati, hanno detto molte assurdità sul TMB come quella che prevederebbe l’apertura di nuove discariche. E’ falso. Il TMB è il sistema in uso in centinaia di territori italiani e tratta già oggi, in Italia, 9,7 milioni di tonnellate di rifiuti.

Da ultimo vorrei sottoporti la mia idea sul referendum. Questo tipo di referendum (propositivo) esiste solo in Valle d ‘Aosta e a Bolzano. E’ il frutto della nostra autonomia e di quei valori di autogoverno e di responsabilità che hanno fatto della Valle una regione a Statuto Speciale. E’ uno strumento prezioso. Chi ci invita all’astensione non tiene conto del fatto che Autonomia (…decidere da sé sulle cose di casa nostra) e l’Astensione (delegare ad altri…) sono in diretto contrasto.
Abbiamo una occasione unica per dimostrarci responsabili di noi stessi, sia che vinca il No che se vince il Si. Perché rinunciarvi?

Io il 18 Novembre vado a votare e voto Si. Lo faccio perché è un dovere e perché mi convince l’idea che in Valle d’Aosta possiamo costruire un modello nuovo che possa essere d’esempio anche per altri.

Ho fiducia in noi.

Spero di non avervi annoiato troppo ma ci tenevo a scambiare queste quattro idee.

Grazie per l’attenzione

FABIO PROTASONI
AOSTA

APPELLO PER LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE “ZERO WASTE - RIFIUTI ZERO”

AMICI  DEL VIALE DELLA PACE - AOSTA - ESPRIME APPREZZAMENTO PER L'INIZIATIVA - NOI CI SIAMO!

APPELLO DEL COMITATO PROMOTORE NAZIONALE PER LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
“ZERO WASTE - RIFIUTI ZERO”
-----------------------------
BASTA INCENERITORI E MEGADISCARICHE !!!
RACCOGLIAMO L’INDICAZIONE DELL’EUROPA PER UNA NUOVA GESTIONE VIRTUOSA DEI RIFIUTI AL 2020: Ridurre – Riusare – Riciclare – Recuperare.              
LANCIAMO LA SFIDA A TUTTI I SOGGETTI POLITICI CHE SI CANDIDANO AL NUOVO PARLAMENTO A FIRMARE E POI A SOSTENERE UNA NUOVA LEGGE NAZIONALE SUI RIFIUTI CHE PORTI L’ITALIA A “ZERO SPRECHI”
Partendo dal grande risultato ottenuto con la Risoluzione del Parlamento Europeo del 24 maggio 2012 “un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse” che prevede la chiusura di inceneritori e discariche al 2020, abbiamo stilato una proposta di Legge di Iniziativa Popolare con cui lanciamo una sfida al nuovo Parlamento Italiano per raggiungere il traguardo Rifiuti Zero nel 2020.
Abbiamo costituito a settembre un tavolo nazionale con la presenza di Reti ed esperti da tutta Italia per mettere a punto una proposta di Legge che richieda da subito una MORATORIA per i nuovi inceneritori e la  RICONVERSIONE TOTALE dei vecchi inceneritori e dell’intero ciclo rifiuti con l’abolizione degli incentivi  (Certificati Verdi) per questa FILIERA NOCIVA.
Chiediamo che si applichi la corretta Gerarchia di trattamento, partendo dalla Riduzione – Riuso – Riciclo – Recupero per rendere la fase dello Smaltimento veramente RESIDUALE,  e proponiamo l’avvio della nuova SOCIETA’ DEL RICICLO E RECUPERO con l’istituzione di Certificati Bianchi appositi che incentivino la vera Economia Verde  Italiana e lo sviluppo di nuova occupazione locale “pulita”.
E’ una rivoluzione pacifica nel sistema produttivo italiano che oggi è imprescindibile:
1.  PER AZZERARE L’ATTUALE SISTEMA BASATO QUASI SOLO SULLO SMALTIMENTO,
2.  PER CHIUDERE IMPIANTI NOCIVI CON EFFETTI IRREVERSIBILI SULLA SALUTE,
3.  PER COSTRUIRE ECONOMIA E COMUNITA’ BASATE SUL RECUPERO DI MATERIA,
4.  PER AVVIARE NUOVA OCCUPAZIONE LOCALE E NUOVI MODELLI DI CONSUMO,
C'è stato un gran lavoro, ma il lavoro non è ancora finito:
ora manca il tuo contributo !!
Anche tu puoi contribuire, come persona o come Organizzazione civica (Comitato/ Associazione/ Coordinamento/ Rete) ADERENDO AL COMITATO PROMOTORE NAZIONALE già costituito ma in continuo allargamento, inviando contributi integrativi ed indicando un referente che sia responsabile della diffusione locale e della gestione della Campagna informativa e della raccolta firme autenticate.
Ad oggi hanno aderito sessanta organizzazioni civiche in dodici Regioni diverse.
Per aderire manda una mail al googlegroups "LIP ZERO WASTE", specificando nome del comitato / referente e mail di contatto,  all’indirizzo zerowastelazio@... , oppure cerca su Facebook il gruppo "Promotori della legge nazionale Zero Waste".
SABATO 8 DICEMBRE ORE 11,00 MANIFESTAZIONE – PRESIDIO A ROMA PER IL LANCIO DELLA CAMPAGNA
Roma   Novembre 2012    COMITATO PROMOTORE NAZIONALE “LIP ZERO WASTE”
(Comitati / Associazioni / Coordinamenti / Reti) del Lazio– Campania– Umbria– Toscana– Emilia Romagna– Lombardia– Piemonte – Puglia- Sicilia– Sardegna– Marche - Liguria.

APPUNTAMENTI PER IL "VOTA SI" DA NON PERDERE!

VENERDi' 9 - Bonesso è il presidente del consorzio che raccoglie i rifiuti a Treviso: è interessante perchè ci racconterà come loro riescono ad arrivare all'80% di raccolta differenziata e le "conseguenze" economiche di tale capacità
 
SABATO 10 - Ripresentiamo in alta Valle il film sulle nanoparticelle che ad Aosta ha segnato il tutto esaurito al Giacosa. Ingresso libero. http://www.youtube.com/watch?v=pufuqiaa7pg
 
MERCOLEDi' 14 - A Gressan o a Sarre sarà presente Stefano Ciafani, Direttore scientifico di Legambiente nazionale
 
GIOVEDì 15 - Ad Aosta torna Raphael Rossi, tecnico della gestione dei rifiuti. Qui trovi il video della sua intervista al tg3 del mese scorso http://www.youtube.com/watch?v=KEtzfyfgPkw 
 
VENERDì 16 - Al Giacosa di Aosta ospite il ricercatore Montanari, esperto di nanoparticelle.

4 novembre 2012

MONTANARI: PRONTO AL CONFRONTO

http://www.vallevirtuosa.it

Quale confronto c’è stato tra gli esperti chiamati da Valle Virtuosa per esporre alla popolazione l’alternativa a freddo nei numerosi incontri pubblici e i  sostenitori del pirogassificatore? 

L’idea di un dibattito pubblico era stata lanciata dal dottor Stefano Montanari, uno dei massimi studiosi al mondo di nanopatologie, in occasione della proiezione del documentario Sporchi da morire

Montanari aveva invitato a confrontarsi pubblicamente con lui i membri del comitato Valle Responsabile, ma non mi risulta che l’invito sia stato accolto.

In assenza di contraddittorio, voglio ricordare le parole del Prof.  Montanari  ha sbugiardato la retorica dei sostenitore del pirogassficatore, affermando che tale impianto è a tutti gli effetti un inceneritore

«L’inceneritore è brutale perché prende l’immondizia e la brucia», ha spiegato lo scienziato. «Il pirogassificatore invece scalda i rifiuti in carenza di ossigeno, evitando di generare anidride carbonica e ossido di carbonio, ma poi brucia il gas di sintesi che si libera da questo processo». Il guaio è che il gas bruciato ha una composizione molto variabile, che mescola diversi elementi metallici, al punto che non si può dire esattamente da cosa è composto. 

Questo perché ogni secondo l’impianto brucia qualcosa di diverso. 

«L’inquinamento da inceneritore è allora diverso da qualsiasi altro, perché produce una varietà infinita di inquinanti, dati da reazioni chimiche sempre diverse». Il punto è che tali inquinanti agiscono in sinergia tra loro aumentando la tossicità in maniera non quantificabile.
«Quando si dice che si filtreranno il 99,9% delle polveri», ha detto ancora Montanari, «si dice la verità, ma ci si riferisce a quella minima parte di inquinanti, superiore per dimensione ai 2,5 micron, che è filtrabile». Il grosso delle polveri passa invece sotto forma di nanoparticelle, che hanno la dimensione adatta per infiltrarsi negli alveoli polmonari e circolare nel sangue, causando la rottura del Dna durante la duplicazione cellulare, con conseguenze in termini di patologie di sottosviluppo fisico e cerebrale del feto, tumori infantili, autoimmuni, infarti, ictus, sterilità, aborti, diabete, Parkinson, Alzheimer e autismo.
Queste esposte sono solo alcune delle ragioni che mi portano a rifiutare il pirogassificatore. Sono ragioni tecniche e sanitarie. Che qualcuno la metta in politica è non solo inevitabile, ma persino legittimo, se si pensa che dovrebbe esistere una politica alta, interessata al bene comune. Da parte mia, c’è il desiderio di impedire una scelta che considero catastrofica per la salute, oltreché lesiva della mia possibilità di partecipazione in quanto cittadino alle decisioni che mi riguardano direttamente.



MAMME VALDOSTANE ATTENTE ALLA SALUTE. FIRMA LA PETIZIONE.E VOTA SI IL 18 NOVEMBRE!

Un gruppo di mamme preoccupate dal progetto di costruzione del pirogassificatore, chiacchierando davanti a scuola in attesa dell’uscita dei bimbi, ha deciso di prendere carta e penna e scrivere le proprie preoccupazioni da condividere con altre mamme. Il risultato è che in una settimana la lettera ha raccolto trecentoventuno (proprio 321) sottoscrizioni ma molte mamme oltre a condividerla l’hanno fatta propria e la raccolta continua.

(Si può ancora sottoscriverla scrivendo a mammepreoccupate@gmail.com).

 
Vogliamo a questo punto rendere pubblica quella lettera per condividere con la maggior parte dei valdostani, mamme ma non solo, le nostre riflessioni sul pirogassificatore.

Non siamo medici, non siamo tecnici, non siamo specialisti del settore ma siamo mamme e viviamo in Valle d’AostaDa quando sono nati temiamo per la salute dei nostri bambini. Ci preoccupiamo quando cominciano ad andare al nido, quando hanno la febbre, quando vanno in bicicletta o si arrampicano in alto. Fa parte del nostro essere mamme preoccuparci per la loro salute. Alcune di noi curano i figli con l’omeopatia, altre con gli antibiotici ma quello che ci accomuna è il desiderio profondo di volerli proteggere e di permettere loro di crescere sani e sereni. In questo periodo abbiamo sentito snocciolare dati di ogni tipo. A sostegno e contro il pirogassificatore.

Noi ne facciamo una questione di salute: esistono studi sulla nocività di impianti come questo, ma nessuno studio ha mai dimostrato la non pericolosità per la salute, soprattutto per i bambini.
Notizie di diossina nel latte materno, di metalli pesanti che si depositano nel terreno ed entrano nel ciclo alimentare, particelle ultrafini che sfuggono ai filtri ed entrano direttamente nei polmoni, nel sangue modificano il DNA ed intervenendo in maniera pesante sullo sviluppo dei corpi in crescita dei nostri figli ci allarmano. Così come ci spaventano oncologi che riferiscono di un aumento di tumori e altre malattie infantili dovute all’esposizione ad inquinanti fin da piccolissimi.

Non vogliamo e non possiamo accettare che i nostri bambini e tutti i futuri bambini valdostani possano diventare i numeri di nuovi studi.

Cosa diremo loro una volta che dovessimo scoprire che la nostra scelta li ha esposti a dei rischi e ha messo in pericolo il loro futuro?

Esprimiamo quindi tutta la nostra preoccupazione e ci chiediamo se per i nostri amministratori sia davvero prioritario il problema di tutelare la salute dei loro concittadini.

Per questa ragione siamo contrarie all’impianto di pirogassificazione e chiediamo a tutte le mamme valdostane di farsi portavoce di questo messaggio.

PORTARE LA RACCOLTA DIFF ALL'80% IN DUE ANNI. BASTA VOLERLO!

 Il Comune di Ponte Nelle Alpi ha il primato che sfiora il 90% di materiale riciclato. Il restante, lo invia al centro di smaltimento di Vedelago (TV) che riesce a recuperarne un ulteriore 61% circa di materiale da utilizzare per la realizzazione di prodotti di plastica!
E tutto questo risparmiando una montagna di soldi e lasciando il verde libero di respirare!
Cambiare si può, basta volerlo!