20 giugno 2010

SMALTIMENTO RIFIUTI IN VDA. DOMANDE SENZA RISPOSTA....

Gestione rifiuti in Valle d'Aosta. Ecco alcune domande senza risposta.

Perché il Governo regionale e la Terza commissione regionale hanno stabilito indispensabile chiudere il ciclo in Valle d'Aosta e perché a Brissogne non c'è posto per il Centro riciclo e selezione, mentre quello per il gassificatore o pirogassificatore invece c'è?

Perché tra le tante consulenze commissionate da parte della Regione Valle d'Aosta non è mai stato invitato Paul Connett?

Come mai nei dibattiti pubblici non vengono coinvolti gli imprenditori e gli esperti del recupero-riciclo-riuso anziché solo produttori o esperti che, prima o poi lavorano, o vengono contattati, guarda caso, proprio da parte delle imprese che costruiscono impianti di termodistruzione?

Chi ha certificato le emissioni derivanti da questi processi, incluso l’utilizzo del syngas?

Quali saranno i costi dei nuovi impianti, nonchè per la loro gestione e la relativa manutenzione?

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Gestione Rifiuti: situazione in sintesi a giugno 2010:
il Consiglio regionale, quale scelta qualificante, ha deciso di chiudere il ciclo di
trattamento dei rifiuti in Regione, att raverso la loro valorizzazione energetica (tali fini sono tra l’altro previsti dalla LR 31/2007 in materia di rifiuti). Questa volontà politica esprime l’assunzione di responsabilità del problema di gestione dei rifiuti, dalla produzione sino allo smalt imento finale. Si crede che non sia responsabile
allontanare da sè il problema e t rasferirlo ad un’altra comunità ma ricercare la soluzione migliore sia dal punto di vista ambientale che sociale. Farsi carico di questa responsabilità comporta una maggiore e concreta volontà di portare a buon fine le azioni di riduzione e differenziazione dei rifiuti che spettano al singolo individuo perché il miglioramento produce effetti tangibili e percepibili, così come un ipotetico non raggiungimento evidenzierebbe una immediata ricaduta negativa.

Tale scelta consente anche di non essere dipendenti da soggetti e fattori esterni che
detterebbero le condizioni sia in termini economici che operativi. Questo scenario non è soggetto a momenti congiunturali, a regole di mercato, ma garantisce pieno controllo e stabilità al sistema. Con questi indirizzi e condizioni al contorno, il lavoro svolto ha condotto all'individuazione di uno scenario che è quello fondato su sistemi cosiddetti a caldo, di pirolisi e gassificazione.

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Leggi il rapporto gestione rifiuti Vda - Giugno 2010 - >>>

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L'articolo 179 del D.Lgs. n. 152/2006 e smi, comma 2, secondo cui le pubbliche amministrazioni perseguono, nell'esercizio delle rispettive competenze, iniziative dirette a favorire prioritariamente la prevenzione e la riduzione della produzione e della nocività dei rifiuti, in particolare mediante:
a) lo sviluppo di tecnologie pulite, che permettano un uso più razionale e un maggiore risparmio di risorse naturali;
b) la messa a punto tecnica e l'immissione sul mercato di prodotti concepiti in modo da non contribuire o da contribuire il meno possibile, per la loro fabbricazione, il loro uso o il loro smaltimento, ad incrementare la quantità o la nocività dei rifiuti e i rischi di inquinamento;
c) lo sviluppo di tecniche appropriate per l'eliminazione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti al fine di favorirne il recupero.

L'Amministrazione regionale ha concentrato ogni scelta sulla univoca procedura di uso dei rifiuti come fonte di energia, disconoscendo ogni alternativa ipotesi di recupero, riutilizzo e riciclo dei rifiuti SENZA LORO COMBUSTIONE.

E' sbagliato blindare il nuovo bando pubblico europeo e precludere la partecipazione alle aziende vocate al riciclo/riutilizzo anzichè alla pirogassificazione o trattamento termico che sia. E' utile consentire il confronto ed ammettere in una agone paritaria la comparazione dei pro e dei contro pirogassificatore/riciclo. All’estero gli inceneritori vengono in buona parte dismessi a favore del riciclo.

Per quale ragione non rispettare le priorità dell’art. 179 del D. Lgs. 152/2006 e prevedere una selezione rispettosa di tali criteri?

L’art. 178, commi 2 e 3, del D. Lgs. 152/2006 prevede chiaramente che
“ I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare:
a) senza determinare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora;
b) senza causare inconvenienti da rumori o odori;
c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente.

La gestione dei rifiuti è effettuata conformemente ai principi di precauzione, di prevenzione, di proporzionalità, di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nella produzione, nella distribuzione, nell'utilizzo e nel consumo di beni da cui originano i rifiuti, nel rispetto dei principi dell'ordinamento nazionale e comunitario, con particolare riferimento al principio comunitario "chi inquina paga".

A tal fine le gestione dei rifiuti è effettuata secondo criteri di efficacia, efficienza, economicità e trasparenza.



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